Va bene, cambiamo la dirigenza del PD. Chi si vorrebbe? Si è solo sicuri di chi non si vorrebbe. Siamo poi sicuri che i “nuovi” facciano o possano fare meglio dei “vecchi”? Berlusca è un osso duro. Ha i soldi per pagare fior di strateghi. Come mai saltano fuori tutti questi corrotti o presunti  tali del PD e tutti adesso? Che la politica corrompa non è una novità: la corruzione non ha colore, così come non hanno colore i soldi. 
Ma ora più che mai è importante per la destra sconfiggere la sinistra sul solo campo dove lei non può: la moralità. Unita alla correttezza ed alla trasparenza. Il centro sinistra è più forte alle amministrative perché gli amministratori del centro sinistra sono molto spesso più bravi ed onesti di quelli del centro destra, e nel piccolo delle realtà territoriali questo risulta evidente. Allora bisogna screditare il centrosinistra ed il PD che più lo rappresenta proprio lì. Non ho il complesso di persecuzione: guardo i fatti.  E non sono la sola.
“Mentre il Partito Democratico affronta le accuse di corruzione e i giudici italiani si contendono le inchieste, il premier Silvio Berlusconi può assumere un ruolo inedito: quello di campione della moralità” Questo scrive Michael Braun del Die Tageszeitung – Germania (Internazionale n° 774/2008. E prosegue “E’ il mondo alla rovescia: un uomo che ha alle spalle più di una decina di processi per falso in bilancio e corruzione……mette alla berlina i suoi avversari politici proprio sulla questione morale”. Lo stesso autore non risparmia le giuste critiche alla dirigenza PD: “La leadership del partito (democratico) non ha l’autorità necessaria per fare cambiamenti drastici”.
Ma che cosa da’ autorità ad un leader? Il carisma è importante, ma non è sufficiente, e può anche mancare, se a sostituirlo c’è il senso di piena appartenenza al partito da parte di tutti. E quando dico tutti dico proprio tutti. Se Veltroni agisse d’imperio contro tutti i Bassolino, ne guadagnerebbe in credibilità agli occhi dei suoi e degli avversari. Un po’ d’imperio ci vuole, anche se si è democratici fino al midollo. Deve agire come una madre severa: entri prima nel merito, poi un bel scappellotto ben assestato, e se non  basta togli la paghetta. (leggi “poltrona”). Senza tentennamenti. Solo così si otterrà attenzione e rispetto da parte di elettori, tesserati e militanti che tanto serve al PD. E anche al Paese.
Nella nostra miseria di beghe (interne ed esterne al PD) non ci vogliamo rendere conto che stiamo andando a rotoli di brutto. E proprio grazie a quella destra che oggi ci fa la morale. Dobbiamo serrare le fila, e non solo per il PD, ma per il bene di tutti. 

4 Risposte a “E’ ora di serrare le fila”

  1. arry scrive:

    concordo in pieno. so bene chi non vorrei. e molti piuttosto voteranno IdV.

    Ma visto che non ho neppure una rosa di nomi tra cui scegliere… rimango dell’idea del “so chi non voglio”.

    Qualche nome? Prova tu, Angela, a fare qualche nome “noto” del PD, qualcuno che sia visibile a livello nazionale e internazionale. Il problema, per come lo vedo… è che non hanno fatto crescere nessun altro, nessun “quasi giovane”… o mi sbaglio?

  2. Angela Reggiani scrive:

    Vero, infatti. Noi forse i nomi non li conosciamo, ma sono sicura che ve ne sono. Martina per esempio è uno in gamba, e dovrebbe essere fra quelli che in futuro faranno la differenza. Il problema è che le brave persone nel PD sono molte, ma sono sopraffatte dai “maneggioni” perchè più scafati o con mire espansionistiche. Da mesi i militanti “lanciano” appelli disperati a Veltroni perchè renda solida la sua posizione rispetto ai vari dalemiani, prodiani, rutelliani ecc. ecc., perchè “spedisca” i vari La Torre, Bassolino e quant’altri dovessero arrivare prossimamente. Dobbiamo aiutarlo a rendersi forte, perchè al momento abbiamo solo lui. Solo lui contro lo strapotere della destra. Solo lui, finchè regge.

  3. Matteo scrive:

    Bella discussione, brava Angela.

    Aggiungo solo una considerazione che guarda verso il piccolo, verso le nostre amministrazioni e verso le prossime elezioni.

    Ormai impera il motto “Nessuno fa qualcosa per nulla”: in base a questo credo diffuso chiunque si candidi anche solo a consigliere in un piccolo comune come il nostro viene tacciato di essere “uno dei soliti politici che vogliono vincere solo per guadagnarci”. E se anche una persona dimostra che in 5 anni ha fatto tanto senza avere un guadagno, molte persone pensano subito che lo ha fatto solo in prospettiva di un guadagno (economico) futuro.

    Insomma … sto parlando di me. Anche io da diverso tempo sono finito nelle fauci della “questione morale” e mi son sempre arrabbiato al pensiero che qualcuno pensasse “beh, se Matteo fa questo vuol dire che avrà da guadagnarci”. Queste stesse persone alla notizia che io non mi ricandidavo sono rimaste allibite perchè cadevano tutte le loro accuse. Ovviamente, piuttosto di ammettere il loro errore, hanno liquidato il tutto con un “Beh, vuol dire che ha già guadagnato abbastanza”.

    Se trasponete questa mia esperienza al caso nazionale ….. è evidemte che i giovani politici onesti del PD hanno due grossi ostacoli da superare:
    – lo strapotere dei “gruppi” affermati (Dalemiani, Veltroniani, Prodiani, Rutelliani, …..);
    – l’odio infondato di molti cittadini …… a volto dei loro stessi elettori.

    Quindi se prima non cambiano le persone, sarà difficile cambiare tutto il resto. Non solo in Italia oggi la maggioranza pensa che:
    – tutti rubano;
    – chi non ruba è solo perchè non può rubare;
    – se uno ha l’occasione di rubare è “normale” che lo faccia.
    Con queste premesse il destino delle persone oneste è segnato.

  4. Mauro scrive:

    Concordo con Angela.
    Purtroppo bisogna prendere realisticamente atto del fatto che (indipendentemente dai singoli casi personali) il PD nasce dalla fusione, anche piuttosto affrettata per motivi contingenti e di scadenze elettorali, di due grandi partiti (PDS e Margherita) con i rispettivi apparati di potere, dotati di un radicamento diciamo non del tutto cristallino in alcune parti d’Italia (vd. Campania).
    Cascare dalle nuvole ora scoprendo i mali del clientelismo e della corruzione sarebbe ridicolo, è necessario invece che proprio adesso il partito, se è in grado di farlo, compia, attraverso un processo interno (anche doloroso) di “depurazione” nella selezione della leadership e nel rinnovamento morale e generazionale delle sue file, quel salto di qualità che molti di coloro che gli hanno dato fiducia si aspettavano.

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