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	<title>Idee in Movimento &#187; politiche</title>
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	<description>il Blog di "Uniti per Sotto il Monte"</description>
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		<title>C&#8217;è bisogno di aria nuova&#8230;&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 10:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scritto da Carlo 3 buoni motivi per votare VELTRONI Presidente e il Programma del PARTITO DEMOCRATICO:Da anni ci sentiamo dire (e ci diciamo) che la “politica è una cosa sporca”, che “tanto sono tutti uguali”, che “comunque vadano le elezioni non cambierà niente”. Ma oggi possiamo ancora accontentarci di queste considerazioni? Facciamo un esercizio: spegniamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scritto da Carlo</p>
<p>3 buoni motivi per votare VELTRONI Presidente e il Programma del PARTITO DEMOCRATICO:<span id="more-40"></span>Da anni ci sentiamo dire (e ci diciamo) che la “politica è una cosa sporca”, che “tanto sono tutti uguali”, che “comunque vadano le elezioni non cambierà niente”. Ma oggi possiamo ancora accontentarci di queste considerazioni?<br />
Facciamo un esercizio: spegniamo un attimo la televisione; chiudiamo i giornali. Cominciamo a pensare e ragionare, ognuno con la sua testa. E individuiamo, tra questi e tanti altri, il motivo che ci aiuti a scegliere, a decidere per VELTRONI Presidente:</p>
<p>1. Davvero non c’è alcuna differenza tra il candidato Berlusconi, di 70 anni, da troppi anni ormai presente sulla scena politica nazionale – è alla sua quinta candidatura! – e il candidato VELTRONI, di 50 anni, più giovane e dinamico, con una visione moderna della vita e del vivere politico ?</p>
<p>2. Davvero non c’è alcuna differenza tra Berlusconi &#8211; che ha già fallito nel precedente governo, tradendo il famoso “contratto con gli italiani” e mettendo in ginocchio la nostra nazione &#8211; e VELTRONI, un personaggio certamente di lunga esperienza politica, ma indubbiamente alla sua prima sfida per diventare premier e guidare il governo nazionale?</p>
<p>3. Davvero non c’è alcuna differenza tra la politica fatta da Berlusconi negli anni passati – una politica orientata alla difesa degli interessi personali, tesa alla tutela dei privilegi di chi è più ricco e forte, una politica chiusa in sé stessa &#8211; e la politica prefigurata, desiderata da VELTRONI -nuova, aperta al mondo e alle giovani generazioni, rivolta ai lavoratori, alle famiglie, al riscatto dei più deboli, focalizzata sullo sviluppo del Paese e la crescita della società?</p>
<p>Questa volta diamo una chance anche a VELTRONI e scegliamo il PARTITO DEMOCRATICO!</p>
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		<title>Perchè votare?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 11:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Igor Rispondere a questa domanda sarebbe stato più semplice qualche anno addietro. Oggi la politica è vista con diffidenza se non con sospetto. A mo’ di premessa, almeno non ci dobbiamo tornare sopra più tardi, dobbiamo ammettere che la classe politica (tutta o quasi) ci ha messo del suo per farci percepire questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scritto da Igor<br />
Rispondere a questa domanda sarebbe stato più semplice qualche anno addietro. Oggi la politica è vista con diffidenza se non con sospetto. A mo’ di premessa, almeno non ci dobbiamo tornare sopra più tardi, dobbiamo ammettere che la classe politica (tutta o quasi) ci ha messo del suo per farci percepire questa distanza. <span id="more-38"></span>Dobbiamo però doverosamente far notare (e chi non vede in questo caso fa finta di non vedere) che chi ha cavalcato l’onda del “tanto sono tutti uguali” ed “è tutto un magna magna” ha tratto un bel tornaconto dai propri proclami e si comporta esattamente come chi diceva di criticare: mai visto nessuno di questi “politici” rifiutare un seggio in parlamento (che sarebbe oltremodo stupido), ma soprattutto mai visto nessuno di questi che, ottenuto un seggio, si sia adoperato per cambiare con fatti concreti la percezione dei propri elettori circa la politica.<br />
Anzi sbraita ancora di più come se, a questo punto, non fosse almeno parzialmente responsabile di quella politica con la “p” minuscola che genera un sentimento diffuso di antipolitica. Che ci sia un interesse? La domanda è, ovviamente, retorica.<br />
Partiamo dal concetto di responsabilità per tornare al tema di questo post e poniamoci qualche domanda: se la politica non mi piace e quindi non mi interessa ho fatto qualcosa per cambiarla? La risposta, spesso, è no! Se, poi, ti sorge questo dubbio: ma io, da solo e nel mio piccolo cosa potrei mai fare? La risposta è: forse non molto ma ci hai mai provato?<br />
Quindi ecco una prima spina nel fianco, nemmeno troppo inedita direi, per convincerti che è opportuno interessarsi di politica (almeno il giusto): se, come dici, le cose vanno come vanno oltre che un problema tuo è anche, in minima parte, colpa tua! J. F. Kennedy diceva “non chiederti che cosa fa lo stato per te, ma chiediti cosa fai tu per lo stato”.<br />
Interessarsi di politica vuol dire almeno vagliare le proposte concrete nei programmi, ascoltare i canditati anche tra le righe (un po’ sgamati dobbiamo imparare a esserlo), insomma farsi un’idea precisa e di conseguenza votare. Se accetti un consiglio diffido sempre da chi alza troppo il tono dello scontro, o sbraita, o promette la luna, o fa leva su freudiane paure (il voto di pancia è per definizione un voto non meditato). In altre parole prima di criticare, o meglio, di lasciar perdere, cerca di conoscere.<br />
Un’altra spina nel fianco? Se decidi di non votare non fai altro che delegare ad altri, a chi comunque vota o assume un impegno politico, decisioni che riverbereranno i propri effetti sulla tua vita. È un po’ come decidere di non presenziare alle riunioni di condominio e poi lamentarsi delle decisioni assunte anche grazie al voto dell’antipaticissimo vicino di pianerottolo.<br />
Se almeno un po’ ti ho convinto ad interessarti ti politica ti lascio con un altro consiglio: cerca di pensare con la tua testa. Quindi mettiti alla prova, mettici alla prova, metti la classe politica alla prova: la cartina di tornasole è il tuo cervello.</p>
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		<title>Programmi di PD e PDL a confronto &#8211; seconda parte</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 18:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante lo svolgimento di questa analisi, si farà a volte evidente il fatto che si debbano usare molte più parole per descrivere i concetti contenuti nel programma del PD di quante se ne debbano usare per descrivere quelli contenuti nel programma del PDL. Ciò è dato dal fatto che il PDL stesso usa poche parole, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Durante lo svolgimento di questa analisi, si farà a volte evidente il fatto che si debbano usare  molte più parole per descrivere i concetti contenuti nel programma del PD di quante se ne debbano usare per descrivere quelli contenuti nel programma del PDL. Ciò è dato dal fatto che il PDL stesso usa poche parole, anche se, come dice il suo Leader, tali parole sono state soppesate e ragionate una per una.<br />
E così verrà fatto anche qui.</p>
<p><span id="more-30"></span></p>
<p>Dopo l’introduzione, oggetto della prima parte di questa analisi, i due schieramenti iniziano ad esporre le loro ricette per:<br />
“Rilanciare lo sviluppo” per il PDL;<br />
“Conquistare una posizione di primato nello sviluppo di qualità” per il PD.<br />
Bisogna quindi capire che significato viene dato, nell’uno e nell’altro caso, al concetto di “Sviluppo”. Per il PDL è “rilanciare la crescita dell’economia italiana”, mentre il PD articola diversamente il concetto, o meglio lo arricchisce di altri significati e fini. Infatti questo concetto “non è confinato nella sfera economica: l’aumento della produttività è frutto di una strategia a 360 gradi, abbraccia la cultura, la qualità dell’ambiente e l’educazione tanto quanto la riforma della P.A.” In pratica il PD fa proprio il concetto di PIL che già nel 1968 è stato, in un famoso discorso, concettualizzato da Robert Kennedy. “Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). […] Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.”<script><!-- D(["mb","\u003cbr\u003e\nTornando al PDL, il programma ora elenca le sei “iniziative” sulle\nquali si fonda l’intenzione di rilanciare l’economia, oggetto della\nloro “Prima Missione”: un nuovo fisco per le imprese; infrastrutture,\nnuove fonti di energia e telecomunicazioni; lavoro; liberalizzazioni;\nsostegno al “made in Italy”; riorganizzazione e digitalizzazione della\npubblica amministrazione.\u003cbr\u003e\nAnche il PD affronta gli stessi argomenti, non elencandoli, ma\ninserendoli in contesti, collegandoli fra loro e con le altre\nproblematiche, arricchendo il tutto con analisi e considerazioni. \u003cbr\u003e\nPerciò penso che il modo migliore e più pratico di continuare questo\nlavoro, sia quello di seguire l’elencazione delle iniziative effettuata\ndal PDL, contrapponendo ad esse gli stessi argomenti così come sono\nstati trattati dal PD. Ovviamente evidenziando le differenze di\nattuazione e di fine ultimo. Lo stesso criterio userò anche per le\nrestanti sei “missioni”.\u003cbr\u003e\n\u003cbr\u003e\nPer quanto riguarda Gloria, giuro non ho ancora capito cosa ci fa nel\nnostro gruppo, anche se da \u0026quot;esterna\u0026quot; ed.....\u0026quot;invisibile\u0026quot;. Comunque, mi\npare che nessuna la......ci siamo capiti. A me personalmete, lo dico a\nte, mi sta proprio sulle......... Va be\u0026#39;, oggi va così. Porta pazienza,\ndi solito non sono così scurrile, ma quest\u0026#39;oggi ho già portato molta\npazienza. Grazie. A domani. Un bacio.\u003cbr\u003e\n\u003cbr\u003e\n\u003cbr\u003e\nAndrea Mangiatordi ha scritto:\n",1] );  //--></script><br />
Tornando al PDL, il programma ora elenca le sei “iniziative” sulle quali si fonda l’intenzione di rilanciare l’economia, oggetto della loro “Prima Missione”: un nuovo fisco per le imprese; infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni; lavoro; liberalizzazioni; sostegno al “made in Italy”; riorganizzazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione.<br />
Anche il PD affronta gli stessi argomenti, non elencandoli, ma inserendoli in contesti, collegandoli fra loro e con le altre problematiche, arricchendo il tutto con analisi e considerazioni.<br />
Perciò penso che il modo migliore e più pratico di continuare questo lavoro, sia quello di seguire l’elencazione delle iniziative effettuata dal PDL, contrapponendo ad esse gli stessi argomenti così come sono stati trattati dal PD. Ovviamente evidenziando le differenze di attuazione e di fine ultimo. Lo stesso criterio userò anche per le restanti sei “missioni”.</p>
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		<title>Un&#8217;analisi dei programmi di PD e PDL e loro comparazione &#8211; prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 16:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi non può che partire dal &#8220;Titolo&#8221;, anche se il termine &#8220;Titolo&#8221; è improprio per ambedue gli schieramenti. Si potrebbe meglio dire &#8220;incipit&#8221;. Analizziamoli. Per il PD è: &#8220;L&#8217;Italia nel mondo che cambia&#8221;; Per il PDL è: &#8220;Sette missioni per il futuro dell&#8217;Italia&#8221;. L&#8217;incipit del PD è un accompagnamento alla presentazione dei dodici punti essenziali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;analisi non può che partire dal &#8220;Titolo&#8221;, anche se il termine &#8220;Titolo&#8221; è improprio per ambedue gli schieramenti. Si potrebbe meglio dire &#8220;incipit&#8221;. Analizziamoli.</p>
<p>Per il PD è: &#8220;L&#8217;Italia nel mondo che cambia&#8221;;</p>
<p>Per il PDL è: &#8220;Sette missioni per il futuro dell&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;incipit del PD è un accompagnamento alla presentazione dei dodici punti essenziali, poi esposti in seguito. Secondo il PD l&#8217;Italia deve tendere, unitamente agli altri Stati Europei, ad una &#8220;Europa massima possibile&#8221; e &#8220;non a quella minima indispensabile&#8221;, rafforzando nel contempo la collaborazione con gli Stati Uniti d&#8217;America. &#8220;Europa e USA assieme rendono tutto più facile e possibile&#8221;. E perché l&#8217;Italia deve tendere a questo? <span id="more-29"></span>Per affrontare al meglio la crescente instabilità internazionale, sia economica che sul fronte della sicurezza. Inoltre deve essere in grado di inserirsi nei cambiamenti di scelte operative, effettuate in ambito Europeo in primis, per quanto concerne: la globalizzazione con i suoi pro e contro, le nuove necessità energetiche dettate dal fenomeno del riscaldamento globale, i vari problemi legati all&#8217;integrazione tra i popoli di diversa provenienza con il Paese ospitante.</p>
<p>In definitiva, l&#8217;Italia deve, per il PD, affrontare i suoi problemi interni senza però perdere di vista la sua posizione in Europa e nel Mondo.Nel suo incipit il PDL si concentra sulla definizione delle &#8220;sette missioni&#8221;. Ma che cosa è una missione? Cito dal Dizionario Zingarelli: &#8220;l&#8217;atto del mandare o dell&#8217;essere mandato per adempiere un ufficio&#8221; e anche &#8220;le responsabilità morali inerenti a certe professioni&#8221;. Quindi i &#8220;missionari&#8221; del PDL sono, cito sempre dallo Zingarelli coloro che &#8220;adempiono ad un compito con particolare spirito di sacrificio&#8221;. E qui mi fermo, perché non viene spiegato che cosa è che origina il ricorso a questo &#8220;spirito di sacrificio&#8221;. Vengono elencate le sette missioni che, una per una, verranno prese in considerazione unitamente ai dodici punti del programma del PD in una serie di articoli che verranno pubblicati nei prossimi giorni.</p>
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		<title>Come riuscire &#8220;ironicamente&#8221; a farsi del male</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 15:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; ironico, lo voterò&#8221; Così, sintetizzando, ha detto la precaria di Roma (vedi articolo de &#8220;Il corriere della Sera del 14 Marzo 2008) che si è sentita dare da Berlusconi un consiglio per il suo futuro: &#8220;accasarsi&#8221; con un suo rampollo. &#8220;Qualche cosa di importante ha detto, ha fatto delle promesse, in trasmissione, voglio vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ironico, lo voterò&#8221; Così, sintetizzando, ha detto la precaria di Roma (vedi articolo de &#8220;Il corriere della Sera del 14 Marzo 2008) che si è sentita dare da Berlusconi un consiglio per il suo futuro: &#8220;accasarsi&#8221; con un suo rampollo. &#8220;Qualche cosa di importante ha detto, ha fatto delle promesse, in trasmissione, voglio vedere se le mantiene&#8221;, ha proseguito. Viene da chiedersi quale siano state la promesse. E viene anche da chiedersi se questa ragazza si sia mai data la pena di leggere i programmi di PD e PDL per vedere le reali intenzioni dei due principali schieramenti politici circa il suo problema e circa quelli del Paese in generale. Per lei evidentemente è sufficiente essere &#8220;ironici&#8221; per affrontare i tanti problemi, che sono così poco comici, dell&#8217;Italia. Lei, e tutti noi, potremmo rimanere così vittime di una &#8220;beffarda ironia&#8221;</p>
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		<title>Veltroni a Bergamo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 10:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il consueto modo garbato, ma non per questo meno intenso, Veltroni ha tenuto ieri sera al Palanorda di Bergamo un discorso di grande respiro ideale, spaziando da Martin Luther King ai riferimenti alla situazione italiana con grande padronanza di argomenti ed energia, nonostante fosse al termine dell’ennesima giornata faticosa in giro per l’Italia. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il consueto modo garbato, ma non per questo meno intenso, Veltroni ha tenuto ieri sera al Palanorda di Bergamo un discorso di grande respiro ideale, spaziando da Martin Luther King ai riferimenti alla situazione italiana con grande padronanza di argomenti ed energia, nonostante fosse al termine dell’ennesima giornata faticosa in giro per l’Italia.</p>
<p><span id="more-27"></span><br />
Non sono mancate frecciate agli avversari, ma il leader del PD è stato molto fermo nello stoppare le contestazioni troppo facili e rumorose ribadendo la volontà di condurre una campagna elettorale lontana dalle logiche di odio che troppo spesso hanno prevalso in passato.<br />
Ho apprezzato molto la forza con cui ha denunciato l’emergenza sociale del precariato (da lui accostata per gravità ai grandi temi della lotta per i diritti dei lavoratori agli albori dell’era industriale) e il richiamo all’importanza di una scelta nuova, importante e coraggiosa come quella di presentarsi agli elettori con la libertà, ma anche la responsabilità, associate alla vocazione maggioritaria di un partito con un solo leader ed un solo programma di governo.<br />
Dopo anni di politiche fatte col bilancino per tenere insieme forze eterogenee a me sembra un bel passo avanti e lo testimonia l’entusiasmo di tanta gente che ieri sera ha gremito il palazzetto in ogni ordine di posti.</p>
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		<title>Politiche 2008 &#8211; Cominciamo a parlarne</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 16:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad un mese esatto dalla data delle elezioni infuria la campagna elettorale. E’ davvero la campagna di programmi e contenuti che quasi tutti ci avevano promesso, anche per smorzare l’ondata di antipolitica che si stava sollevando nel paese? Si fa un gran parlare di voti più o meno utili, candidati più o meno scomodi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad un mese esatto dalla data delle elezioni infuria la campagna elettorale.<br />
E’ davvero la campagna di programmi e contenuti che quasi tutti ci avevano promesso, anche per smorzare l’ondata di antipolitica che si stava sollevando nel paese?<br />
Si fa un gran parlare di voti più o meno utili, candidati più o meno scomodi e ci si scambiano accuse additando gli scheletri nell’armadio degli avversari più o meno come sempre è accaduto, ma forse qualcosa di nuovo e di migliore c’è rispetto al passato…</p>
<p>Cosa ne pensate?</p>
<p>Ah, stasera Veltroni è a Bergamo.<br />
Resoconto in apposito articolo prossimamente su questi schermi…</p>
]]></content:encoded>
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