Abbiamo già detto che sui migranti ospitati nel nostro comune né l’attuale maggioranza né l’attuale minoranza, in campagna elettorale, hanno speso una sola parola.

Un “blackout” voluto? Non sappiamo.

Intanto, forse pochi se ne sono accorti, il centro di accoglienza presso il PIME sta chiudendo.

Ad oggi sono rimasti 21 migranti; e tra pochi giorni anche questi saranno trasferiti in altre strutture.

Sono arrivati “di nascosto” quattro anni  fa (agosto 2015) e allo stesso modo se ne vanno.

Non abbiamo elementi per sapere con certezza i motivi della decisione, ma alcuni possiamo immaginarli. Sicuramente la decisione è della Prefettura e quindi del Ministero dell’interno. Non ha senso, per motivi economici, tenere aperti troppi centri. Sicuramente quello del PIME non era (e non è) del tutto adeguato. 

Ci auguriamo solo che ciò non significhi abbandonarli a sé stessi (come, purtroppo è già successo), ma inserirli in contesti di accoglienza ed integrazione (speranza vana? non si sa mai).

Non siamo “ottimisti”, ma nemmeno disperiamo. In Italia non c’è solo il ministro dell’interno (un ministro, consentite il termine, “da bar”, non per offendere, ma per come parla), ma anche tanta gente che non la pensa come lui.

Il problema non è semplice, gli altri paesi europei fanno “orecchie da mercante”, ma non è facendo proclami che si affrontano le questioni. Non è impedendo ad una cinquantina di persone raccolte in mare da una ONG di sbarcare che si risolve il problema della migrazione o si convincono gli altri paesi europei a farsi carico del problema. Così si fa solo demagogia (e una pessima figura): usare persone per combattere una “battaglia personale” contro le ONG è … (qualsiasi parola volessimo usare potrebbe essere considerata “lesa maestà”: solo pochi hanno la licenza di dire e scrivere ciò che vogliono e col linguaggio che vogliono; il singolo cittadino no ==> ricordate gli striscioni fatti togliere, se già li avete dimenticati).

Salvini sull’arresto di Carola Rackete: “Una criminale. Giustizia è stata fatta”. Peccato (per lui) che qualche giorno dopo … 

Permettete una la citazione di una poesia (tra le tante) di un personaggio importante per la nostra città e non solo, Padre David Turoldo: da “Meglio che la terra ritorni in “Lo scandalo della speranza – Poesie prima e dopo il 1968” (vol. II).

La pace è l’uomo
e quest’uomo è mio fratello
il più povero di tutti i fratelli.

La libertà è l’uomo
e quest’uomo è mio fratello
il più schiavo di tutti i fratelli.

La giustizia è l’uomo
e quest’uomo è mio fratello:
per un’idea non posso uccidere!

Per un sistema non posso uccidere
per nessuno nessuno
fra tutti i sistemi!

L’uomo è più grande del mondo
«e il più piccolo fra voi
sarà ancora più grande nel Regno».

Io devo solo lottare,
sempre, insieme, o da solo, lottare
e farmi anche uccidere.

La pace è lotta per l’uomo,
uno bisogna che redima
anche la morte!

Neppur per la fede posso uccidere,
l’uomo è l’icone di Dio,
Dio che geme nell’uomo.

E se la chiesa non è per l’uomo
non è degna di fede
non può essere chiesa.

E se le politiche non sono per l’uomo
vadano alla malora
tutte queste politiche.

Maledetto l’uomo
che non è per l’uomo,
maledetta ogni idea ogni fede

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