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	<title>Idee in Movimento &#187; Tian An Men</title>
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	<description>il Blog di "Uniti per Sotto il Monte"</description>
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		<title>&#8220;&#8230;siamo solo burattini stupidi&#8230;.&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 12:28:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Ma Jian ha vissuto, vent&#8217;anni fa, le giornate di protesta a Tian An Men. Era uno studente tra tanti, tutti impegnati in una protesta contro il governo di quel tempo. Non è mai stato veramente chiaro quello che è successo a tantissimi di quei ragazzi. E la Cina ha &#8220;cancellato&#8221;, o cercato di cancellare la memoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ma Jian ha vissuto, vent&#8217;anni fa, le giornate di protesta a Tian An Men. Era uno studente tra tanti, tutti impegnati in una protesta contro il governo di quel tempo. Non è mai stato veramente chiaro quello che è successo a tantissimi di quei ragazzi. E la Cina ha &#8220;cancellato&#8221;, o cercato di cancellare la memoria di quei giorni finiti nel sangue e nella repressione. A quei tempi non c&#8217;erano internet, Face-book e i telefonini. E&#8217; stato ancora più facile &#8220;annullare&#8221; l&#8217;accaduto dentro e fuori i confini nazionali. Oggi cose come questa accadono ancora, sono accadute anche molto recentemente. Come ad esempio in Iran. Ma nonostante il mondo sia diventato globale, grazie anche a Internet e ai telefoninini, nonostante  le cose che succedono vengano  risapute in tutto il mondo quasi in tempo reale,  accadono lo stesso. E accadranno ancora. Ma Jian, che in questi giorni si trova a Cagliari per il Festival di letteratura &#8220;Tutte  Storie&#8221;, è stato intervistato dall&#8217;Unità. Ha mostrato le foto di allora, <span id="more-1266"></span>foto agghiaccianti rimaste nascoste per vent&#8217;anni. Da vedere, per non dimenticare, per provare a non permettere più che accada. Ma la parte dell&#8217;intervista che più mi ha colpito, è stata quella finale, che riporto di seguito. Mi ha fatto pensare a quello che è successo anche qui in Italia, dal G8 di Genova in poi. E ho amaramente pensato che non siamo poi così distanti, in questo, dalla Cina e dall&#8217;Iran.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;A Tian An Men sono stati sepolti non solo i sogni degli studenti cinesi, ma anche il credo politico di un’intera nazione. Gli ideali sono stati sostituiti dai soldi, unico valore di oggi. Per questo non è più possibile essere un paese civile. I giovani non sanno che cosa è successo vent’anni fa perché c’è stata una rimozione totale dei fatti. E i genitori non parlano perché rischiano troppo. Per questo la memoria oggi è ancora di più necessaria: non solo ci permette di evitare gli errori del passato, ma anche di salvare la nostra intelligenza. Altrimenti siamo solo burattini stupidi con una vita più agiata. Si affannano a voler cancellare la memoria dei vivi, inutilmente: la storia non si può cambiare, la verità trova sempre la sua strada. E il loro silenzio dopo vent’anni è diventato un urlo assordante»</strong></p>
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