Sabato 12 ottobre scorso a Sotto il Monte, in occasione dell’inaugurazione della stagione del nuovo teatro Giovanni XXIII, è stata tenuta una conferenza dell’Alto Commissario ONU per i rifugiati.

Davanti alla bella sala riempita per metà (un vero peccato perché la conferenza è stata estremamente interessante) il dr. Filippo Grandi, milanese e soprattutto Alto commissario ONU per i rifugiati, da 30 anni operatore nella cooperazione internazionale in ogni angolo del pianeta, ha detto la sua sull’argomento migrazione e rifugiati: un intervento di grande livello. Si è subito cominciato parlando di “interazione”, più che di “integrazione”, un punto di vista più equilibrato. Grandi ha fatto un viaggio in mezzo alla sofferenza e ai mali del mondo, partendo proprio dalla tragedia di questi giorni del popolo curdo, aggredito dall’esercito turco. E’ poi passato alla Libia, un paese a criminalità vigente, conteso tra bande rivali e dove il lavoro degli operatori umanitari, salvare dai centri di detenzione i disperati che vi sono costretti, non solo è oltremodo difficoltoso, ma viene pure visto con diffidenza nei paesi “occidentali”, vale a dire noi.

L’UNHCR (l’Agenzia ONU per i rifugiati), dove Grandi lavora da 16 anni, è presente in 120 paesi con 17.000 dipendenti e gestisce 70 milioni di migranti.

“La gran parte dei rifugiati risiede nei paesi limitrofi a quelli da dove sono fuggiti, pensiamo al poverissimo Bangladesh che ospita 700.000 rifugiati di etnia Rohingya provenienti dalla Birmania, al piccolo Libano che ospita i rifugiati siriani, in Colombia ed Equador dove si rifugiano i Venezuelani”.

In proporzione in Europa i rifugiati sono molto meno, eppure una certa politica ha capito che lo sfruttamento della paura produce consenso:

“si mette l’esclusione dei nuovi arrivati contro l’esclusione dei ceti deboli locali. Un processo sbagliato e inutile che non risolve i problemi”.

Il mondo è diventato incapace di fare la pace, questo è alla base di tanto odio e violenza. Al contrario,”la capacità di pacificare e mediare incessantemente è l’attività preponderante della nostra organizzazione nel mondo”.  

A conclusione della serata l’attore Mario Spallino ha interpretato uno stralcio di “Viaggio Italiano”, uno spettacolo di Emergency.

Una serata veramente interessante, soprattutto per l’alto profilo e la competenza del protagonista.  

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