Il 4 novembre in Italia si festeggia la “giornata dell’unità nazionale e delle forze armate”.

Tale denominazione risale a dopo la II guerra mondiale; infatti la “festività” fu istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, evento bellico considerato completamento del processo di unificazione risorgimentale.

La data è stata scelta per commemorare l’entrata in vigore, il 4 novembre del 1918, dell’Armistizio di Villa Giusti siglato nella tenuta del conte Vettor Giusti del Giardino, a Padova, dall’Italia e dall’Impero austro-ungarico; l’atto, con il quale termina ufficialmente la “prima guerra mondiale”, consente agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste. Oggi, oltre a festeggiare l’unità nazionale, si ricorda anche il sacrificio di tanti italiani chiamati alle armi, le cui vite sono state spezzate nella tragedia di quella guerra che l’allora Papa Benedetto XV chiamò, in una “lettera ai capi dei popoli belligeranti” datata 1 agosto 2017, “inutile strage” .

” … siamo animati dalla cara e soave speranza … di giungere così quanto prima alla cessazione di questa lotta tremenda, la quale, ogni giorno più, apparisce inutile strage”.

A Sotto il Monte le “celebrazioni” si sono svolte domenica 3 novembre.

Più o meno il “rituale” di tutti gli anni:

  • corteo e deposizione di una corona ai monumenti dei caduti sul lavoro e dei caduti nelle guerre
  • discorso del Sindaco
  • messa
  • il tutto accompagnato dalla banda di Medolago

Ma con alcune particolarità.

Intanto il discorso del Sindaco. Un velocissimo excursus su come è finita la guerra e fin qui praticamente un “ripasso” della storia. Più “interessante” quanto detto a braccio, cioè il collegamento tra le conseguenze di quella guerra nel Medio Oriente e l’attuale tragedia dei profughi siriani.

Altra “novità”: le medaglie dei caduti in quella guerra. A partire dal 2014 (cent’anni dall’inizio della guerra), su iniziativa della regione Friuli-Venezia Giulia sono state stampate circa 600.000 medaglie, una per ogni morto in guerra, ciascuna riportante il nome del soldato morto e del reggimento di appartenenza. Ora, le medaglie dei 23 cittadini di Sotto il Monte morti nella prima guerra mondiale sono state consegnate all’associazione combattenti e reduci. Queste medaglie sono state presentate dal Sindaco che ha assicurato che l’ufficio anagrafe sta facendo il possibile per rintracciare qualche parente cui consegnarle; è difficile, anche perché la maggior parte di loro erano molto giovani e quindi non avevano figli. Le medaglie che non potranno essere consegnate ai discendenti saranno conservate presso il Gruppo Alpini.

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