ASSEMBLEA 23 GIUGNO – P.G.T. Sotto Il Monte
Eravamo rimasti all’assemblea di Novembre, quando ci presentaste le circa cento richieste pervenute; in quell’occasione condividemmo la posizione dell’amministrazione di non incrementare la popolazione dai 4.100 abitanti di oggi, a a superare il numero di 5.000 abitanti per i prossimi anni (già conteggiati con i piani non ancora realizzati del vecchio prg):
Sono invece superati, conteggiando le nuove costruzioni, ma non di molto: circa 200, quindi non riteniamo il numero degli abitanti la criticità di questo piano: valuteremo con il piano dei servizi come si farà fronte ai bisogni di tante persone..
2) altra posizione che condividemmo: sarebbero state respinte la gran parte delle richieste atte a rendere edificabili i terreni: sostanzialmente rispettata, per quanto riguarda il centinaio di richieste, ne saranno state accolte meno di 10.
Primo punto importantissimo: con quali criteri si sono accolte richieste e se ne sono scartate altre? Noi siamo d’accordo nel contenere al minimo le edificazioni, non fraintendiamo, ma è importante che tutti i cittadini abbiano ben chiari i criteri che si sono usati: non ci devono essere figli e figliastri. Credo che questa assemblea sia la sede giusta dove spiegare il criterio guida della selezione avvenuta.
Mi spiego: prendiamo ad esempio gli interventi 4,6,7,8,9, sostanzialmente assimilabili: costruzioni di modeste dimensioni, in zone pianeggianti, quindi non di particolare pregio ambientale, con dotazioni di parcheggi che sopperiscono a carenze di lottizzazioni del passato.
Ma, con quale motivazione si acconsente all’intervento 5, in collina, praticamente a 400 metri di altezza, l’unico in quelle condizioni ambientali? Io avrei tranquillamente detto no anche a quella, inserita nel Parco Collinare del PRG.
Veniamo ai tre piani più grandi ed importanti, se escludiamo gli interventi per l’industria.
Il grande intervento Corna (non nuovo) che si attacca a quello ancor più grande di Boarolo e Guardina, fa si che venga riempita di ville (probabilmente l’unica tipologia abitativa che gode di buon mercato di questi tempi) la vasta area verde ai piedi della collina, con il patto che quasi la metà di detta area divenga parco (una parte ovviamente dove non si poteva costruire per l’avvallamento, una parte ancora non identificata, e questa incertezza pesa nel giudizio).
Si sta parlando del nostro terreno più bello, che caratterizza la morfologia del nostro paese. Tra l’altro non risulta che nessuno abbia fatto richiesta per la zona Boarolo: si tratta quindi di una iniziativa dell’Amministrazione. In altre parole: non riuscendo a realizzare il grande parco su tutta l’area verde oggi esistente, ne realizzo una parte, non piccolissima, ma nemmeno grande, a costo zero. In cambio permetto di costruire.
Non siamo disposti allo scambio. Questo scambio è a perdere per la nostra collettività. Sia noi che il vostro gruppo aveva nel programma elettorale la realizzazione del parco, nessuno aveva nel programma la realizzazione delle ville. Se non si riesce ad avere tutto il parco subito, procediamo per gradi, acquisiamone e realizziamo solo una parte per ora, ma stabiliamo che il nostro scopo è quello di realizzarlo tutto nel tempo. La costruzione delle ville rende per sempre impraticabile questo sogno, il cemento è per sempre.
Passiamo all’altro grande intervento Catolari/Filanda, che verrà destinata ad uso pubblico, ma il 50% di incremento della volumetria è molto alto (anche se non molto chiaro, mancando una misura della volumetria degli edifici attuali). E’ vero che la Filanda verrà restaurata, ma rischia di rimanere nascosta tra i condomini che le si costruiranno a Sud e a Nord. Comprendiamo bene l’importanza del restauro della Filanda per la nostra comunità, ma bisogna avere chiari a quali funzioni verrà adibita.
Terzo grande intervento in zona Calestena: circa per metà alberghiero, l’altra metà ad uso sanitario/assistenziale: si tratta di una casa di riposo? Se per l’albergo la localizzazione può essere buona, la casa di riposo andrebbe collocata in una zona più confortevole (esempio Boarolo o Filanda) e non vicina al capannone che effettua lavorazioni maleodoranti ed inquinanti (come dichiarato dallo stesso sindaco di Carvico). Se si tratta di una casa di riposo, va inserita in un contesto adatto alle passeggiate, che meglio si presta anche alle relazioni con gli abitanti. Anche in questo caso, una struttura del genere è senz’altro utile ed in futuro, visto l’evolversi demografico della popolazione, ancor di più: ma nel nostro caso non nasce da una elaborazione dei bisogni, bensì per realizzare le aspettative economiche dell’imprenditore.
Manca il Piano delle Regole: determinante per dare una valutazione all’insieme, ma abbiamo visto che non vi è più l’inedificabilità all’interno del Parco Collinare, come previsto dallo scaduto PRG, sostituita dall’Area di Elevata Naturalità: cosa significa in concreto? I confini di prima e di dopo, quali sono? Senza aver chiaro tutto questo non è ancora possibile esprimere un parere definitivo, anche se quanto abbiamo compreso ci spinge ad un giudizio negativo: si continua con le costruzioni, senza sosta: sono davvero tante, se si sommano quelle dei piani precedenti ancora da realizzare e queste nuove, l’impatto risulta intollerabile per il nostro paese. Oltre tutto con tante costruzioni nuove, tutte quelle esistenti, cioè le nostre, perdono inevitabilmente di valore. La popolazione che aumenta crea bisogno di servizi nuovi e maggiori, l’immigrazione va governata. I problemi che si creano sono tanti.
A condizionare ed aggravare tutto questo la decisione di dimezzare il terreno nel plis: decisione non sostenuta da nessuna giustificazione scientifica / ambientale, senza coordinarsi con i comuni vicini, ma causata solo dalla ostinata volontà di rompere un giocattolo creato da amministrazioni di altra tendenza politica. Mi è piaciuta l’intervista a Longhi, ex sindaco di Terno, non certo di sinistra, che ho letto sul giornale di Merate ieri: mi auguro sia la prima di altre reazioni. Ovvio che i problemi di un bosco sono diversi da quelli dei prati, ma il parco ha proprio la funzione di collegarsi, tramite i corridoi ecologici, tra collina e pianura, tra l’Adda, il Brembo e il Parco dei Colli.
Non tirate fuori ancora la storiella di togliere la parte pianeggiante per seguire meglio quella collinare. Il 4 Giugno la regione ha convocato i comuni per illustrare l’erogazione di 38.000.000 di euro per il recupero degli ambiti rurali in Lombardia, dei quali 500.000 per il recupero del Borgo del Canto: non siete nemmeno andati alla riunione!
Faremo pervenire entro i tempi di legge le nostre osservazioni e proposte all’Amministrazione, allo scopo di parlarne nel futuro evolversi dell’iter PGT, sino a quando approderà al dibattito in Consiglio Comunale per l’approvazione.







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