FranceschiniPer completare le mozioni dei candidati, dopo quella di Bersani e Marino, allego la mozione_franceschini.

mozione BersaniPer coloro che “tifano” PD, o anche solo per coloro che desiderano comunque informarsi su un importante avvenimento che coinvolge questo Partito unitamente ai suoi elettori e sostenitori, pubblicherò, quando le avrò a disposizione, le Mozioni dei candidati alla sua Segreteria.  La prima che propongo è quella di Bersani, e la trovate  qui . Poi, se lo desiderate, potete proporre o dire la vostra opinione su questo o su altro direttamente sul suo  sito:         http://www.bersanisegretario.it         

Va bene, cambiamo la dirigenza del PD. Chi si vorrebbe? Si è solo sicuri di chi non si vorrebbe. Siamo poi sicuri che i “nuovi” facciano o possano fare meglio dei “vecchi”? Berlusca è un osso duro. Ha i soldi per pagare fior di strateghi. Come mai saltano fuori tutti questi corrotti o presunti  tali del PD e tutti adesso? Che la politica corrompa non è una novità: la corruzione non ha colore, così come non hanno colore i soldi. (altro…)

Vi vorrei proporre un articolo che riassume un autorevole ed interessantissimo intervento che mette a confronto i comportamenti democratici contrapposti ad una pericolosa applicazione di una certa globalizzazione.

Un’agenda democratica che parta dall’ambiente

13 settembre 2008 Dalla scuola estiva del PD a Cortona.

La terra come primo campo di applicazione della democrazia: la libertà per i contadini di usare i semi o il dominio di una multinazionale come primo campanello d’allarme per i rischi che corrono la libertà, la ricerca, l’ambiente. Temi su cui costruire l’agenda democratica. È Vandana Shiva, fisica e filosofa indiana, a parlarne a Cortona. Una delle più autorevoli opinion leader mondiali su bioetica, ricerca interdisciplinare su scienza e politica ambientale, pace, democrazia, libertà di espressione per le diverse culture. Utilizza l’ora a sua disposizione per parlare del rapporto tra sapere e potere, per evitare che la globalizzazione diventi colonizzazione dei poteri locali e lanciare la biodemocrazia, una democrazia dei saperi. (altro…)

Dopo aver lasciato trascorrere alcuni giorni utili per schiarirsi un po’ le idee, mi sembra giusto aprire la discussione sull’esito delle elezioni politiche nazionali del 13/14 aprile. (altro…)

Altri punti del programma del PDL raggruppati nella Prima Missione “Un nuovo fisco per le imprese” trattano di argomenti molto tecnici e pertanto ostici ai più, ma vale la pena parlarne per verificare una volta di più le grandi differenza che esistono, tra i due programmi, nel trattare lo stesso argomento.
Riforma degli Studi di Settore (abbrevio) e riduzione, con graduale abolizione, dell’Irap. (altro…)

La missione n° 1 del PDL, “Un nuovo fisco per le imprese”, prosegue indicando ai punti 3, 4 e 5 il problema della liquidità finanziaria e dei gravosi adempimenti burocratici a carico delle imprese. Il PD affronta il medesimo problema al punto 8 titolato “IMPRESE PIU’ FORTI, PER COMPETERE MEGLIO”, alla lettera c) Contro la burocrazia: semplificare “la vita a cittadini e imprese”. (altro…)

Prendiamo in esame, per prima cosa, quello che per il PDL è il primo punto sotto il capoverso “Un nuovo fisco per le imprese”, e cioè la detassazione di straordinari, tredicesima/una mensilità, incentivi e premi legati a incrementi di produttività. Sembra, a prima vista, una grande opportunità….. per le imprese. Per il PDL infatti questo punto è relativo alla fiscalità delle imprese. Ma in realtà va a toccare sensibilmente anche la remunerazione del dipendente, nonché il suo modo di rapportarsi al lavoro in azienda, sia che si parli di lavoro operaio, sia che si parli di quello impiegatizio. Analizziamo. L’Azienda ne viene interessata in quanto vede diminuire sensibilmente il costo del lavoro, e il dipendente vede aumentare il suo netto in busta. Ma, c’è più di un ma. (altro…)

Durante lo svolgimento di questa analisi, si farà a volte evidente il fatto che si debbano usare molte più parole per descrivere i concetti contenuti nel programma del PD di quante se ne debbano usare per descrivere quelli contenuti nel programma del PDL. Ciò è dato dal fatto che il PDL stesso usa poche parole, anche se, come dice il suo Leader, tali parole sono state soppesate e ragionate una per una.
E così verrà fatto anche qui.

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L’analisi non può che partire dal “Titolo”, anche se il termine “Titolo” è improprio per ambedue gli schieramenti. Si potrebbe meglio dire “incipit”. Analizziamoli.

Per il PD è: “L’Italia nel mondo che cambia”;

Per il PDL è: “Sette missioni per il futuro dell’Italia”.

L’incipit del PD è un accompagnamento alla presentazione dei dodici punti essenziali, poi esposti in seguito. Secondo il PD l’Italia deve tendere, unitamente agli altri Stati Europei, ad una “Europa massima possibile” e “non a quella minima indispensabile”, rafforzando nel contempo la collaborazione con gli Stati Uniti d’America. “Europa e USA assieme rendono tutto più facile e possibile”. E perché l’Italia deve tendere a questo? (altro…)