Scritto da Igor
Rispondere a questa domanda sarebbe stato più semplice qualche anno addietro. Oggi la politica è vista con diffidenza se non con sospetto. A mo’ di premessa, almeno non ci dobbiamo tornare sopra più tardi, dobbiamo ammettere che la classe politica (tutta o quasi) ci ha messo del suo per farci percepire questa distanza. (altro…)

Durante lo svolgimento di questa analisi, si farà a volte evidente il fatto che si debbano usare molte più parole per descrivere i concetti contenuti nel programma del PD di quante se ne debbano usare per descrivere quelli contenuti nel programma del PDL. Ciò è dato dal fatto che il PDL stesso usa poche parole, anche se, come dice il suo Leader, tali parole sono state soppesate e ragionate una per una.
E così verrà fatto anche qui.

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L’analisi non può che partire dal “Titolo”, anche se il termine “Titolo” è improprio per ambedue gli schieramenti. Si potrebbe meglio dire “incipit”. Analizziamoli.

Per il PD è: “L’Italia nel mondo che cambia”;

Per il PDL è: “Sette missioni per il futuro dell’Italia”.

L’incipit del PD è un accompagnamento alla presentazione dei dodici punti essenziali, poi esposti in seguito. Secondo il PD l’Italia deve tendere, unitamente agli altri Stati Europei, ad una “Europa massima possibile” e “non a quella minima indispensabile”, rafforzando nel contempo la collaborazione con gli Stati Uniti d’America. “Europa e USA assieme rendono tutto più facile e possibile”. E perché l’Italia deve tendere a questo? (altro…)

E’ ironico, lo voterò” Così, sintetizzando, ha detto la precaria di Roma (vedi articolo de “Il corriere della Sera del 14 Marzo 2008) che si è sentita dare da Berlusconi un consiglio per il suo futuro: “accasarsi” con un suo rampollo. “Qualche cosa di importante ha detto, ha fatto delle promesse, in trasmissione, voglio vedere se le mantiene”, ha proseguito. Viene da chiedersi quale siano state la promesse. E viene anche da chiedersi se questa ragazza si sia mai data la pena di leggere i programmi di PD e PDL per vedere le reali intenzioni dei due principali schieramenti politici circa il suo problema e circa quelli del Paese in generale. Per lei evidentemente è sufficiente essere “ironici” per affrontare i tanti problemi, che sono così poco comici, dell’Italia. Lei, e tutti noi, potremmo rimanere così vittime di una “beffarda ironia”

Con il consueto modo garbato, ma non per questo meno intenso, Veltroni ha tenuto ieri sera al Palanorda di Bergamo un discorso di grande respiro ideale, spaziando da Martin Luther King ai riferimenti alla situazione italiana con grande padronanza di argomenti ed energia, nonostante fosse al termine dell’ennesima giornata faticosa in giro per l’Italia.

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Ad un mese esatto dalla data delle elezioni infuria la campagna elettorale.
E’ davvero la campagna di programmi e contenuti che quasi tutti ci avevano promesso, anche per smorzare l’ondata di antipolitica che si stava sollevando nel paese?
Si fa un gran parlare di voti più o meno utili, candidati più o meno scomodi e ci si scambiano accuse additando gli scheletri nell’armadio degli avversari più o meno come sempre è accaduto, ma forse qualcosa di nuovo e di migliore c’è rispetto al passato…

Cosa ne pensate?

Ah, stasera Veltroni è a Bergamo.
Resoconto in apposito articolo prossimamente su questi schermi…