Come dice un detto popolare “l’Epifania tutte le feste si porta via”.

L’Epifania si porterà pure via tutte le feste, ma non l’emergenza sanitaria.

Così eccoci a dovere fare il conto con le “nuove” misure per il contenimento della diffusione del 2covid-19.

Il DPCM del 3 dicembre aveva stabilito le misure valide fino al 15 gennaio prossimo per le varie zone (gialla, arancione, rossa). Poi è arrivato il Decreto che ha stabilito misure più restrittive per il periodo dal 21 dicembre ad oggi (6 gennaio), ed eccoci ora al decreto che inasprisce qualche misura da domani fino al 15 gennaio (scadenza del DPCM del 3 dicembre).

Intanto si torna alla suddivisione nelle tre aree (zona gialla, arancione e rossa).

Poi, indipendentemente da questa suddivisione, fino al 15 gennaio per tutto il territorio nazionale “è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute (anche se è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma)”.

In ogni caso nelle giornate di sabato 9 e domenica 10 gennaio valgono per le regioni (salvo quelle che sono “rosse”) le regole (quelle del DPCM del 3 dicembre) delle zone “arancioni” (ma sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia).

E cosa succede alle scuole?

Fermo restando quanto già previsto per la primaria e le secondaria di primo grado (che domani riprendono la scuola in presenza dopo le classiche vacanze natalizie), gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado non torneranno in classe domani, come previsto dal DPCM del 3 dicembre, ma lunedì 11 gennaio e non tutti insieme: dovrà essere garantita almeno al 50% della popolazione studentesca l’attività didattica in presenza, mentre la restante parte dell’attività didattica dovrà essere svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza.

Ma non in tutte le Regioni sarà così, perché alcune hanno già previsto di posticipare il rientro a scuola.

E cosa succederà dopo il 15 gennaio? Vedremo: intanto sono stati modificati (inaspriti) alcuni criteri per stabilire le zone “gialle”, “arancioni” o “rosse”. E ci potranno essere anche “zone bianche” (cioè “covid-19 free”)?

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