Il Centro di accoglienza richiedenti asilo presso il PIME chiude: da oggi.

Ecco Giampietro Ferraris, capogruppo nello scorso Consiglio comunale del gruppo “Uniti per Sotto il Monte” e componente del “Comitato di accoglienza” istituito dalla precedente amministrazione:

Oggi, Venerdì 12 Luglio, il centro di accoglienza richiedenti asilo presso il PIME ha chiuso definitivamente, dopo 4 anni di attività. Di seguito potete leggere la lettera di saluto e ringraziamento alla comunità di Sotto il Monte, di Fiorella Rota, la responsabile del Centro.
Questi ragazzi mi mancheranno. Il mio apporto nei loro confronti è stato modestissimo, sono uno dei “taxisti” citati da Fiorella, cioè li portavo per una visita all’ospedale di Ponte, oppure in questura a Bergamo, secondo le necessità. Quello che hanno dato loro a me è stato molto di più. So bene che il razzismo dilagante in Italia ha portato a una contrapposizione senza precedenti su questo argomento, l’accoglienza. Finché si ragiona sui grandi problemi internazionali, sul fenomeno migratorio mondiale, non ci si può incontrare tra chi parla di “invasione”, di “taxi del mare”, di “é finita la pacchia” e chi usa parole come “solidarietà”, “rispetto umano” “aiuto ai più deboli”.
Quando invece si parte dalle singole persone, dalla quotidianità, ci si incontra più facilmente, anche se siamo condizionati dai nostri pregiudizi, per un verso o per l’altro. Sono stati 240 ragazzi, di provenienza e personalità molto diverse: più caciaroni gli africani, più riservati gli asiatici, tutti con grandi speranze, direi quasi illusioni, che in questi ultimi mesi sono andate scemando. Qualcuno, che ha trovato un lavoro – magari irregolare, comunque precario (secondo i nostri parametri, ovviamente) – invece ha ancora entusiasmo, malgrado l’aria che tira e le difficoltà sempre maggiori che dovranno affrontare.

In questi anni di permanenza, mediamente almeno un paio a testa, ognuno ha avuto il tempo per distinguersi, di affrontare l’inevitabile selezione della vita, parecchi hanno appreso bene l’italiano, trovato una sistemazione, meriterebbero di restare in Italia e trovare qui la loro piccola fortuna. In questi 4 anni ho avuto la sorte, pur abitando in un paesino come il nostro, di incrociare il fenomeno migratorio tanto temuto dai nostri governanti: credetemi, non c’è proprio nulla da temere.

Giampietro Ferraris

Leggete la “lettera di saluto” della responsabile del Centro di accoglienza presso il PIME: ===> LA TROVATE QUI

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