Lunedì 4 maggio parte quella che viene chiamata “fase 2“.

In realtà, visto quello che si potrà fare, potremmo al massimo chiamarla “fase 1,1”: non sono molte le “concessioni” rispetto a quanto possibile fino a oggi. Bene o male?

Dipende dai punti di vista, cioè da che prospettiva si guarda la situazione.

Se la guardiamo dalla parte dell’economia, male, perché è evidente a tutti che la situazione, da questo punto di vista è, per usare un eufemismo, “difficile”. Ma se la guardiamo dal punto di vista della salute e sicurezza di noi cittadini, il “liberi tutti” sostenuto da alcuni, sarebbe decisamente grave e potrebbe portarci ad un pericoloso punto “di non ritorno”.

Fatta questa premessa, che comunque ognuno può valutare come meglio crede, vediamo le novità di questa tanto “agognata” nuova fase.

Intanto ===> QUI trovate, se volete leggerlo, il testo del nuovo DPCM, datato 26 aprile 2020, che decorre da lunedì 4 maggio e ha validità, salvo modifiche in corsa, fino a domenica 17 maggio.

Dunque, quali le novità per le attività produttive e commerciali?

  • Riaprono alcune attività produttive, tra cui quelle relative all’edilizia. Quali sono e con quali modalità di sicurezza le potete leggere nel testo del DPCM e relativi allegati.
  • Non riaprono, per ora, attività di commercio al dettaglio ulteriori a quelle già in funzione; solo per le attività di ristorazione, ristoranti, bar, gelaterie e simili è consentita (oltre la consegna a domicilio) la vendita “take away” (prendi e porta via), con il divieto di consumare quello che si acquista nei locali o appena al di fuori degli stessi (per evitare forme di assembramento).

E per quanto riguarda le possibilità di spostamento?

Qui c’è qualche piccola novità. Fatto salvo che gli spostamenti sono consentiti solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute” (sempre da “autocertificare” – cambierà ancora il modello e ve lo proporremo domani):

  • Tra le situazioni di necessità vengono inclusi gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie.
  • In ogni caso gli spostamenti devono avvenire all’interno della Regione [ndr. non più solo all’interno del proprio comune]
  • E’ consentito l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici, rispettando il divieto di assembramento e la distanza di sicurezza tra le persone; ai Sindaci è data la possibiltà di chiudere tali aree (se non possono essere rispettate le prescrizioni); in ogni caso sono chiuse le aree attrezzate per il gioco dei bambini.
  • E’ consentito svolgere individualmente (con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti) attività sportiva o motoria, nel rispetto della distanza di sicurezza tra persone, di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. [ndr. non c’è più il vincolo di fare queste attività solo in prossimità della residenza].

E per quanto riguarda l’uso di dispositivi di protezione?

  • E’ “obbligatorio l’uso di protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza [ndr. in Lombardia sempre, anche all’aperto – vedi più avanti]. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti”.
  • Che tipo di mascherina? – mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.
  • Ma attenzione: “l’utilizzo delle mascherine si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie“.

Fin qui il “grosso” delle misure valide su tutto il territorio nazionale, ma le singole regioni possono adottare misure più restrittive (non meno, anche se c’è qualche Regione che vorrebbe farlo o lo ha già fatto aprendo un pericoloso contenzioso col Governo).

E la nostra regione, che fino a qualche tempo fa voleva riaprire tutto, non ci ha pensato due volte.

===> QUI l’Ordinanza della Regione Lombardia del 30 aprile, anch’essa valida dal 4 maggio e fino a tutto il 17 maggio.

Quali le misure più restrittive per i cittadini lombardi?

  • Obbligo mascherine (o qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca): non solo negli ambienti chiusi, ma “ogniqualvolta si esce dalla propria abitazione“.
  • Accesso alle attività commerciali al dettaglio consentito ad un solo componente per nucleo familiare.
  • Apertura dei mercati scoperti (limitatamente alla vendita di prodotti alimentari), condizionata all’osservanza di una serie di misure di prevenzione igienico-sanitaria e di sicurezza, a cura dei comuni competenti per territorio”. [ndr. vedremo se con tutte le prescrizioni che potete leggere nell’Ordinanza, il nostro mercato del martedì ripartirà].

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