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Laicità come metodo, integrazione come obiettivo

Venerdì 26 febbraio alle ore 20.45 – Casa del Giovane – Via Gavazzeni 13 – Bergamo

Partecipano:

- DON ANDREA GALLO, Fondatore e animatore della Comunità San Benedetto al Porto di Genova

- CECILIA EDELSTEIN, Psicologa e terapeuta familiare, Presidente dell’Associazione Shinui di Bergamo

Introduce e modera: – MARCELLO SAPONARO, candidato del PD al Consiglio Regionale

Scalpellino al lavoro nella cava di pietra a Barge (Cuneo) Foto di Matt Corner per Terre di mezzo

Alle pendici del Monviso, oltre 1.700 cinesi tengono in piedi l’economia locale basata sull’estrazione della pietra: un business da 70 milioni di euro. L’inchiesta nel numero di gennaio di Terre di mezzo – street magazine, e un reportage fotografico realizzato in esclusiva per Terre di mezzo – street magazine  : gli uomini lavorano come scalpellini nelle cave di pietra, le donne nelle industrie agroalimentari. Grazie agli immigrati provenienti dalla Cina la quantità di pietra estratta è raddoppiata, da 200mila a 400mila tonnellate all’anno, e il business dell’oro grigio vale 70 milioni di euro.

Vedi in anteprima il reportage fotografico su: http://magazine.specialeterre.it/notizie/rubrica/17/articolo/1297/Nelle-Valli-del-Dragone

                                                                                                            Da l’Unità: phpThumb_generated_thumbnailjpg“Questa di oggi a Roma non è solo una manifestazione contro il razzismo e l’omofobia, è soprattutto una manifestazione di persone che sono stufe di essere tristi nell’Italia disillusa che ci vogliono propinare in Tv e nei talk show urlanti. L’Italia non è il luna park dei reality, l’Italia è una realtà plurale che sogna e ama. L’idea di un’Italia preistorica, fobica, che non fa ricerca, che aggredisce persone per il colore della pelle o la religione, che non investe sulla cultura, che fa marcire i suoi monumenti storici (vedi Pompei), che taglia la scuola, che taglia i salari, che arricchisce solo i più ricchi, che ingrassa la mafia, a noi non piace.  La polemica sui bambini figli di migranti nelle scuole è un segno nefasto dei nostri tempi tristi. Bambini stranieri? Ma se molti sono nati in Italia, di quali stranieri stiamo parlando? E a quelli davvero venuti da fuori come fai ad insegnare la lingua se hanno tagliato tutti i fondi per l’italiano? Invece di potenziare la scuola, di dare una mano agli insegnanti che devono fronteggiare sfide sempre nuove, di istituire corsi di formazione, si fa la propaganda antistraniero perché è più facile aizzare la gente attanagliata dalla crisi e dai problemi. Questo governo taglia le nostre vite, ci toglie ossigeno e ci fa respirare l’anidride carbonica dell’odio che non ci porterà tanto lontano. L’Italia plurale, di italiani, migranti, figli di migranti è una sfida che il nostro paese deve vincere per essere nel futuro alla pari, competitivo ed europeo. Dobbiamo creare un paese che investe sulla conoscenza reciproca, che crea servizi, che affronta le problematiche non con fatalismo ma con professionalità. La convivenza nonè facile. Nonè facile in una coppia che si ama, come non lo è in una città, in un paese. Ma chi soffia sul razzismo vuole solo vederci tristi, poveri e soli.”

Liberamente tratto da un articolo di Igiaba Sciego da l’”Unità” del 17 ottobre 2009