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Il 15 Settembre si è tenuta al PIME l’assemblea pubblica, con lo scopo di spiegare la questione “migrazione” ai cittadini. Inizialmente pensata dal Comitato costituito presso il Comune, è invece diventato un incontro “pastorale”, organizzato da Parrocchia, Diocesi di Bergamo e PIME (come abbiamo già fatto rilevare nel post del 13 settembre). (altro…)

Come avevamo scritto, l’amministrazione comunale ha costituito un comitato locale per monitorare il progetto di accoglienza dei migranti ospitati presso il PIME. Il capogruppo di Uniti per Sotto il Monte partecipa a tale comitato, che si è riunito per la prima volta ieri sera. Qui in allegato (==> VEDI) una breve relazione di Giampietro Ferrraris, che illustra quanto detto nel corso della riunione.

Si è svolta a Calusco, lo scorso venerdì  14 maggio, la seconda assemblea promossa dal Comitato e anche questo evento ha visto una grande attenzione e partecipazione da parte del pubblico.
Le tre relazioni sono risultate interessanti e applaudite in modo convinto; gli interventi del pubblico, tutti pertinenti, hanno portato elementi di riscontro che hanno rappresentato un arricchimento del dibattito stesso.
Come tutte le assemblee pubbliche, ha avuto il grande merito di dare uno spazio di espressione dei problemi vissuti a tutti i cittadini;
tanto che si è preferito lasciare molto più spazio alle domande, contraendo il tempo previsto per la terza presentazione.
Il fatto rilevante è che i nostri concittadini sentono i problemi ambientali e dimostrano fiducia nel nostro Comitato.
Noi puntiamo più in alto e la prossima assemblea di Pontida, il 21 maggio prossimo, rappresenta per noi il banco di prova più significativo.
Andiamo a presentare la nostra idea di Parco e ci rivolgiamo direttamente non solo ai nostri concittadini, ma anche a tutti gli Amministratori locali.
Si profila quindi un avvenimento al quale è impensabile non partecipare; ne va di mezzo il nostro futuro e quello delle nuove generazioni, perché il Parco del Canto e del Bedesco è la nostra risorsa più preziosa: sta a noi valorizzarla o soffocarla, soffocando anche noi stessi.  INTERVENTI

Com’è la situazione dalle vostre parti? Da me (zona Bedesco) non ho visto passare nessuno né ieri sera né stamattina, a parte un mezzo del soccorso stradale per rimuovere un tir che si era bloccato in fondo alla discesa del Gromo. Anche sulla provinciale ieri sera la situazione era abbastanza disastrosa.

innseIn questi giorni ho la netta sensazione che la stragrande maggioranza degli italiani sia diventata completamente insensibile verso il prossimo suo, chiunque egli sia, italiano o no. Il fatto che 4 operai e un rappresentante della Fiom stiano da giorni ormai appollaiati su un carroponte a venti metri di altezza, che gli abbiano tolto anche la corrente, e che siano allo stremo delle forze, pare interessare solo a pochi oltre che ai loro famigliari più stretti. Molto probabilmente ci sarà il solito che ne approfitta per aprire un tavolo di scommesse. I tavoli delle trattative invece languidano tra i se, i ma, i forse. Ma cosa dovrebbero dire alle nostre coscienze quei cinque uomini stremati che non intendono mollare finchè le istituzioni politiche e le forze economiche non iniziano a ragionare? Ci dicono che noi potremmo essere loro, o le loro mogli, o i loro figli. Se ci travassimo improvvisamente di fronte una delle loro mogli che ormai da svariato tempo bivaccano sotto il carroponte, cosa le diremmo? Non avremmo neppure il coraggio di dire “coraggio, che ce la farete, ce la faremo”. Perchè in realtà noi pensiamo: per fortuna non è toccato a me. Ma potrebbe. Non è affatto escluso. La crisi si sta mangiando anche il nostro giardino ben protetto da staccionata, cancellata, cane da guardia e sistema antifurto. Quello che ancora rimane intatta è la nostra caparbietà nel non volerlo capire. Ma quando infine anche quella cadrà, il tonfo ci farà molto male. Dovremmo essere tutti là, sotto quel carroponte, qualsiasi voto noi si sia dato alle politiche o amministrative, perchè lì si sta combattendo fino all’ultimo per la difesa della dignità umana, del diritto al lavoro, non solo di quei 49 operai, ma di ogni padre o madre di famiglia, di ogni figlio, italiano e non. Loro stanno lassù, stremati, anche per noi, poveri ciechi. E se dovessero infine vincere la loro battaglia, sarà solo merito loro se anche noi riusciremo a ricavarne qualche cosa in più in termini di considerazione, in quanto lavoratori, da parte del potere politico ed economico. Ma nessuno di noi andrà a dire loro grazie.

Nonostante il titolo ironico, non voglio assolutamente banalizzare il discorso su quello che secondo me potrebbe anche essere uno strumento utile di supporto all’azione di copertura del territorio da parte delle forze dell’ordine. (altro…)

Poster all’ingresso di una scuola media di Fano.

Una priorità del governo sarebbe quella di salvaguardare le riserve idriche e rinnovare le reti di distribuzione. Una priorità delle Amministrazioni dei Comuni che sorgono alle pendici del Monte Canto sarebbe quella di salvaguardare il suo ecosistema, sorgenti in primis.

Il Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri ha tenuto, 28-29 novembre 2008 a Napoli, la 5° Conferenza nazionale dell’Ingegneria italiana. Riportiamo in queste pagine una premessa e sintesi dei lavori curata da Romeo La Pietra.
Negli ultimi trent’anni, secondo la commissione Europea, i fenomeni di siccità nella Ue sono aumentati
drasticamente, sia in frequenza sia in intensità. Si stima che, tra il 1976 ed il 2006, le zone e persone colpite dalla siccità siano aumentate del 20%. Inoltre, ad oggi, almeno l’11% della popolazione e il 17% del territorio europeo sono stati interessati da fenomeni di carenza idrica. I fenomeni di siccità e carenza idrica hanno un rilevante costo per la collettività: la Ue ha stimato che la forte siccità dell’anno 2003, la quale ha coinvolto oltre 100 milioni di europei, abbia causato danni per 8,7 miliardi di euro. (altro…)

http://www.provincia.bergamo.it/Provpor/provBgViewEditorialNewsProcessWAI.jsp?editorialID=67333

Il Monte Canto, il polmone di molti paesi che sorgono alle sue pendici e facenti parte del PLIS. Salvaguardarlo è nostro dovere e, soprattutto, è per il bene di tutti.

(Federparchi) – Il patrimonio forestale italiano svolge un ruolo fondamentale nel percorso per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, neutralizzando ogni anno quasi l’11% sul totale delle emissioni di gas ad effetto serra che l’Italia si è impegnata a tagliare. E circa un quinto di questa percentuale è ascrivibile a boschi presenti nelle aree protette. A rilevarlo è la Federparchi ricordando che i parchi italiani custodiscono, infatti, quasi un milione e trecentomila ettari di superficie di bosco, corrispondenti al 37% del territorio protetto e al 18% dell’intera superficie forestale della Penisola. (altro…)