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	<title>Idee in Movimento &#187; Gelmini</title>
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	<description>il Blog di "Uniti per Sotto il Monte"</description>
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		<title>Da che &#8230;..cattedra!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 11:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Riporto volentieri un articoletto tratto da l&#8217;Unità&#8221; di oggi e che parla, tra altre cose, anche di scuola, argomento oggi più che mai d&#8217;attualità per molti e diversi motivi.  Sembra infatti che questo governo abbia dichiarato guerra alla scuola pubblica sventolando problemi finanziari e di bilancio. Di fatto credo che l&#8217;intento possa essere un altro, e dico quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riporto volentieri un articoletto tratto da l&#8217;Unità&#8221; di oggi e che parla, tra altre cose, anche di scuola, argomento oggi più che mai d&#8217;attualità per molti e diversi motivi.  Sembra infatti che questo governo abbia dichiarato guerra alla scuola pubblica sventolando problemi finanziari e di bilancio. Di fatto credo che l&#8217;intento possa essere un altro, e dico quale con le parole di un politico di un tempo e di un Paese diverso dal nostro, ma che dimostra come tanti governi passati e presenti abbiano avuto e hanno gli stessi ..&#8221;problemi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La cultura rende un popolo facile da governare, ma impossibile a ridursi in schiavitù&#8221;<br />
</strong>(Henry Peter Brougham, Lord Cancelliere del Regno Unito durante la prima metà del 1800)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Tornano i cattivi maestri&#8221;  di Maria Novella Oppo<br />
</strong>da: &#8220;l&#8217;Unità&#8221; del 26/6/2009<br />
&#8220;In testa buffi cappellini col pon pon, al collo un bavagliolo col pizzo: così si sono presentati alle telecamere i componenti della Corte dei conti, per comunicare che 60 miliardi di euro sperperati in corruzione servirebbero a sanare molte pecche della nostra pubblica amministrazione. Una denuncia espressa in costumi arcaici, che dovrebbe provocare lo sdegno e l’impegno dei membri del governo. Particolarmente del capo in testa, il quale, però, non può proprio permettersi di fare la morale a nessuno. E, travestita da madonnina infilzata, si è presentata in tv anche la Gelmini, unico ministro della pubblica istruzione al mondo che si vanta delle tante bocciature inflitte. E che, in coincidenza con gli esami di maturità, ha dichiarato sorridendo: «è finito il buonismo del 68». Infatti, con lei e Berlusconi è arrivato nella scuola il governo dei cattivi. Perché chi pretende di punire i bambini non dovrebbe essere né corrotto, né tanto meno corruttore.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, parlando di &#8217;68 e di movimento studentesco di allora e di oggi, riporto una intervista di Achille Serra, che non ha certo bisogno di presentazioni.                 <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/intervista-a-Achille-Serra.pdf">intervista a Achille Serra</a></p>
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		<title>Impariamo dai veri riformatori</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 18:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Riporto, segnalato da Carlo, un articolo apparso oggi sulla prima pagina dell&#8217;Unità. Se non si sapesse che Calamandrei ha formulato questa sua ipotesi nel 1950&#8230;&#8230; L&#8217;ipotesi di Calamandrei. &#8220;Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto, segnalato da Carlo, un articolo apparso oggi sulla prima pagina dell&#8217;Unità. Se non si sapesse che Calamandrei ha formulato questa sua ipotesi nel 1950&#8230;&#8230;</p>
<p>L&#8217;ipotesi di Calamandrei.</p>
<p>&#8220;Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.<br />
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.<span id="more-97"></span><br />
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.<br />
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.&#8221;</p>
<p>Piero Calamandrei, III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale – Roma 11 febbraio 1950</p>
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