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	<title>Idee in Movimento &#187; patto di stabilità</title>
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		<title>I Comuni: bancomat del Governo</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:03:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da mesi ormai, zitta zitta, la maggioranza di Governo in Italia si da da fare per mettere &#8220;le mani in tasca&#8221; a tutti noi, facendo finta di fare il contrario. A cominciare dal patto di stabilità per i Comuni con più di 5000 abitanti (per il momento quindi Sotto il Monte non ha questo problema), fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da mesi ormai, zitta zitta, la maggioranza di Governo in Italia si da da fare per mettere &#8220;le mani in tasca&#8221; a tutti noi, facendo finta di fare il contrario. A cominciare dal patto di stabilità per i Comuni con più di 5000 abitanti (per il momento quindi Sotto il Monte non ha questo problema), fino ad arrivare alle privatizzazioni dei servizi pubblici e ai libri per le elementari. E&#8217; notizia fresca, infatti, che dal 2010 i libri per la scuola elementare dovranno essere acquistati e pagati interamente dai genitori e/o dai comuni. Dall&#8217;abolizione dell&#8217;ICI in poi, è stata un&#8217;ascesa al Calvario per moltissimi comuni, costretti spesso ad aumentare le imposte comunali o ad istituire le cosiddette &#8220;tasse di scopo&#8221; per poter sopravvivere. Oppure, cosa molto frequente ormai, a basarsi quasi esclusivamente sulle entrate da oneri di urbanizzazione con conseguente fagocitamento di territorio. Ma andiamo con ordine.<span id="more-1463"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Patto di stabilità.</strong> Il Patto di stabilità, detto in parole semplici e semplificando molto anche la norma, nega ai comuni la possibilità di utilizzare le entrate dell&#8217;anno prima per pagare le spese dell&#8217;anno in corso. Quindi, il comune potrebbe trovarsi ad avere risorse finanziarie sufficienti, in totale, ma  nell&#8217;impossibilità di utilizzarle, con la conseguenza che potrebbe trovarsi momentaneamente senza entrate sufficienti a fronteggiare le spese dell&#8217;anno. A farne le spese, spesso, sono i fornitori di merci e servizi. Le imprese, in questo periodo di crisi, potrebbero quindi non riuscire a sopravvivere alla mancanza di liquidità dovuta anche al mancato pagamento da parte dei comuni, e quindi essere costrette ad iniziare le procedure di Cassa integrazione o, addirittura, di licenziamento, con dispendio enorme di risorse per i cittadini tutti e di conseguenza anche per gli enti locali stessi. Le somme non utilizzate dai Comuni, però, accreditate sul c/c, rimangono a disposizione dello Stato che le può utilizzare per i suoi scopi, praticamente senza riconoscere interessi attivi.  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le privatizzazioni</strong>. Con le privatizzazioni dei servizi pubblici (rifiuti e acqua, per esempio), in vigore dal 2012, i cittadini si troveranno a dover pagare bollette più salate, ed i Comuni a dover pagare per le manutenzioni degli impianti. I ricavi andranno al privato, e molte spese resteranno a carico del pubblico, e quindi del cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">Da ultimo (per il momento), <strong>i libri per i bambini delle elementari</strong>. Già la scuola pubblica ha subito vari salassi nell&#8221;ultimo anno: ora, quindi, oltre agli stipendi ad insegnanti e professori di sostegno, doposcuola, o supplenti, ed alle spese correnti di vario genere, il comune ed i genitori dovranno pagare anche i libri. Per le elementari.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non metteremo le mani in tasca agli italiani&#8221;, hanno più volte detto. Però le mettono nei loro portafogli, ed in modo abbondante, e soprattutto in quei portafogli che già non erano comunque mai gonfi. Quelli già belli gonfi rimangono però tali e ben chiusi.</p>
<p style="text-align: justify;">I Comuni quindi, e di conseguenza anche i cittadini, sono ormai la &#8220;Banca di Tremonti e compagnia&#8221; a tasso zero. Questa non mi sembra sia la strada giusta per arrivare all&#8217; &#8221;Autonomia degli Enti Locali&#8221; tanto voluta dalla Lega. Come si fa ad essere autonomi se si dipende dalla carità dello Stato Centrale?  </p>
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