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Ma Jian ha vissuto, vent’anni fa, le giornate di protesta a Tian An Men. Era uno studente tra tanti, tutti impegnati in una protesta contro il governo di quel tempo. Non è mai stato veramente chiaro quello che è successo a tantissimi di quei ragazzi. E la Cina ha “cancellato”, o cercato di cancellare la memoria di quei giorni finiti nel sangue e nella repressione. A quei tempi non c’erano internet, Face-book e i telefonini. E’ stato ancora più facile “annullare” l’accaduto dentro e fuori i confini nazionali. Oggi cose come questa accadono ancora, sono accadute anche molto recentemente. Come ad esempio in Iran. Ma nonostante il mondo sia diventato globale, grazie anche a Internet e ai telefoninini, nonostante  le cose che succedono vengano  risapute in tutto il mondo quasi in tempo reale,  accadono lo stesso. E accadranno ancora. Ma Jian, che in questi giorni si trova a Cagliari per il Festival di letteratura “Tutte  Storie”, è stato intervistato dall’Unità. Ha mostrato le foto di allora, (continua…)