Abbiamo più volte scritto di Cascina Costa.

Una variante “ad hoc” del PGT, voluta dalla precedente amministrazione, ha permesso un intervento importante su “Cascina Costa”, quella costruzione posta al di sopra della via Monasterolo, uno dei “monumenti” di interesse storico/culturale del nostro paese.

Cosa sta succedendo? Guardate:

 

 

una “muraglia” di cemento e una grande quantità di terreno scavato e portato via.

… per non dimenticare …

Come non dobbiamo dimenticare un altro intervento, permesso dal PGT approvato quando ad amministrare era, sebbene con altre persone, la stessa lista che governa oggi.

 

E gli ambiti di trasformazione previsti dal PGT?

 

Ricordate quello che avrebbe potuto succedere se fosse andata in porto un’altra variante “ad hoc” del PGT che riguardava il cosiddetto ambito di trasformazione Atr2 (l’area compresa tra le vie Corna, Cornetta, don Rebuzzini, alla Guardina) una delle aree più pregiate del nostro territorio?

Fortunatamente gli enti sovracomunali (ARPA e Provincia) hanno sollevato tante e tali obiezioni da costringere l’attuale Amministrazione a revocare l’iter … ma non sappiamo ancora come andrà a finire …

Non dobbiamo dimenticare!

Ora che è partita una nuova variante generale al PGT, chi ha interesse non alle proprie tasche ma a rendere la nostra città sempre più a misura d’uomo, a salvaguardare l’ambiente e il paesaggio faccia osservazioni in tale senso.

Opponiamoci alla speculazione edilizia; chiediamo una consistente riduzione delle aree rese edificabili dal PGT vigente per salvaguardare le aree verdi del nostro territorio.

L’attuale Amministrazione in campagna elettorale e anche dopo, ha più volte ribadito la volontà di “perseguire il consumo di suolo zero”, ma in una situazione come la nostra in cui il PGT ha reso potenzialmente edificabile tutto ciò che in teoria poteva esserlo (e forse anche di più), a nostro parere non basta: occorre riportare a non edificabili molte aree, a partire da quelle di maggior valenza naturalistica, ambientale e paesaggistica.   

2 Risposte a “I “disastri” del PGT – Non dimenticare per non ripetere.”

  1. Raffaele Malvestiti scrive:

    Buongiorno, sono Raffaele Malvestiti, vicesindaco di Sotto il Monte Giovanni XXIII.
    Mi permetto di scrivervi per la prima volta, nonostante avrei voluto farlo già in altre occasioni a causa commenti sgradevoli rivolti alla mia persona e non al mio operato di amministratore. Pur non condividendo spesso, il contenuto degli articoli, vi riconosco tenacia e impegno nell’informare la cittadinanza sull’attività amministrativa del comune. Esprimere idee differenti o formulare critiche a chi amministra è assolutamente legittimo ed è il “sale della democrazia”. Tuttavia in occasione del presente articolo ritengo sia importante e doveroso dissentire sul contenuto da voi espresso.
    Condivido con voi l’inopportunità di aver reso edificabile quell’area collinare nel PGT adottato nel lontano 29.7.2010 e approvato definitivamente il 18/02/2011. Vi pongo tuttavia questo interrogativo. La costruzione sarebbe stata tanto evidente se fosse stata progettata in modo più tradizionale, con tetto a falda, inserita ad una quota altimetrica più consona all’orografia del terreno esistente ed infine mitigata da un’adeguata piantumazione? sarebbe passata perlomeno inosservata. La responsabilità del rilascio dell’autorizzazione del paesaggio è della provincia di Bergamo a cui in quegli anni era stata delegata la responsabilità di rilasciare le autorizzazioni in materia paesaggistica. Anche la Soprintendenza avrebbe potuto respingere il progetto, ma non lo ha fatto. Forse per una scarsa conoscenza del territorio? nell’articolo in oggetto non ritengo assolutamente accettabile l’illazione da voi formulata. Insinuare il dubbio che l’attuale amministrazione si possa comportare allo stesso modo, anche se composta da persone estranee ai fatti dell’epoca, solo perché si è presentata alle elezioni con il medesimo nome di lista, lo trovo pretestuoso. Forse vi sfugge che alcuni dei componenti l’amministrazione nel 2010 avevano 12-19-20 anni, altri vivevano in altri comuni della Bergamasca e altri non avrebbero mai pensato di dedicarsi all’amministrazione della pubblica amministrazione.
    In merito alla vostra affermazione “Fortunatamente gli enti sovracomunali (ARPA e Provincia) hanno sollevato tante e tali obiezioni da costringere l’attuale Amministrazione a revocare l’iter …” non è assolutamente veritiera. Vi consiglio di andare a leggere gli atti in questione, sono pubblici. I pareri di Provincia e Arpa, sono stati negativi perchè la variante non ha soddisfatto puntualmente alle richieste degli Enti. Ad esempio la Provincia concludeva la sua istruttoria riportando la seguente frase: “In conclusione, vista la documentazione depositata in SIVAS, la soluzione proposta in Variante non sembra rispondere adeguatamente ai rilievi sulla sostenibilità ambientale dell’intervento già espressi in occasione dei procedimenti di VAS citati e riproducibili integralmente anche in questa occasione. L’Arpa invece concludeva;”In merito alle connessioni ecologiche segnalate dall’individuazione, nell’area d’intervento, di elemento di primo livello della RER e segnalate da quanto previsto nel PIF della Provincia di Bergamo, si richiama quanto già osservato e cioè che si rendono necessari rilievi e sopralluoghi mirati, da parte di idonee figure professionali, che analizzino gli impatti degli interventi consentendo d’individuare specifiche prescrizioni per garantire il mantenimento nell’area di opportuni corridoi e/o spazi per la connessione ecologica, attraverso la conservazione della vegetazione esistente e/o la creazione di nuove unità vegetazionali e ambientali utili alla fauna stanziale e/o alla fauna in transito.
    Non si entra nel merito di quale sia il percorso procedurale che il Comune vorrà adottare per acquisire le informazioni mancanti e le indicazioni progettuali mancanti di cui sopra.
    A parere dello scrivente Ente, la conoscenza di tali elementi è necessaria per una valutazione più appropriata degli interventi.”
    La revoca della variante ATR2 è stata una precisa volontà di questa amministrazione, volontà ribadita più volte e riportata nel programma elettorale, nelle linee di mandato, nel notiziario comunale. L’amministrazione ha fortemente voluto il ritiro dell’Atr2 per salvaguardare un’area ambientalmente strategica e importante per i cittadini di Sotto il Monte. Ribadisco non è vera la vostra affermazione che l’amministrazione sia stata obbligata. Vi invito a rettificare quanto da voi formulato.
    Vi porgo i miei distinti saluti.

  2. Giampietro Ferraris scrive:

    Buon giorno Malvestiti,
    Grazie per la risposta.
    Anzitutto due parole sulle cose che condividiamo. Ha sbagliato chi ha reso edificabile quel lotto (Atr.5 del pgt) nella zona Fontanella, in collina, in una zona ad alto valore paesaggistico, ma ha sbagliato anche chi ha progettato quell’edificio e ne ha permesso la costruzione: una struttura più tradizionale e ben mimetizzata nell’ambiente avrebbe reso sopportabile l’impatto, non bianca e visibile da lontano come è stata realizzata. Non è un caso se ha poi avuto poca fortuna commerciale.
    Atr2 del pgt, vale a dire i prati di Corna e Boarolo. ARPA e Provincia hanno espresso pareri non positivi alla variante edificatoria proposta dalla precedente amministrazione, tanto da causarne di fatto il blocco. Infatti nell’articolo dal titolo “Urbanistica ed edilizia”, pubblicato sulla “Nostra città” del dicembre 2019, con riferimento alla “revoca Atr2”, lei scrive che “le motivazioni della revoca sono pertanto riconducibili alle critiche formulate dagli enti sovracomunali e alla non condivisione, da parte nostra, del progetto urbanistico dell’area proposto dalle proprietà”. In campagna elettorale la vostra lista ha un po’ “cavalcato” questa situazione, legittimamente peraltro, e più recentemente, avete revocato l’iter di revisione. Il fatto che, come sostiene lei Malvestiti, l’avreste fatto comunque anche senza l’intervento di Provincia e ARPA, è senz’altro una buona cosa. Togliamo la parola “costringere” dal nostro articolo e la sostituiamo con “rendere più coerente per l’attuale Amministrazione”?
    Per ora correggiamo a matita, correggeremo a penna quando vedremo il risultato della nuova revisione del PGT, ora in corso.
    Terzo punto: la “continuità” amministrativa della vostra lista elettorale. Sinceramente l’argomento non ci appassiona, ma stiamo parlando di una lista che si presenta alle elezioni comunali nel 2004 e nel 2009 con candidato sindaco Eugenio Bolognini, nel 2014 con candidato sindaco Alan Chiappa, nel 2019 con candidato sindaco Denni Chiappa, ovviamente cambiando anche gli altri componenti, nell’ultima radicalmente. Non abbiamo mai inteso attribuire responsabilità del passato a persone che nemmeno abitavano a Sotto il Monte. Per la verità anche le stesse persone, con gli anni, avrebbero potuto cambiare opinione e sarebbe stato ancora meglio.
    In conclusione, parlando degli interventi immobiliari di questi ultimi anni, fortunatamente rarissimi, come minoranza ci siamo sempre opposti ai due edifici “border-line” trattati in queste pagine: la “casa bianca” di Fontanella e la cascina Costa davanti a S. Giovanni. La logica ed il buon senso, già a prima vista, ne sconsigliavano i lavori, ma non siamo stati ascoltati. Risultato: casa invenduta o sventramento della collina, costruzione di muraglie e presumibilmente un rilevante aumento della spesa. Noi non eravamo del mestiere, ma semplici cittadini con buon senso e l’avevamo capito.
    Giampietro Ferraris

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