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	<title>Idee in Movimento &#187; PD</title>
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	<description>il Blog di "Uniti per Sotto il Monte"</description>
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		<title>Verso il congresso del Partito Democratico</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 16:23:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/Franceschini1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1235" title="Franceschini" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/Franceschini1-300x91.jpg" alt="Franceschini" width="300" height="91" /></a>Per completare le mozioni dei candidati, dopo quella di Bersani e Marino, allego la <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/mozione_franceschini.pdf">mozione_franceschini</a>.</p>
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		<title>Verso il Congresso del Partito Democratico</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 08:14:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per coloro che &#8220;tifano&#8221; PD, o anche solo per coloro che desiderano comunque informarsi su un importante avvenimento che coinvolge questo Partito unitamente ai suoi elettori e sostenitori, pubblicherò, quando le avrò a disposizione, le Mozioni dei candidati alla sua Segreteria.  La prima che propongo è quella di Bersani, e la trovate  qui . Poi, se lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/mozione-Bersani1.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-1019" title="mozione Bersani" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/mozione-Bersani1-213x300.jpg" alt="mozione Bersani" width="213" height="300" /></a>Per coloro che &#8220;tifano&#8221; PD, o anche solo per coloro che desiderano comunque informarsi su un importante avvenimento che coinvolge questo Partito unitamente ai suoi elettori e sostenitori, pubblicherò, quando le avrò a disposizione, le Mozioni dei candidati alla sua Segreteria.  La prima che propongo è quella di Bersani, e la trovate  <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/qui.pdf">qui</a> . Poi, se lo desiderate, potete proporre o dire la vostra opinione su questo o su altro direttamente sul suo  sito:         <a href="http://www.bersanisegretario.it">http://www.bersanisegretario.it</a>         </p>
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		<title>E&#8217; ora di serrare le fila</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 14:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Va bene, cambiamo la dirigenza del PD. Chi si vorrebbe? Si è solo sicuri di chi non si vorrebbe. Siamo poi sicuri che i “nuovi” facciano o possano fare meglio dei “vecchi”? Berlusca è un osso duro. Ha i soldi per pagare fior di strateghi. Come mai saltano fuori tutti questi corrotti o presunti  tali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene, cambiamo la dirigenza del PD. Chi si vorrebbe? Si è solo sicuri di chi non si vorrebbe. Siamo poi sicuri che i “nuovi” facciano o possano fare meglio dei “vecchi”? Berlusca è un osso duro. Ha i soldi per pagare fior di strateghi. Come mai saltano fuori tutti questi corrotti o presunti  tali del PD e tutti adesso? Che la politica corrompa non è una novità: la corruzione non ha colore, così come non hanno colore i soldi.<span id="more-120"></span> <br />
Ma ora più che mai è importante per la destra sconfiggere la sinistra sul solo campo dove lei non può: la moralità. Unita alla correttezza ed alla trasparenza. Il centro sinistra è più forte alle amministrative perché gli amministratori del centro sinistra sono molto spesso più bravi ed onesti di quelli del centro destra, e nel piccolo delle realtà territoriali questo risulta evidente. Allora bisogna screditare il centrosinistra ed il PD che più lo rappresenta proprio lì. Non ho il complesso di persecuzione: guardo i fatti.  E non sono la sola.<br />
“Mentre il Partito Democratico affronta le accuse di corruzione e i giudici italiani si contendono le inchieste, il premier Silvio Berlusconi può assumere un ruolo inedito: quello di campione della moralità” Questo scrive Michael Braun del Die Tageszeitung – Germania (Internazionale n° 774/2008. E prosegue “E’ il mondo alla rovescia: un uomo che ha alle spalle più di una decina di processi per falso in bilancio e corruzione……mette alla berlina i suoi avversari politici proprio sulla questione morale”. Lo stesso autore non risparmia le giuste critiche alla dirigenza PD: “La leadership del partito (democratico) non ha l’autorità necessaria per fare cambiamenti drastici”.<br />
Ma che cosa da’ autorità ad un leader? Il carisma è importante, ma non è sufficiente, e può anche mancare, se a sostituirlo c’è il senso di piena appartenenza al partito da parte di tutti. E quando dico tutti dico proprio tutti. Se Veltroni agisse d’imperio contro tutti i Bassolino, ne guadagnerebbe in credibilità agli occhi dei suoi e degli avversari. Un po’ d’imperio ci vuole, anche se si è democratici fino al midollo. Deve agire come una madre severa: entri prima nel merito, poi un bel scappellotto ben assestato, e se non  basta togli la paghetta. (leggi “poltrona”). Senza tentennamenti. Solo così si otterrà attenzione e rispetto da parte di elettori, tesserati e militanti che tanto serve al PD. E anche al Paese.<br />
Nella nostra miseria di beghe (interne ed esterne al PD) non ci vogliamo rendere conto che stiamo andando a rotoli di brutto. E proprio grazie a quella destra che oggi ci fa la morale. Dobbiamo serrare le fila, e non solo per il PD, ma per il bene di tutti. </p>
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		<title>Biodemocrazia</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 21:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi vorrei proporre un articolo che riassume un autorevole ed interessantissimo intervento che mette a confronto i comportamenti democratici contrapposti ad una pericolosa applicazione di una certa globalizzazione. Un&#8217;agenda democratica che parta dall&#8217;ambiente 13 settembre 2008 Dalla scuola estiva del PD a Cortona. La terra come primo campo di applicazione della democrazia: la libertà per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi vorrei proporre un articolo che riassume un autorevole ed interessantissimo intervento che mette a confronto i comportamenti democratici contrapposti ad una pericolosa applicazione di una certa globalizzazione.</p>
<p><em><strong>Un&#8217;agenda democratica che parta dall&#8217;ambiente</strong></em></p>
<p>13 settembre 2008 <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/aree/formazione/globalelocale/documenti/indice.htm&amp;gpl=50&amp;tipodoc=54"><span style="font-size: 10pt; font-family: ">Dalla scuola estiva</span></a> del PD a Cortona.</p>
<p>La terra come primo campo di applicazione della democrazia: la libertà per i contadini di usare i semi o il dominio di una multinazionale come primo campanello d’allarme per i rischi che corrono la libertà, la ricerca, l’ambiente. Temi su cui costruire l’agenda democratica. È Vandana Shiva, fisica e filosofa indiana, a parlarne a Cortona. Una delle più autorevoli opinion leader mondiali su bioetica, ricerca interdisciplinare su scienza e politica ambientale, pace, democrazia, libertà di espressione per le diverse culture. Utilizza l’ora a sua disposizione per parlare del rapporto tra sapere e potere, per evitare che la globalizzazione diventi colonizzazione dei poteri locali e lanciare la biodemocrazia, una democrazia dei saperi.<span id="more-91"></span><br />
Arriva con 50 minuti di ritardo e la lezione parte da lì: “Grazie per l’invito a unirmi a voi in questa summer school. Anche il mio ritardo aereo dimostra che tutto è connesso, una cosa che avviene a Londra ha effetto a Cortona”. Poi parla dell’ecologia come di “quello che si ha in comune, e ha a che fare con due cose: il suolo e la sua fertilità, l’utilizzo della terra. Io posso avere un appezzamento ma come lo uso ha un impatto su tutto. Invece la biodiversità, i semi, le piante, gli animali, l’acqua: queste sono cose in comune. E sono risorse alla base della sopravvivenza: senza semi e senza terra non avremmo cibo.<br />
Come l’uso degli spazi, che può portare a creare qualcosa di oppressivo che esclude, porta ai reati. È la morte delle città americane che dividono le comunità e creano posti pericolosi. C’è poi il cambiamento del clima che ci sta a cuore, perchè l’aria e l’atmosfera sono il bene comune ultimo”.<br />
Shiva si riallaccia al tema della scuola: il globale/locale. “Oggi la globalizzazione è la privatizzazione delle risorse comuni della terra. Risorse che non si possono separare: l’acqua dalla terra, la costruzione di una città e l’aria. Tutto è connesso e c’è comunicazione ecologica che crea un tessuto comune per la sostenibilità economica. Oggi in India c’è crisi per i diritti degli agricoltori, l’acqua non è un bene comune i bambini muoiono. Il genocidio più forte del nostro pianeta è quello dei bimbi che muoiono di diarrea perchè non hanno a accesso all’acqua fresca privatizzata da alcuni per il loro profitto”, è per questo, spiega il premio Nobel, che “senza accesso condiviso non c’è vita né sussistenza. La tragedia del discorso moderno è stato considerare queste cose come cose di cui fare a meno in nome di una crescita dei privilegiati. Loro crescono e si pensa che la società cresca. Ma solo loro crescono, 4 dei primi 10 miliardari del mondo sono indiani. La loro ricchezza personale fa il 9% della ricchezza indiana! Ma sono diventati ricchi appropriandosi delle ricchezze comuni, delle risorse naturali”.</p>
<p>20 anni studiando la globalizzazione. “Ho iniziato a occuparmi delle questioni tecniche della globalizzazione nel 1987, con il GATT; quando le aziende cercavano di privatizzare ogni seme e animale…ma la natura si moltiplica, così dalle piante nascono i semi che fanno nascere le piante e fa un esempio &#8211; mi piace il miglio: non è per gli uccelli, è la cosa più nutriente del pianeta, è fatto da granelli piccolissimi. lingue molto diverse ne condividono il nome perchè ogni seme crea milioni di semi da un unico seme. È così che ha quel nome. L’abbondanza è rigenerazione della vita, non deve esserci scarsità, è una costruzione della privatizzazione delle risorse comuni – va indietro nella storia la Shiva – è un processo iniziato in Gran Bretagna,quando le terre comuni sono state usate per produrre lana, c’erano libri in cui si scriveva “le pecore mangiano gli uomini” proprio perché sottraevano terre agli agricoltori. L’intera Australia, il Sudamerica, l’Africa sono stati presi dall’Inghilterra. Ma oggi è tutto cambiato, non c’è più terra comune”.<br />
È lei a farci una domanda: “Allora la biodiversità come si può privatizzare? È nella natura delle piante l’essere condivisa, le api portano i semi e creano un sistema di comunicazione che fa sì che una pianta non sia mai isolata. Ma le industrie hanno re-ingegnerizzato le piante, con semi ibridi che ogni anno gli agricoltori devono acquistare, garantendo un profitto. Non è facile perché alcune piante che si autofecondano. Così hanno deciso di creare il brevetto delle forma di vita! – il tono della sua voce si alza, si fa duro, a sottolineare l’assurdità &#8211; i brevetti erano dati per invenzioni completamente nuove. Nel 1980 si cambiò, concedendo un brevetto alla General Electrics per un micro-organismo, e hanno capito che brevettando le forme di vita avrebbero fatto utili per trilioni di dollari ogni anno. Non solo con una pianta ma con tutte le generazioni future perchè un brevetto è un diritto esclusivo. Applicarlo a un seme significa che l’agricoltore che tiene dei semi è un ladro. Anche se lo scambia con il vicino come fanno da secoli! È successo in Germania ma distribuire il seme è un nostro dovere, responsabilità democratica della comunità e dovere dell’agricoltore. Chiunque oggi voglia costruire un movimento democratico deve sapere che con questi brevetti la Monsanto ingegnerizza geneticamente i semi e se le api portano il loro polline la Monsanto invia detective per vedere se nei campi i geni si sono spostati in altre piante. Se hanno contaminato il suo campo quell’agricoltore è considerato ladro! In Canada ad un agricoltore contaminato nel 1998 la Monsanto ha chiesto 200.000 euro. Lui ha accusato loro di contaminare il campo e ha fatto loro causa a sua volta, così il caso è arrivato alla corte suprema canadese, che ha stabilito che se si permette la brevettazione ciò accadrà ma loro sono impotenti”.</p>
<p>L’11 settembre. “Oggi tutti ricordano l’11 settembre per New York, appena ieri, ma 101 anni fa Gandhi per la prima volta ha praticato la satyagraha, in Sudafrica quando il regime dell’apartheid divideva le comunità per identità. Lui ha detto: noi siamo pari a voi, non saremo discriminati perché siamo membri di un unico paese. È l’altro 11 settembre simbolo di democrazia e pluralismo, non di paura. Ogni anno il 2 ottobre, compleanno di Gandhi facciamo una mobilitazione per ricordare al governo che la biodiversità arriva dalla natura ed è nostro dovere custodirla per le generazioni future. Per questo non permetteremo la brevettazione genetica. Non vogliamo diventare proprietà della Monsanto, disubbidiremo. Nessuno può essere querelato per avere dato sementi al suo vicino!</p>
<p>La globalizzazione sbagliata. “La globalizzazione crea leggi coercitive a favore della privatizzazione e criminalizza la condivisione. se il bene comune è considerato un crimine e un gruppo di aziende energetiche e petrolifere possono essere proprietarie del mondo noi in democrazia dobbiamo identificare quelle leggi che penalizzano i nostri diritti.<br />
L’acqua è stata privatizzata perchè 5-6 aziende si uniscono e con l’acqua guadagnano tantissimo. Poi fanno in modo di imporre queste scelte per legge e hanno utili. La Monsanto e altri hanno scritto “l’accordo di diritto della proprietà intellettuale del WTO”. L’obiettivo è chiaro: essere proprietari della terra così ogni persona affitta le piante. Lo steso con gli animali, Dolly era stata brevettatata come un bio-reattore mammifero per produrre sostanze farmaceutiche nel latte. Aveva geni umani. Ma la vita non può essere di proprietà di nessuno, la biodiversità è bene comune. E loro han detto: Ma dolly è una macchina, una piccola fabbrica! Questa privatizzazione è una violazione dei diritti della comunità umana e una violazione della dignità di tutti gli esseri viventi.<br />
Non ci cederete ma c’è un brevetto sulla riproduzione umana per cui il grembo della donna è solo un contenitore! Oggi la Monsanto è proprietaria del 95% delle piante modificate geneticamente e del 75% delle piante nel mondo. Hanno acquistato anche altre piccole aziende di sementi. In India tutti devono comprare da loro semi monocultura, ogm e devono fare grandi debiti. Molti si suicidano perchè non possono permetterselo: gli viene detto che la resa sarà di 10 volte, non dovranno lavorare&#8230; e poi falliscono. Da quando la Monsanto è in India ci sono stati 200.000 agricoltori che hanno scelto di suicidarsi. Sul nostro manifesto sulle sementi il parlamento svedese elaborerà una nuova legge: non sottovalutiamo in un mondo globalizzato e interconnesso l’effetto di un piccolo organo, come la Toscana che ci sta appoggiando”. Racconta le sue battaglie: “5 giganti controllano l’acqua, sono andati dalla Banca Mondiale dicendo: dobbiamo avere il diritto privato sull’acqua. E hanno usato la banca per privatizzare l’acqua del terzo mondo. Ci hanno provato ma a Dheli grazie al mio movimento l’abbiamo evitato. ma in gran parte del mondo è così: in Bolivia dove è aumentata di 5 volte l’acqua potabile. Cos succederebbe dove il 90% dei redditi si spendono per cibo privatizzando l’acqua? È stato quel movimento a portare Morales in parlamento. Un movimento democratico.</p>
<p>Kyoto non funziona. “Quanto possiamo restare senza respirare? È più importante dell’acqua e del cibo. L’atmosfera è stata privatizzata da carbone, petrolio e gas che hanno inquinato il bene comune. Alla co2 sono state aggiunte altre sostanze chimiche e quanti gas serra vengono dall’industrializzazione? È la Monsanto ha cercato di lavorare sul principio dell’inquinatore che viene pagato! Kyioto ha permesso a USA e UE di stanziare dei diritti d’inquinamento da scambiare con i paesi che inquinano meno. Guardando la letteratura su scambio di emissioni si parla di “diritto all’atmosfera” ed è molto simile al diritto di brevetto. A chi appartiene il respiro? Alle industrie che hanno creato più problemi”. Per la Shiva è una falsa soluzione quella dei biocarburanti ricavati da soya o grano. Se si usnao troppo aumentano le emissioni dato che l’agroindustria disbosca le foreste pluviali, i polmoni del pianeta che puliscono riequilibrano il clima. “Abbiamo perso un collegamento fondamentale verso un futuro sicuro. In India le parti di terra comune vengono prese per questo uso. L’impegno democratico sarà fondamentale per parlare delle vere rinnovabili. Il nucleare è pseudorinnovabile, gli USA hanno quasi ucciso la nostra democrazia perché hanno comprato i voti in parlamento! Ha avuto impatto su tessuto democratico e su integrità nazionale…c’erano problemi in kashmir e per avere voti han dato via libera ai separatisti, che oggi sono inarrestabili. Ecco la reazione imprevedibile”.</p>
<p>Elogio della differenza. “Vivo in un paese diversificato che celebra le differenze. Buddha, Gandhi celebravano la diversità, l’inclusione nonviolenta.e ora affrontiamo l’esclusione come con le insurrezioni separatiste in kashmir. Per superficialità sembrano dovute a divisioni religiose, etniche, regionali,. Ma sono dovute all’esclusione che genera insicurezza, usata dai politici di destra per alimentare idee fobiche su ciò che è la politica. Torniamo all’inclusione,o ci sarà una reazione territoriale”. E delinea 3 possibilità:</p>
<p>1. Dittatura basata sulla paura e la militarizzazione<br />
2. Divisione: violenza interna, caos guerra civile<br />
3. Democrazia. È la nostra sfida a, non è un lusso, è fondamentale per la sopravvivenza a e non deve basarsi sul voto ma sulla ricostruzione della società per riottenere dei beni comuni.</p>
<p>Marco Laudonio</p>
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		<title>Risultato elettorale &#8211; Commenti</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 14:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver lasciato trascorrere alcuni giorni utili per schiarirsi un po&#8217; le idee, mi sembra giusto aprire la discussione sull&#8217;esito delle elezioni politiche nazionali del 13/14 aprile. Per il PD e più in generale per la sinistra italiana (e anche per la politica italiana) si apre una fase nuova, ricca a mio avviso sia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver lasciato trascorrere alcuni giorni utili per schiarirsi un po&#8217; le idee, mi sembra giusto aprire la discussione sull&#8217;esito delle elezioni politiche nazionali del 13/14 aprile.<span id="more-52"></span></p>
<p>Per il PD e più in generale per la sinistra italiana (e anche per la politica italiana) si apre una fase nuova, ricca a mio avviso sia di opportunità che di pericoli. La semplificazione del paesaggio parlamentare adombra il rischio di un impoverimento della rappresentanza politica, il successo della Lega ci impone una riflessione anche autocritica sulla nostra capacità di parlare al Paese con la lingua semplice e diretta che oggi molti vogliono ascoltare. Il che non significa inseguire i nostri avversari sul terreno infido del populismo demagogico, della politica delle soluzioni semplici (anzi semplicistiche), del cinismo sbandierato come un valore di &#8220;libertà&#8221;, ma lavorare con pazienza ed umiltà alla ricostruzione di un rapporto di fiducia con una parte del nostro elettorato che evidentemente non ci ha seguito in questa campagna elettorale.</p>
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		<title>Programmi PD e PDL a confronto &#8211; quinta parte</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 13:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altri punti del programma del PDL raggruppati nella Prima Missione “Un nuovo fisco per le imprese” trattano di argomenti molto tecnici e pertanto ostici ai più, ma vale la pena parlarne per verificare una volta di più le grandi differenza che esistono, tra i due programmi, nel trattare lo stesso argomento. Riforma degli Studi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altri punti del programma del PDL raggruppati nella Prima Missione “Un nuovo fisco per le imprese” trattano di argomenti molto tecnici e pertanto ostici ai più, ma vale la pena parlarne per verificare una volta di più le grandi differenza che esistono, tra i due programmi, nel trattare lo stesso argomento.<br />
Riforma degli Studi di Settore (abbrevio) e riduzione, con graduale abolizione, dell’Irap.<span id="more-37"></span><br />
Lo Studio di Settore è uno strumento che, basandosi su dati statistici, calcola i Ricavi che una Azienda “dovrebbe avere”; l’Amministrazione finanziaria poi “esorta” quindi l’Azienda ad adeguare il suo reddito basandosi su quei ricavi. Il calcolo viene eseguito utilizzando sia dati contabili che dati extracontabili, questi ultimi strettamente legati ad ogni singola Azienda, e diversi per ogni tipologia di attività. E’ uno strumento che non ha mai attirato nessuna simpatia, ma che permette di rilevare alcune incongruenze dichiarative delle piccole e medie imprese. Ultimamente (vedi anche l’ultimo Telefisco di fine Gennaio 2008), l’Amministrazione tende a dare più importanza alle incoerenze che i dati rilevano, piuttosto che su ricavi non adeguati o, più esattamente, “non congrui”. (sempre che non siano al di sotto del minimo calcolato). E’ uno strumento certamente non perfetto, ma è stato utilizzato da tutti i Governi a partire dal 1998, e prima c’erano i cosiddetti, “Parametri”, molto più imprecisi. Nessun Governo intenderà fare a meno di uno strumento che gli consente di “entrare” in qualche modo, anche se impreciso, nella realtà di ogni singola azienda. Sicuramente verrà sempre più affinato, ma sempre utilizzato. Parlare di “riforma” come fa il PDL è inesatto. Lo Studio di Settore non può, per sua natura, essere riformato. Possono essere solo “revisionati” per adeguarne i calcoli, e possono variare le modalità con cui si considerano i risultati che da’ e quando li da’. In poche parole, possono variare le modalità di utilizzo. Il programma del PD va infatti verso questa direzione, e lo indica al punto 2 “Per un fisco amico dello sviluppo” alla lettera e) “Semplificazione fiscale per due milioni di imprenditori”. E’ intenzione del PD non rendere retroattiva la revisione periodica degli Studi, spesso “peggiorativa” per il contribuente, abrogare la norma che permette di insistere sugli accertamenti originati da mancato adeguamento alla non congruità, dare maggiore importanza alla dimensione territoriale negli indici di calcolo e soprattutto potenziare la collaborazione, in sede di revisione, con le Associazioni di categoria. Inoltre prevede la graduale fuoriuscita dall’uso di questo strumento per alcune tipologie di contribuenti: coloro che lavorano principalmente per un solo committente e coloro che lavorano in c/terzi. Qualche parola anche sull’Irap. E’ una imposta il cui gettito va alle Regioni, ed è nata per raggruppare, e di conseguenza annullare, diverse imposte, (SSN, Ilor, Iciap, imposta sul Patrimonio netto, Imposta sulla partita Iva) oltre ad altri contributi minori e tasse di concessione comunale. Da tempo è controversa, soprattutto per quei contribuenti (piccoli professionisti e agenti di commercio) che non utilizzano “strutture organizzate” per svolgere il proprio lavoro. L’ultima Finanziaria ha ridotto l’Aliquota dal 4,25% al 3,9%, e quella precedente ha innalzato, tramite il cosiddetto “cuneo fiscale”, le deduzioni sui costi di lavoro dipendente, deduzione che si aggiunge o sostituisce, a seconda della diversa normativa, alle deduzioni precedenti. In pratica il contribuente può scegliere la deduzione per lui più conveniente ed attuarla. Il programma del PD non ne parla, probabilmente perché l’argomento è stato già ampiamente trattato e discusso durante il Governo Prodi. Ultima cosa. Durante l’ultimo Governo Berlusconi, coloro che si sono avvalsi del “Condono Tombale” proposto da quel Governo, a posteriori hanno avuto l’amara sorpresa che non era possibile procedere con il Ricorso che avevano avviato, confortati da numerose sentenze a favore, per la restituzione dell’Irap versata.<br />
L’ultimo argomento trattato è relativo all’aliquota IVA sul Turismo. Ambedue i programmi prevedono una riduzione dell’Iva, portandola ai livelli di altri Paesi come Spagna o Francia. Ma i problemi per il turismo, in Italia, non sono legati solo alla aliquota IVA.<br />
Secondo il PD deve essere attuata, dallo Stato ma in azioni concertate con le Regioni, una strategia nazionale per sviluppare il turismo in Italia. Queste azioni devono comprendere il mantenimento e la valorizzazione delle opere d’arte e architettoniche presenti sul nostro territorio.<br />
Concludo questa parte un po’ tecnica, parlando di “coperture finanziarie” per i due programmi. E’ stato quantificato (da qualificati quotidiani economici) che per ottemperare alle promesse fatte agli italiani, il PDL deve trovare:da 20 a 33 miliardi di euro conseguenti all’abolizione dell’IRAP; 20 miliardi di euro per la riscossione rinviata dell’IVA, oltre alla già analizzata difficoltà di copertura per le detassazione delle tredicesime e degli straordinari. La totale abolizione dell’ICI (ricordiamo che la Finanziaria 2008 ha già previsto una notevole diminuzione sull’Ici prima casa), costerà ai Comuni circa 2 miliardi di euro in minori entrate. Per il PDL le coperture arriverebbero da:liquidazione di Società pubbliche non necessarie, digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, valorizzazione del Patrimonio Pubblico, riduzione della spesa e abolizione delle Province inutili. Tutto questa potrà coprire fino ad un totale 33 miliardi circa di euro, a fronte di una necessità che va dai 73 agli 87 miliardi. Gli stessi economisti hanno previsto per il PD un fabbisogno che oscilla dai 20 ai 28 miliardi circa, con una copertura di circa 18 miliardi. Il fabbisogno del PD è dato soprattutto dal previsto taglio dell’Irpef per tre anni (copertura richiesta circa 7 miliardi di euro) e dal compenso legale minimo ai precari (copertura richiesta stimata dai 3 ai 9 miliardi di euro). Le coperture, per il PD, deriverebbero da: valorizzazione quota non demaniale del patrimonio pubblico e riduzione spesa pubblica. Leggendo questi numeri, mi verrebbe da dire che l’ottava missione del PDL potrebbe essere quella di riuscire finalmente a far quadrare il cerchio.</p>
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		<title>Programmi PD e PDL a confronto &#8211; quarta parte</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 18:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La missione n° 1 del PDL, “Un nuovo fisco per le imprese”, prosegue indicando ai punti 3, 4 e 5 il problema della liquidità finanziaria e dei gravosi adempimenti burocratici a carico delle imprese. Il PD affronta il medesimo problema al punto 8 titolato “IMPRESE PIU’ FORTI, PER COMPETERE MEGLIO”, alla lettera c) Contro la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La missione n° 1 del PDL, “Un nuovo fisco per le imprese”, prosegue indicando ai punti 3, 4 e 5 il problema della liquidità finanziaria e dei gravosi adempimenti burocratici a carico delle imprese. Il PD affronta il medesimo problema al punto 8 titolato “IMPRESE PIU’ FORTI, PER COMPETERE MEGLIO”, alla lettera c) Contro la burocrazia: semplificare “la vita a cittadini e imprese”. <span id="more-35"></span>Una delle proposte del PDL è di far riscuotere dall’Erario l’IVA a debito delle aziende solo dopo aver riscosso le fatture. Questa è una procedura che già esiste per quelle aziende che operano con gli Enti Pubblici. La procedura operativa necessaria non va propriamente verso una “semplificazione”, essendo necessario istituire un registro IVA sezionale con sue specifiche norme e procedure. In caso di pagamenti rateali, inoltre le procedure si farebbero più complicate. Con l’attuale normativa, una Azienda con problemi di liquidità ha già possibilità di rateazione del debito con l’applicazione del solo interesse legale e sanzioni basse, (ravvedimento operoso) Grazie all’ultima Finanziaria, inoltre, le possibilità di rateazione si sono rafforzate: anche a distanza di circa due anni dal sorgere del debito, tramite “Avviso Bonario” emesso dall’Agenzia delle Entrate. Domandiamoci anche come ci si potrebbe comportare in caso di totale mancato pagamento della fattura. Per concludere, sempre nel corso delle due ultime finanziarie, si è dato un gran maggior peso all’utilizzo del cosiddetto “reverse charge” o “inversione contabile”, che, attuato nell’edilizia, permette ai vari contraenti di un “contratto d’opera”, subappaltatori, di fatturare senza IVA, lasciando che la fatturazione con IVA venga eseguita solo dall’appaltatore che fattura direttamente al committente o al contraente generale, e quindi solo in capo a quest’ultimo è demandato il versamento dell’IVA all’Erario. Grazie a questa normativa l’IVA a debito viene versata da un solo contribuente (l’ultimo). Una ulteriore domanda è: come sarebbe possibile eseguire i rimborsi IVA in tempi brevi se l’Erario vede rallentare o annullare le entrate IVA? Consideriamo inoltre che i ricavi resterebbero comunque di competenza (e non per cassa come avviene per i professionisti), e quindi le Aziende devono comunque corrispondere le imposte dirette (Ires o Irpef) su ricavi conseguiti tramite fatture non riscosse. Il programma del PD affronta il problema sotto un altro punto di vista. Propone le soluzioni dei problemi partendo da una proposta:”In tutti i casi in cui il Parlamento intenda introdurre una nuova procedura, deve obbligatoriamente procedere a valutarne il costo monetario per cittadini ed imprese e deve obbligatoriamente procedere ad attribuire a cittadini ed imprese un credito d’imposta pari al 50% di quel costo.” : non sarebbe così più attuabile legiferare senza preoccuparsi delle conseguenze per i cittadini. Gli antichi Greci, padri della democrazia, avevano attuato un sistema simile. Per risolvere l’annoso problema dei rimborsi lenti, e non solo dell’IVA, ma anche di Irpef e Ires,, il PD propone: per l’arretrato una emissione straordinaria di Titoli, mentre per il debito corrente che l’Amministrazione si trova ad avere con il cittadino e le Aziende, questi ultimi godranno delle “stesse procedure che le Amministrazioni usano nei loro confronti”. Insomma, nessuna “rielaborazione” di regole già esistenti, ma un radicale cambiamento dell’”approccio” dell’Amministrazione Finanziaria nei confronti del cittadino e delle Aziende. E viceversa. Per chiudere la “carrellata” delle sue proposte sull’IVA, il PDL annuncia la riduzione dell’IVA sul Turismo e, in un altro punto del suo programma, ed esattamente alla “Missione n° 3” denominata “Migliori servizi sociali” propone una riduzione dell’IVA su latte ed alimenti e prodotti per l’infanzia. Ricordiamo che alberghi e Hotel applicano già sui loro servizi l’IVA al 10% (l’aliquota ordinaria è il 20%), oltre al fatto che ben altre sono le modalità che il PD propone per dare ossigeno all’industria del turismo. Parleremo di questo e di Servizi sociali nella prossima e quinta parte.</p>
<p><!--more--></p>
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		<title>Programmi PD e PDL a confronto &#8211; terza parte</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 15:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendiamo in esame, per prima cosa, quello che per il PDL è il primo punto sotto il capoverso “Un nuovo fisco per le imprese”, e cioè la detassazione di straordinari, tredicesima/una mensilità, incentivi e premi legati a incrementi di produttività. Sembra, a prima vista, una grande opportunità….. per le imprese. Per il PDL infatti questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendiamo in esame, per prima cosa, quello che per il PDL è il primo punto sotto il capoverso “Un nuovo fisco per le imprese”, e cioè la detassazione di straordinari, tredicesima/una mensilità, incentivi e premi legati a incrementi di produttività. Sembra, a prima vista, una grande opportunità….. per le imprese. Per il PDL infatti questo punto è relativo alla fiscalità delle imprese. Ma in realtà va a toccare sensibilmente anche la remunerazione del dipendente, nonché il suo modo di rapportarsi al lavoro in azienda, sia che si parli di lavoro operaio, sia che si parli di quello impiegatizio. Analizziamo. L’Azienda ne viene interessata in quanto vede diminuire sensibilmente il costo del lavoro, e il dipendente vede aumentare il suo netto in busta. Ma, c’è più di un ma. <span id="more-34"></span><br />
Per prima cosa, in questo modo si corre il rischio che lo “straordinario” diventi “ordinario”, in quanto invoglia il dipendente a ricorrere sempre più allo straordinario, a scapito sia della sua qualità di vita, sia della sicurezza nello svolgimento del suo lavoro. (Le molte recenti tragedie dovrebbero insegnare). Inoltre l’Azienda, che vede comunque svolto il lavoro, ordinariamente o straordinariamente, non è incentivata ad assumere. (Nonostante gli incentivi promessi in un altro punto di questo programma, e che comunque non sono una novità). Si sottolinea anche che la eventuale diminuzione delle assunzioni si tradurrebbe invariabilmente in una diminuzione di “entrate” a scapito, ragionevolmente, della copertura destinata alla detassazione della tredicesima/una mensilità. La detassazione della tredicesima o di una mensilità, potrebbe essere positiva, ma, a parte la considerazione che la corrispondente copertura (da alcuni stimata intorno agli 8 miliardi di €), potrebbe mancare anche a causa delle minori assunzioni, c’è anche da considerare che il beneficio maggiore lo avrebbero i dipendenti con lo stipendio più alto, mentre i più “poveri”, rimarrebbero sempre tali, solo un po’ meno, per un mese. Cerchiamo di capire: in capo a chi stanno in questa missione i sacrifici?</p>
<p>La fiscalità del dipendente, dal PD, viene presa in considerazione sotto il punto 2 denominato “Per un fisco amico dello sviluppo”, alla lettera a). Ricordiamoci cosa per il PD significa sviluppo!<br />
Viene stabilito, da subito in caso di vittoria del PD, un aumento della detrazione Irpef a favore dei lavoratori dipendenti. Questa proposta, ricordiamo, era stata messa sul tavolo delle trattative con il leder del PDL, dal leader del PD in sede di ricerca di accordi pre elettorali: subito alcune riforme, tra cui questa, poi il voto. Ma non è stata accettata: subito alle urne. Se la proposta fosse stata accettata, oggi i lavoratori dipendenti avrebbero già netti più alti.<br />
Inoltre, alla lettera d) si prevede una riduzione della pressione fiscale “sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello”, favorendo così la ridistribuzione dei “vantaggi da aumento della produttività”. Si vede chiaramente che qui al centro c’è la persona, con la sua esigenza reddituale, nella salvaguardia dei suoi diritti contrattuali. Ma andiamo oltre. Anche per il PD è importante utilizzare il meccanismo della detassazione di una parte delle mensilità, però sente la necessità di conciliare e “avvicinare” gli interessi, che a prima vista paiono antitetici, di “azienda” e “lavoratore”. Tra gli intenti intrinsechi del suo programma, intenti che troviamo anche nel suo “Manifesto dei valori”, vi è quello, in primis, di salvaguardare le fasce più deboli del mondo del lavoro: giovani, anziani, donne. Riagganciamoci alla proposta del PDL: detassazione degli straordinari: i 4/5 degli straordinari sono svolti dagli uomini. Le donne quindi sarebbero praticamente escluse da questa agevolazione. I giovani con contratti atipici invece pure. Gli anziani, forse, non hanno la voglia, o la forza, di lavorare molte ore in più. Cosa propone quindi il PD? Detassazione, non solo per gli straordinari o per una mensilità, ma per tutte le mensilità per un certo periodo di tempo, in caso di assunzione di donne e di giovani al primo impiego. Si avrebbe in questo modo un aumento delle assunzioni per queste categorie, e, a regime, l’aumento degli introiti fiscali, una volta esaurito il periodo di detassazione, che “coprirebbe” il fabbisogno legato alla detassazione del primo periodo dei nuovi assunti. Per le aziende il beneficio appare subito evidente. Per i dipendenti, anche. Stesso meccanismo si adotterebbe per coloro che vedono avvicinarsi la pensione, ma che hanno ancora alcuni anni di lavoro da svolgere. Troppo spesso ultimamente il dramma della perdita del posto di lavoro colpisce chi ha già superato i 50/55 anni d’età, con prospettive praticamente nulle di trovare un altro impiego che gli permetta di arrivare decorosamente alla pensione. La detassazione degli ultimi anni di lavoro salvaguarderebbe anche loro.<br />
Al punto 8 “Imprese più forti per competere meglio” alla lettera f) “Più democrazia economica”, inoltre, si dice: “Imprenditore e lavoratore sono legati da un comune destino. E’ quindi necessario dare avvio a forme avanzate di democrazia economica, anche per consentire ai lavoratori di partecipare ai profitti dell’impresa”</p>
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		<title>Programmi di PD e PDL a confronto &#8211; seconda parte</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 18:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante lo svolgimento di questa analisi, si farà a volte evidente il fatto che si debbano usare molte più parole per descrivere i concetti contenuti nel programma del PD di quante se ne debbano usare per descrivere quelli contenuti nel programma del PDL. Ciò è dato dal fatto che il PDL stesso usa poche parole, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Durante lo svolgimento di questa analisi, si farà a volte evidente il fatto che si debbano usare  molte più parole per descrivere i concetti contenuti nel programma del PD di quante se ne debbano usare per descrivere quelli contenuti nel programma del PDL. Ciò è dato dal fatto che il PDL stesso usa poche parole, anche se, come dice il suo Leader, tali parole sono state soppesate e ragionate una per una.<br />
E così verrà fatto anche qui.</p>
<p><span id="more-30"></span></p>
<p>Dopo l’introduzione, oggetto della prima parte di questa analisi, i due schieramenti iniziano ad esporre le loro ricette per:<br />
“Rilanciare lo sviluppo” per il PDL;<br />
“Conquistare una posizione di primato nello sviluppo di qualità” per il PD.<br />
Bisogna quindi capire che significato viene dato, nell’uno e nell’altro caso, al concetto di “Sviluppo”. Per il PDL è “rilanciare la crescita dell’economia italiana”, mentre il PD articola diversamente il concetto, o meglio lo arricchisce di altri significati e fini. Infatti questo concetto “non è confinato nella sfera economica: l’aumento della produttività è frutto di una strategia a 360 gradi, abbraccia la cultura, la qualità dell’ambiente e l’educazione tanto quanto la riforma della P.A.” In pratica il PD fa proprio il concetto di PIL che già nel 1968 è stato, in un famoso discorso, concettualizzato da Robert Kennedy. “Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). […] Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.”<script><!-- D(["mb","\u003cbr\u003e\nTornando al PDL, il programma ora elenca le sei “iniziative” sulle\nquali si fonda l’intenzione di rilanciare l’economia, oggetto della\nloro “Prima Missione”: un nuovo fisco per le imprese; infrastrutture,\nnuove fonti di energia e telecomunicazioni; lavoro; liberalizzazioni;\nsostegno al “made in Italy”; riorganizzazione e digitalizzazione della\npubblica amministrazione.\u003cbr\u003e\nAnche il PD affronta gli stessi argomenti, non elencandoli, ma\ninserendoli in contesti, collegandoli fra loro e con le altre\nproblematiche, arricchendo il tutto con analisi e considerazioni. \u003cbr\u003e\nPerciò penso che il modo migliore e più pratico di continuare questo\nlavoro, sia quello di seguire l’elencazione delle iniziative effettuata\ndal PDL, contrapponendo ad esse gli stessi argomenti così come sono\nstati trattati dal PD. Ovviamente evidenziando le differenze di\nattuazione e di fine ultimo. Lo stesso criterio userò anche per le\nrestanti sei “missioni”.\u003cbr\u003e\n\u003cbr\u003e\nPer quanto riguarda Gloria, giuro non ho ancora capito cosa ci fa nel\nnostro gruppo, anche se da \u0026quot;esterna\u0026quot; ed.....\u0026quot;invisibile\u0026quot;. Comunque, mi\npare che nessuna la......ci siamo capiti. A me personalmete, lo dico a\nte, mi sta proprio sulle......... Va be\u0026#39;, oggi va così. Porta pazienza,\ndi solito non sono così scurrile, ma quest\u0026#39;oggi ho già portato molta\npazienza. Grazie. A domani. Un bacio.\u003cbr\u003e\n\u003cbr\u003e\n\u003cbr\u003e\nAndrea Mangiatordi ha scritto:\n",1] );  //--></script><br />
Tornando al PDL, il programma ora elenca le sei “iniziative” sulle quali si fonda l’intenzione di rilanciare l’economia, oggetto della loro “Prima Missione”: un nuovo fisco per le imprese; infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni; lavoro; liberalizzazioni; sostegno al “made in Italy”; riorganizzazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione.<br />
Anche il PD affronta gli stessi argomenti, non elencandoli, ma inserendoli in contesti, collegandoli fra loro e con le altre problematiche, arricchendo il tutto con analisi e considerazioni.<br />
Perciò penso che il modo migliore e più pratico di continuare questo lavoro, sia quello di seguire l’elencazione delle iniziative effettuata dal PDL, contrapponendo ad esse gli stessi argomenti così come sono stati trattati dal PD. Ovviamente evidenziando le differenze di attuazione e di fine ultimo. Lo stesso criterio userò anche per le restanti sei “missioni”.</p>
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		<title>Un&#8217;analisi dei programmi di PD e PDL e loro comparazione &#8211; prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 16:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi non può che partire dal &#8220;Titolo&#8221;, anche se il termine &#8220;Titolo&#8221; è improprio per ambedue gli schieramenti. Si potrebbe meglio dire &#8220;incipit&#8221;. Analizziamoli. Per il PD è: &#8220;L&#8217;Italia nel mondo che cambia&#8221;; Per il PDL è: &#8220;Sette missioni per il futuro dell&#8217;Italia&#8221;. L&#8217;incipit del PD è un accompagnamento alla presentazione dei dodici punti essenziali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;analisi non può che partire dal &#8220;Titolo&#8221;, anche se il termine &#8220;Titolo&#8221; è improprio per ambedue gli schieramenti. Si potrebbe meglio dire &#8220;incipit&#8221;. Analizziamoli.</p>
<p>Per il PD è: &#8220;L&#8217;Italia nel mondo che cambia&#8221;;</p>
<p>Per il PDL è: &#8220;Sette missioni per il futuro dell&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;incipit del PD è un accompagnamento alla presentazione dei dodici punti essenziali, poi esposti in seguito. Secondo il PD l&#8217;Italia deve tendere, unitamente agli altri Stati Europei, ad una &#8220;Europa massima possibile&#8221; e &#8220;non a quella minima indispensabile&#8221;, rafforzando nel contempo la collaborazione con gli Stati Uniti d&#8217;America. &#8220;Europa e USA assieme rendono tutto più facile e possibile&#8221;. E perché l&#8217;Italia deve tendere a questo? <span id="more-29"></span>Per affrontare al meglio la crescente instabilità internazionale, sia economica che sul fronte della sicurezza. Inoltre deve essere in grado di inserirsi nei cambiamenti di scelte operative, effettuate in ambito Europeo in primis, per quanto concerne: la globalizzazione con i suoi pro e contro, le nuove necessità energetiche dettate dal fenomeno del riscaldamento globale, i vari problemi legati all&#8217;integrazione tra i popoli di diversa provenienza con il Paese ospitante.</p>
<p>In definitiva, l&#8217;Italia deve, per il PD, affrontare i suoi problemi interni senza però perdere di vista la sua posizione in Europa e nel Mondo.Nel suo incipit il PDL si concentra sulla definizione delle &#8220;sette missioni&#8221;. Ma che cosa è una missione? Cito dal Dizionario Zingarelli: &#8220;l&#8217;atto del mandare o dell&#8217;essere mandato per adempiere un ufficio&#8221; e anche &#8220;le responsabilità morali inerenti a certe professioni&#8221;. Quindi i &#8220;missionari&#8221; del PDL sono, cito sempre dallo Zingarelli coloro che &#8220;adempiono ad un compito con particolare spirito di sacrificio&#8221;. E qui mi fermo, perché non viene spiegato che cosa è che origina il ricorso a questo &#8220;spirito di sacrificio&#8221;. Vengono elencate le sette missioni che, una per una, verranno prese in considerazione unitamente ai dodici punti del programma del PD in una serie di articoli che verranno pubblicati nei prossimi giorni.</p>
]]></content:encoded>
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