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Da mesi ormai, zitta zitta, la maggioranza di Governo in Italia si da da fare per mettere “le mani in tasca” a tutti noi, facendo finta di fare il contrario. A cominciare dal patto di stabilità per i Comuni con più di 5000 abitanti (per il momento quindi Sotto il Monte non ha questo problema), fino ad arrivare alle privatizzazioni dei servizi pubblici e ai libri per le elementari. E’ notizia fresca, infatti, che dal 2010 i libri per la scuola elementare dovranno essere acquistati e pagati interamente dai genitori e/o dai comuni. Dall’abolizione dell’ICI in poi, è stata un’ascesa al Calvario per moltissimi comuni, costretti spesso ad aumentare le imposte comunali o ad istituire le cosiddette “tasse di scopo” per poter sopravvivere. Oppure, cosa molto frequente ormai, a basarsi quasi esclusivamente sulle entrate da oneri di urbanizzazione con conseguente fagocitamento di territorio. Ma andiamo con ordine. (continua…)

                                                                                                            Da l’Unità: phpThumb_generated_thumbnailjpg“Questa di oggi a Roma non è solo una manifestazione contro il razzismo e l’omofobia, è soprattutto una manifestazione di persone che sono stufe di essere tristi nell’Italia disillusa che ci vogliono propinare in Tv e nei talk show urlanti. L’Italia non è il luna park dei reality, l’Italia è una realtà plurale che sogna e ama. L’idea di un’Italia preistorica, fobica, che non fa ricerca, che aggredisce persone per il colore della pelle o la religione, che non investe sulla cultura, che fa marcire i suoi monumenti storici (vedi Pompei), che taglia la scuola, che taglia i salari, che arricchisce solo i più ricchi, che ingrassa la mafia, a noi non piace.  La polemica sui bambini figli di migranti nelle scuole è un segno nefasto dei nostri tempi tristi. Bambini stranieri? Ma se molti sono nati in Italia, di quali stranieri stiamo parlando? E a quelli davvero venuti da fuori come fai ad insegnare la lingua se hanno tagliato tutti i fondi per l’italiano? Invece di potenziare la scuola, di dare una mano agli insegnanti che devono fronteggiare sfide sempre nuove, di istituire corsi di formazione, si fa la propaganda antistraniero perché è più facile aizzare la gente attanagliata dalla crisi e dai problemi. Questo governo taglia le nostre vite, ci toglie ossigeno e ci fa respirare l’anidride carbonica dell’odio che non ci porterà tanto lontano. L’Italia plurale, di italiani, migranti, figli di migranti è una sfida che il nostro paese deve vincere per essere nel futuro alla pari, competitivo ed europeo. Dobbiamo creare un paese che investe sulla conoscenza reciproca, che crea servizi, che affronta le problematiche non con fatalismo ma con professionalità. La convivenza nonè facile. Nonè facile in una coppia che si ama, come non lo è in una città, in un paese. Ma chi soffia sul razzismo vuole solo vederci tristi, poveri e soli.”

Liberamente tratto da un articolo di Igiaba Sciego da l’”Unità” del 17 ottobre 2009

Dicono tutti che l’opposizione non fa opposizione. Purtroppo in genere hanno anche poco spazio per dire quello che si propone su vari argomenti. Penso quindi sia giusto far conoscere, nel mio piccolo, ciò che l’opposizione in generale ( o anche la sinistra non parlamentare se c’è chi me le manda) propone per la scuola pubblica italiana.  Queste sono le posizioni del Partito Democratico sulla scuola, appunto. In occasione del ritorno dell’Onda, in momenti così difficili per molti lavoratori della scuola, oltre che per gli studenti, mi sembra giusto iniziare con questo argomento. Chi vuole può mandarmi le proposte di altri partiti dell’opposizione dentro e fuori il Parlamento, e verranno pubblicati su questo blog.

QUESTE LE PROPOSTE DEL PD PER UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITA’, PIU’ AUTONOMA E RADICATA NEL TERRITORIO:

• una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno, capace di educare al rispetto e alla responsabilità e di rendere effettivo il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito per tutti e per ciascuno, e il raggiungimento di un diploma o di una qualifica professionale almeno triennale, come garanzia minima della realizzazione dei diritti di cittadinanza e di accesso ai «gradi più alti degli studi»;

• una scuola più sicura e qualificata per allievi, insegnanti, dirigenti e personale ATA, con adeguate risorse finanziarie e di personale, con la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e con interventi per la sicurezza, la funzionalità e il decoro delle strutture scolastiche; (continua…)