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	<title>Idee in Movimento &#187; Economia</title>
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	<description>il Blog di "Uniti per Sotto il Monte"</description>
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		<title>Fiera/mercato del tessile ecologico, etico e sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 21:05:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo questa interessante iniziativa a Ponte San Pietro domenica 29 maggio 2011 (vedi volantino)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo questa interessante iniziativa a Ponte San Pietro domenica 29 maggio 2011 (<a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/PerFiloEPerSogno.pdf">vedi volantino</a>)</p>
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		<title>Incontro pubblico</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 16:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[Vorrei segnalare a coloro che vorrebbero &#8220;capire meglio&#8221;, lontano dagli &#8220;esperti&#8221; delle varie TV che spesso si contraddicono e che riescono a confondere anche le poche idee chiare che uno si fa spesso con il proprio ragionamento, un incontro pubblico sul tema: &#8220;CRISI FINANZIARIA O CRISI DEL LIBERISMO? Come difendere stipendi, risparmi, occupazione, servizi, beni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei segnalare a coloro che vorrebbero &#8220;capire meglio&#8221;, lontano dagli &#8220;esperti&#8221; delle varie TV che spesso si contraddicono e che riescono a confondere anche le poche idee chiare che uno si fa spesso con il proprio ragionamento, un incontro pubblico sul tema: <strong>&#8220;CRISI FINANZIARIA O CRISI DEL LIBERISMO? Come difendere stipendi, risparmi, occupazione, servizi, beni comuni ed il pianeta?&#8221; </strong>L&#8217;incontro si terrà a Bergamo presso il Centro La Porta in Viale Papa Giovanni XXIII n° 30 (Porta Nuova) il giorno <strong>Sabato 15 Novembre alle ore 14&#8217;30</strong>. I relatori saranno: Galapagos, Economista de Il Manifesto; Andrea Di Stefano, Economista e Direttore del mensile &#8220;Valori&#8221;, Banca Etica; Fabrizio Valli, attac Italia, forum dei Movimenti per l&#8217;acqua; Maurizio Zipponi, Direzione nazionale PRC-SE, già deputato e segretario della Fiom Brescia. L&#8217;incontro è organizzato da &#8220;La Sinistra&#8221; Forum Culturale e Politico della Sinistra Bergamasca.</p>
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		<title>Costo del lavoro e produttività</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 17:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Scritto da Giampietro Ferraris Da parecchio tempo non si sente dire altro (un po’ da tutte le parti purtroppo) che in Italia la produttività è troppo bassa, che i salari vanno aumentati solo se agganciati alla suddetta produttività dell’azienda, che i contratti nazionali hanno fatto la loro parte, ecc. Il massimo è stato raggiunto dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scritto da Giampietro Ferraris</p>
<p>Da parecchio tempo non si sente dire altro (un po’ da tutte le parti purtroppo) che in Italia la produttività è troppo bassa, che i salari vanno aumentati solo se agganciati alla suddetta produttività dell’azienda, che i contratti nazionali hanno fatto la loro parte, ecc.<br />
Il massimo è stato raggiunto dalla coincidenza di due proposte: la prima lanciata al convegno dei giovani industriali in quel di Santa Margherita, dove si invoca addirittura il “contratto individuale”, la seconda approvata dal consiglio dei ministri del lavoro europei, dove si propone all’assemblea l’aumento del lavoro per legge dalle attuali 48 ore settimanali a 60 ore. Dove andremo a finire?<span id="more-71"></span>So bene che le due proposte non vogliono ancora dire nulla in concreto, ma se ci aggiungiamo la recente scelta del governo di diminuire l’IRPEF sul lavoro straordinario, il disperato bisogno di denaro dei lavoratori, si comprende bene come la soluzione per poter guadagnare qualcosa in più sia quella di lavorare, come scelta individuale, fino allo sfinimento fisico, 10 ore al giorno, sabato e domenica, magari rimanendo vittima di un incidente a causa della stanchezza. Ovviamente chi non aderisce a questa scelta individuale perde il posto di lavoro.<br />
Che in Italia la produttività sia diminuita negli ultimi 7, 8 anni è un dato reale.<br />
Vi sembra che in questi ultimi anni i lavoratori si siano impigriti? Un qualsiasi osservatore neutrale potrebbe verificare che, a causa della sempre maggiore precarietà del lavoro, della concorrenza internazionale, Cina, India, della cosiddetta “delocalizzazione” degli impianti produttivi in Romania, eccetera, non solo dall’inizio secolo, ma da ben 25 anni in Italia si lavora di più e si guadagna di meno. Statistiche alla mano, dai primi anni 80 in poi, una immensa quantità di reddito si è spostata dal lavoro dipendente verso il lavoro autonomo, l’imprenditorialità, la rendita. Dall’abolizione della scala mobile, per la precisione. I lavoratori hanno fatto responsabilmente un passo indietro per frenare l’inflazione, ma sono stati gli unici a farlo, gli altri hanno continuato a far man bassa, complici governi che non hanno mai fatto una seria politica contro l’evasione fiscale.<br />
Quale è la causa quindi della nostra scarsa produttività? Sono proprio i “padroni”e che non investono nelle loro aziende per la ricerca e l’innovazione. E’ la relazione di Banca d’Italia ad affermarlo: La bassa crescita dell’economia italiana ha al primo posto la scarsa capacità di innovazione del sistema produttivo poiché l’aumento della flessibilità della forza lavoro, la fase di moderazione salariale e la crescita dei flussi migratori, hanno reso più conveniente per l’imprenditore l’impiego del fattore lavoro rispetto agli investimenti di capitale per l’innovazione. Infatti la spesa dell’impresa privata per l’innovazione e la ricerca in rapporto al prodotto è circa la metà della media europea.<br />
Ci siamo messi a far concorrenza alla Cina sul contenimento dei costi!<br />
Per forza che perdiamo.<br />
Non aspettiamoci poi di trovare le aziende colme dei soldi che hanno risparmiato in tutti questi anni: sono invece in gran parte sottocapitalizzate perché i guadagni se li sono intascati gli imprenditori, gli azionisti.<br />
La soluzione di tutto questo dovrebbe quindi essere un massiccio aumento salariale di tutti i lavoratori dipendenti, sganciandolo totalmente dalla produttività. Mi sembra una voce che grida nel deserto. Decisamente fuori dal coro.<br />
In realtà ai padroni non interessa affatto della produttività, per loro è solo un orpello; quello che vogliono è l’essenza: spendere poco e guadagnare molto. Come sempre.<br />
A riprova di quando scrivo, cito questo episodio di vita vissuta. Nella mia azienda abbiamo fatto circa 15 anni orsono un contratto integrativo che legava una quota molto alta del salario alla produttività e alla redditività (precursori!). Nel corso degli anni, anche in seguito a rilevanti ristrutturazioni questi due fattori sono migliorati moltissimo, tanto che il premio ad essi agganciato è aumentato sensibilmente.<br />
Non ci crederete, ma l’azienda, visto che la produttività costava, nell’ultimo contratto integrativo ha voluto ed ottenuto dopo diversi scioperi, che circa i due terzi della somma venissero mensilizzati in busta paga, legati all’inflazione, pur di non vederli aumentare al passo dei suoi guadagni. E non si trattava di un premio finto, per alcuni anni di scarsi profitti il premio di redditività era diminuito.</p>
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		<title>Corso accelerato di economia</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 21:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[avanzo primario]]></category>
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		<description><![CDATA[Alzi la mano chi non capisce nulla di economia? Vedo che siamo in tanti, io per primo! Poco male, molti italiani ignorano anche i principi fondamentali dell&#8217;economia moderna. Ma non sarebbe il caso di capirci qualcosa? Non varrebbe la pena, per seguire meglio i dibattiti elettorali (e post elettorali), acquisire una migliore padronanza di certi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alzi la mano chi non capisce nulla di economia? Vedo che siamo in tanti, io per primo! Poco male, molti italiani ignorano anche i principi fondamentali dell&#8217;economia moderna. Ma non sarebbe il caso di capirci qualcosa? Non varrebbe la pena, per seguire meglio i dibattiti elettorali (e post elettorali), acquisire una migliore padronanza di certi termini? PIL, avanzo primario &#8230;&#8230; cosa significano questi termini? Come influenzano l&#8217;economia italiana? Cosa hanno fatto i passati governi? E cosa faranno i futuri?</p>
<p>Tutto questo e molto di più è ben spiegato da <a href="http://quattrogattilse.googlepages.com/" title="Economia"><font size="5"><span style="font-size: 58%; font-family: Arial" lang="EN-GB">Fadi, Marco, Paolo, Salvatore &#8230;&#8230; cliccate qui e stupitevi di quanto sia semplice capire l&#8217;economia!</span></font></a></p>
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