A che punto siamo con l’emergenza “coronavirus”?

Da domenica scorsa la Lombardia è in “zona gialla”, quindi ci sono meno restrizioni per i movimenti, i servizi di ristorazione sono aperti fino alle ore 18.00, gli studenti delle classi seconde e terze della scuola primaria di primo grado sono tornati in classe.

Quasi tutta l’Italia, ormai, è “gialla”, non ci sono più “zone rosse” e sono “arancioni” solo 4 regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana, Valle d’Aosta) e la provincia autonoma di Bolzano.

Ma le cose non vanno tanto bene: le vittime del Covid-19 sono sempre tante, troppe, ed è molto alto anche il numero giornaliero dei contagiati.

Non è che le altre nazioni stiano meglio … anzi.

Ad esempio in Germania i dati odierni parlano di quasi 1.000 morti, proprio nel giorno in cui è iniziato un “lockdown duro” previsto fino al 10 gennaio.

E da noi cosa accadrà per le prossime festività?

Nel DPCM del 3 dicembre sono già state inserite le misure più restrittive per il periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio (no spostamenti tra regioni) e nei giorni 25 e 26 dicembre, 1 gennaio (no spostamenti tra comuni).

Ma c’è chi vorrebbe misure ancor più restrittive, chi, invece, chiede vengano allentati i divieti previsti per Natale, Santo Stefano e capodanno.

Girano ipotesi che prevedono “zona rossa” (o forse “arancione”) per tutti e per tutto il periodo dal 21/12 al 6/1 o solo nei prefestivi e festivi … domani forse sapremo.

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