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	<title>Idee in Movimento &#187; nucleare</title>
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	<description>il Blog di "Uniti per Sotto il Monte"</description>
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		<title>Risultati referendum 12 &#8211; 13 giugno</title>
		<link>http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/2011/06/14/risultati-referendum-12-13-giugno/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 20:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Non accadeva da 15 anni: più del 50% degli aventi diritto ha votato per i quattro quesiti referendari, dando quindi efficacia al voto. Così i cittadini italiani si sono riappropriati della possibilità di decidere su temi importanti per il presente e soprattutto per il futuro. Riportiamo i risultati del voto nella scheda allegata e facciamo solo queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non accadeva da 15 anni: più del 50% degli aventi diritto ha votato per i quattro quesiti referendari, dando quindi efficacia al voto. Così i cittadini italiani si sono riappropriati della possibilità di decidere su temi importanti per il presente e soprattutto per il futuro.</p>
<p>Riportiamo i risultati del voto nella <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Risultati-Referendum-20111.pdf">scheda allegata </a>e facciamo solo queste osservazioni: <span id="more-2568"></span></p>
<p><strong>A livello nazionale</strong>:</p>
<p>• Per tutti e quattro i quesiti, la percentuale di SI è stata superiore al 50% degli aventi diritto al voto, cioè più del 50% degli italiani (di sinistra, centro sinistra, centro, centro destra, destra) ha scelto di cancellare delle norme di legge volute e votate dall’attuale maggioranza. In altre parole, se anche tutti quelli che non sono andati ai seggi fossero andati a votare e avessero votato quattro NO, su tutti i quesiti i SI avrebbero comunque prevalso.</p>
<p>• Il quesito che ha avuto la percentuale maggiore di votanti e di SI è stato quello sulla tariffa dell’acqua (quando si toccano le tasche dei cittadini …).</p>
<p>• A sorpresa (?), il quesito che ha avuto la percentuale minore di SI è stato quello sul nucleare (ma non era quello che il governo temeva di più e ha fatto carte false per invalidarlo?).</p>
<p>• Un’altra sorpresa, forse, è stata la risposta al quesito sul legittimo impedimento (ha avuto più SI di quello sul nucleare).</p>
<p>“<em>Chi ha orecchi per intendere intenda</em>”  (e non vale solo per il governo Berlusconi).</p>
<p><strong>A livello locale</strong>:</p>
<p>• Sotto il Monte ha avuto una percentuale di votanti superiore a quella della media dei comuni della Provincia di Bergamo e della Regione Lombardia (non male come partecipazione).</p>
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		<title>Referendum 12-13 giugno 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 20:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo creato una pagina apposita, dove potete trovare informazioni, volantini, iniziative locali sui referendum del 12 e 13 giugno 2011. Fare clic qui per entrare nella pagina, oppure in alto a destra sulla parola &#8220;referendum&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo creato una pagina apposita, dove potete trovare informazioni, volantini, iniziative locali sui referendum del 12 e 13 giugno 2011.</p>
<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/193618400-1ae83102-0a8c-49ba-adb3-284859662d91.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2558" title="io vado a votare" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/193618400-1ae83102-0a8c-49ba-adb3-284859662d91.jpg" alt="" width="100" height="102" /></a>Fare <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/referendum/">clic qui </a>per entrare nella pagina, oppure in alto a destra sulla parola &#8220;referendum&#8221;</p>
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		<title>Quali sono i candidati nucleari?</title>
		<link>http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/2010/03/01/quali-sono-i-candidati-nucleari/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 17:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrative]]></category>
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		<category><![CDATA[nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[Scoprilo sul sito di greenpeace.  http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html Intanto vediamo cosa dichiara il candidato nucleare della Lombardia: 10 febbraio 2010: &#8220;La scelta del governo di aprire al nucleare è una scelta positiva. In Lombardia per ora non abbiamo bisogno di centrali nucleari&#8221;. (Agenzia ASCA, 10 febbraio 2010) http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scoprilo sul sito di greenpeace. </p>
<p><a href="http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html">http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html</a></p>
<p>Intanto vediamo cosa dichiara il candidato nucleare della Lombardia:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>10 febbraio 2010: </em><br />
&#8220;La scelta del governo di aprire al nucleare è una scelta positiva. In Lombardia <strong>per ora</strong> non abbiamo bisogno di centrali nucleari&#8221;.<br />
(Agenzia ASCA, 10 febbraio 2010)</p>
<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/formigoni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1729" title="formigoni" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/formigoni.jpg" alt="" width="370" height="163" /></a></p>
<p><a href="http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html">http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html</a></p>
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		<title>Green Economy e nucleare: chi guadagna sul ritardo dell’Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 14:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto volentieri questo post tratto da &#8220;Politicambiente&#8221; http://www.politicambiente.it/ Sembra incredibile che una notizia importante come questa, non arrivi ai nostri media, e quindi a noi. Che vuol dire tutto ciò? Forse che la democrazia, unitamente all&#8217;avanguardia tecnologica, in Italia sono solo un ricordo. &#8220;L’Italia è il Paese meno adatto e più rischioso al mondo per investire i propri capitali sulle energie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riporto volentieri questo post tratto da &#8220;Politicambiente&#8221; <a href="http://www.politicambiente.it/">http://www.politicambiente.it/</a> Sembra incredibile che una notizia importante come questa, non arrivi ai nostri media, e quindi a noi. Che vuol dire tutto ciò? Forse che la democrazia, unitamente all&#8217;avanguardia tecnologica, in Italia sono solo un ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;L’Italia è il Paese meno adatto e più rischioso al mondo per investire i propri capitali sulle energie alternative e, in generale, su ricerche e produzioni che riguardano il clima. Questa affermazione è basata su uno studio della Deutsche Bank – circa le politiche ambientali di 109 Paesi – apparsa sul sito delle Nazioni Unite dedicato alla Convenzione sul clima (Unfccc) e puntualmente ignorata dai mass media italiani, malgrado sia stata rilanciata da una delle maggiori agenzie di stampa. Il fatto è che lo studio della banca tedesca valuta l’Italia come fanalino di coda e che le critiche dell’Onu, insolitamente dure, si rivolgono al nostro presidente del Consiglio. Verso il nostro Paese il sito dell’Onu non ha dubbi e si sbilancia, scoraggiando apertamente i possibili investitori: “Se state cercando opportunità di investimento collegate ai cambiamenti climatici – si afferma infatti nel sito delle Nazioni Unite &#8211; non mettete l’Italia in cima alla vostra lista” perché “non è assolutamente chiaro che tipo di legislazione il suo primo ministro Silvio Berlusconi intenda adottare sul clima”. Sempre parlando della cosiddetta Green Economy, gli esperti dell’Onu si permettono persino di fare dell’ironia affermando che investire nel settore del futuro in Italia è “una cosa solo per coraggiosi”.<span id="more-1712"></span> Mentre invece è molto produttivo dirigere i propri capitali soprattutto in Germania, Cina, Francia e Brasile. Un po’ più aleatori, ma sempre produttivi, sarebbero gli investimenti fatti negli USA, nel Regno Unito, in Canada, in Russia e in India. In ogni caso basterebbe quest’invito dell’Onu, diffuso in tutto il mondo, a far comprendere il danno politico ed economico che ne deriva all’Italia: mentre tutti i maggiori Paesi del pianeta guardano, con nuove leggi e con investimenti freschi, a questo settore cruciale per il futuro dell’intera umanità, l’Italia è l’unica nazione – fra le 109 esaminate dalla Deutsche Bank – in cui il governo ignora, nei fatti, la Green Economy e si limita agli annunci sul nucleare. D’altra parte, anche il mercato, e quindi i privati, hanno già decretato il loro “pollice verso” nei nostri riguardi. Come è stato puntualmente messo in rilievo in una recentissima graduatoria pubblicata sul Sunday Times, da cui risulta che il nostro Paese è il solo dove non si fanno adeguati investimenti privati nella Green Economy. Cerchiamo di capire come mai ciò avviene, con la premessa che il nostro capo del governo – al quale spetta dettare le politiche per il futuro e incentivare gli investimenti privati – non è certo uno sprovveduto e conosce molto meglio di noi e fin nei minimi particolari “il cosa, il come e il perché” della questione climatica e delle sue prospettive nel campo della ricerca, della produzione e del commercio internazionale. Ora, chi governa l’Italia ha annunciato da tempo di voler investire tutto sul nucleare, con la promessa che ciò risolverà i nostri problemi energetici. Un annuncio impegnativo e gravido di conseguenze, con i suoi pro e i suoi contro, ma che richiederà decenni per essere effettivamente realizzato. Nel frattempo, quindi, si potrebbero programmare e incentivare investimenti nelle cosiddette energie alternative, come stanno facendo tutti nel pianeta, per alleviare la nostra dipendenza dal petrolio e anche per non perdere il treno delle tecnologie del futuro. Perché l’Italia è l’unico Paese al mondo che ha ignorato finora – in campo legislativo e programmatorio — questa strada, che da tempo appare ormai come l’unica ad avere prospettive percorribili? Forse perché i nostri governanti sono più scaltri e furbi di tutti gli altri? Vediamo. E’ evidente che, in attesa delle fantomatiche centrali nucleari, l’Italia di Berlusconi potrà contare quasi esclusivamente sul gas naturale dell’“amico Putin”, in aggiunta al petrolio. Ma anche il gas costa, con il risultato che una montagna di denaro si trasferirà dal nostro Paese nelle casse delle società russe (oltre che in quelle dei produttori di petrolio). Mentre invece gli investimenti fatti a casa nostra, nelle energie alternative, farebbero non solo rimanere in Italia – e attirerebbero dall’estero – consistenti capitali ma ci farebbero stare agganciati alle nuove tecnologie, con evidenti vantaggi in campo produttivo e commerciale. Perché, dunque, il nostro governo – oltre che fare annunci sul nucleare &#8211; ha finora accuratamente evitato di compiere una scelta concreta, programmatica e legislativa, a favore della Green Economy, dando così l’impressione di non tener conto degli interessi nazionali italiani? Soprattutto se si pensa alle varie opposizioni che avranno nel nostro Paese i siti nucleari, con il risultato che si allungheranno ancora di più i tempi di realizzazione. Costringendo i cittadini italiani, nei prossimi anni, a continuare a sborsare miliardi di Euro per il gas dell’amico Putin o il petrolio dell’amico Gheddafi. A chi giova tutto questo? Una risposta valida può essere cercata nell’antico e sacro valore dell’amicizia, per cui anche in Russia o in Libia non solo si accoglie l’ amico in casa ma lo si fa sempre compartecipe dei propri buoni affari e, in caso di pericolo, gli si dà asilo lontano dagli affanni o da possibili “persecuzioni”…&#8221;</em></p>
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		<title>Siete pronti a una vita nucleare?</title>
		<link>http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/2010/02/06/sei-pronto-a-una-vita-nucleare/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 11:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete mai pensato come il nucleare potrebbe cambiare la vostra vita?  Scopritelo sul nuovo sito web Nuclear Lifestyle!  http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/homepage.html   Bisogna prepararsi, perché se i candidati alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo non dicono NO al nucleare, una centrale nucleare potrebbe finire anche nella nostra Regione. Il rischio è alto. Con la legge 99/2009 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/game.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1680" title="game" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/game-300x111.jpg" alt="" width="300" height="111" /></a>Avete mai pensato come il nucleare potrebbe cambiare la vostra vita? <br />
</strong>Scopritelo sul nuovo sito web Nuclear Lifestyle!  <a href="http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/homepage.html">http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/homepage.html</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna prepararsi, perché se i candidati alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo non dicono NO al nucleare, una centrale nucleare potrebbe finire anche nella nostra Regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rischio è alto. Con la legge 99/2009 il Governo sta provando a imporre la localizzazione delle centrali, schiacciando le competenze delle Regioni. Per questo, ben 13 Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Ma cosa succederà se i futuri Presidenti regionali non si opporranno?</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo vi invitiamo a firmare l&#8217;appello di Green Peace per chiedere ai candidati alle regionali di opporsi al nucleare. Su Nuclear Lifestyle, oltre all’Appello, troverete  “Il decalogo anti-nucleare”, il Nuclear shop con diversi “gadget radioattivi” e il Nuclear quiz per scoprire se il nucleare lo conoscete davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">Partecipate alla campagna anti-nucleare di Green Peace. Visitate il sito, firmate l&#8217;appello e diffondetelo tra i vostri amici!</p>
<p><a href="http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/homepage.html">http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/homepage.html</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La bufala del nucleare</title>
		<link>http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/2010/01/19/la-bufala-del-nucleare/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:46:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[Era ancora buio quando questa mattina i climber di Greenpeace sono saliti sul “Colosseo Quadrato” di Roma. Alle 8.30 hanno srotolato il banner di 300 metri quadri con la scritta “Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness&#8221;. È un messaggio indirizzato alle imprese italiane riunite proprio di fronte nel palazzo di Confindustria, dove Enel ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/cartello-greenpeace.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1637" title="cartello greenpeace" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/cartello-greenpeace-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>Era ancora buio quando questa mattina i climber di Greenpeace sono saliti sul “Colosseo Quadrato” di Roma. Alle 8.30 hanno srotolato il banner di 300 metri quadri con la scritta “Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness&#8221;. È un messaggio indirizzato alle imprese italiane riunite proprio di fronte nel palazzo di Confindustria, dove Enel ha presentato il nucleare come un ottimo investimento. Il nucleare è un affare francese. Non certo per la nostra economia! Enel cerca di imbonire le imprese italiane promettendo che il 70% degli investimenti per la costruzione di quattro reattori nucleari EPR sarà nella parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) per un controvalore di circa 12 miliardi di euro. Secondo l’azienda elettrica francese EDF &#8211; alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia &#8211; risulta, invece, che gli investimenti nelle parti non convenzionali degli impianti EPR, ovvero le uniche che potrebbero riguardare le imprese italiane, non superano il 40% degli investimenti totali. Per fortuna quello che Enel non dice, lo dicono altri: EDF, STUK, Citigroup, AREVA. In   “<a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/Bufale-nucleari.pdf">Bufale nucleari</a>” Greenpeace  ha analizzato dichiarazioni e cifre degli operatori più competenti nel settore che fanno uscire allo scoperto tutte le bugie di Enel. Sicuramente Enel continuerà la sua propaganda nucleare, ma l&#8217;esperienza degli unici due EPR in costruzione, in Finlandia e in Francia, ha già ampiamente dimostrato che per questo tipo di impianti ritardi, problemi nella sicurezza e costi fuori controllo non sono un rischio ma una regola.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perchè dobbiamo dire no alle centrali nucleari</title>
		<link>http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/2009/03/17/perche-dobbiamo-dire-no-alle-centrali-nucleari/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 12:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il 24 febbraio Berlusconi e Sarkozy hanno presentato un accordo per costruire nuove centrali nucleari in Italia. Qualcuno ha commentato che finalmente il nostro paese si appresta a recuperare vent’anni di ritardo, causati dal famigerato referendum del 1987. In realtà Italia e Francia non hanno firmato alcun accordo internazionale, e’ stata firmata una lettera di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il 24 febbraio Berlusconi e Sarkozy hanno presentato un accordo per costruire nuove centrali nucleari in Italia.<br />
Qualcuno ha commentato che finalmente il nostro paese si appresta a recuperare vent’anni di ritardo, causati dal famigerato referendum del 1987. In realtà Italia e Francia non hanno firmato alcun accordo internazionale, e’ stata firmata una lettera di intenti (per la precisione due memorandum of understanding) da Enel ed EDF con cui le due società si impegnano a “costruire una joint-venture paritetica che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione di 4 unità di generazione” (fonte ENEL). Pertanto si tratta di un accordo fra imprese che non prevede alcun impegno vincolante ed esclude qualsiasi penale nel caso che il progetto non vada in porto. Ma con la chiusura in Italia del nucleare, il referendum c’entra poco. Il referendum non bloccò alcunché in realtà: solo la centrale di Caorso non venne riavviata (era in fermo per il ricarico del combustibile), le altre erano vetuste e non economiche, già chiuse o destinate ad essere chiuse da Enel. Ricordiamo che quando si svolse il Referendum nel 1987, la centrale di Garigliano (CE) era già chiusa, quella di Borgo Sabotino era ferma dall’anno prima, quella di Trino era già stata fermata<br />
due volte (nel ‘67 e nel ‘79) per problemi tecnici. La verità è che il nucleare italiano non esisteva, per questo ci fu il referendum, ed era in crisi in tutto il mondo. &#8221; Leggi il resto nell&#8217;articolo allegato: &#8220;<a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2009/03/2009-volantone-per-fa-la-cosa-giusta-2009-definitivo.pdf">pronti a pagare il bidone nucleare?</a> &#8221;Dieci domande e dieci risposte che possono aiutarci a capire. Da &#8220;Fa la cosa giusta&#8221;, edizione 2009, conclusasi domenica 15 marzo.</p>
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