Archivio per la Categoria Politica nazionale
Ieri è nato ufficialmente il comitato romano di Primo Marzo 2010. Chi frequenta Facebook lo trova all’indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=226827199283&ref=ts o, usando la ricerca per nome, digitando “Primo Marzo 2010 sciopero degli Stranieri – Gruppo di Roma”.
La mail di riferimento è: primomarzo2010roma@gmail.com
Ci risultano comitati in costituzione anche a Perugia, Prato, Imola e Palermo.
Palermo, in realtà, può già essere contattato all’indirizzo primomarzo2010palermo@gmail.com.
“Ieri è nato ufficialmente il comitato romano di Primo Marzo 2010. Chi frequenta Facebook lo trova all’indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=226827199283&ref=ts o, usando la ricerca per nome, digitando “Primo Marzo 2010 sciopero degli Stranieri – Gruppo di Roma”.
La mail di riferimento è: primomarzo2010roma@gmail.com
Questo gruppo nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, G2, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli.”
E’ con vera gioia che riporto questa notizia che mi ricollega con il mondo degli “umani”, in questo ultimo scorcio di 2009, e che mi autorizza a pensare che nonostante tutto il 2010 potrebbe anche essere l’anno della riscossa della ragione. L’ho tratta dal Blog di Civati, che ringrazio di cuore. http://civati.splinder.com. Riporto tale e quale perchè è perfetto così com’è.
“Non volete immigrat i tra i piedi? Benissimo: provare per credere. Che cosa accadrebbe se i 4 milioni di immigrati presenti in Italia incrociassero le braccia per un giorno? Cosa succederebbe se migliaia di infermieri, pizzaioli, muratori semplici e specializzati, saldatori, mulettisti, badanti, baby sitter, cassiere, capireparto, artisti, mediatori culturali ed educatori, addetti alle pulizie negli uffici, custodi e concierge, camerieri, operatori turistici, centralinisti, magazzinieri, operatori informatici, insegnanti, medici, politici, opinionisti, giornalisti…si fermassero tutti insieme? E cosa succederebbe se insieme a loro si fermassero studenti medi e universitari, casalinghe, liberi professionisti dell’edilizia, dei trasporti privati, dei settori dei servizi? (continua…)
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Scritto da: amministratore in Cultura, diritti umani, Economia, Edilizia e urbanistica, Politica nazionale, Scuola, Servizi sociali
Tags: autonomia locale, Federalismo, patto di stabilità, privatizzazioni, scuola pubblica
Da mesi ormai, zitta zitta, la maggioranza di Governo in Italia si da da fare per mettere “le mani in tasca” a tutti noi, facendo finta di fare il contrario. A cominciare dal patto di stabilità per i Comuni con più di 5000 abitanti (per il momento quindi Sotto il Monte non ha questo problema), fino ad arrivare alle privatizzazioni dei servizi pubblici e ai libri per le elementari. E’ notizia fresca, infatti, che dal 2010 i libri per la scuola elementare dovranno essere acquistati e pagati interamente dai genitori e/o dai comuni. Dall’abolizione dell’ICI in poi, è stata un’ascesa al Calvario per moltissimi comuni, costretti spesso ad aumentare le imposte comunali o ad istituire le cosiddette “tasse di scopo” per poter sopravvivere. Oppure, cosa molto frequente ormai, a basarsi quasi esclusivamente sulle entrate da oneri di urbanizzazione con conseguente fagocitamento di territorio. Ma andiamo con ordine. (continua…)
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Mobilitiamoci. Il No-B day si svolgerà il 5 dicembre e sarà troppo tardi: il parlamento avrà già fatto il danno.
Non una sola manifestazione nazionale, ma una bella manifestazione in ogni città d’Italia,…’dal basso’. Non è difficile, basta volerlo.
Si parte da Milano il 17 novembre, poi in tante città ci si ritroverà mercoledi 18 alle 18.
Hanno già aderito tra le altre Roma, Lecco, Varese, Monza, Mantova, Livorno, Piombino, Firenze, Prato, Pisa, Poggibonsi Oristano, Sassari, Assemini, Perugia, Torino, Biella, Nichelino, Udine, Macerata, Salerno e Bari e si aggiungono altre località con il susseguirsi delle ore.
A Bergamo ci troveremo venerdi 20 alle 18
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Veramente pensiamo che affidare a privati i servizi pubblici possa essere conveniente per i cittadini? Veramente pensiamo che le multinazionali abbiano come unico scopo il bene pubblico? Veramente pensiamo che non interessi loro fare prima di tutto profitto? Veramente pensiamo questo? Se lo pensiamo, allora prepariamoci a tutte queste belle novità. Ma se non lo pensiamo, allora dovremmo tutelarci a livello locale, come la legge ci permette di fare, ed evitare di sottometterci alle norme che questo Governo sta per varare.
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La politica dell’ ”acqua al migliore offerente”, argomento chiave del decreto-salva infrazioni votato e approvato ieri dal Senato, è stata arginata dall’emendamento PD inserito all’ultimo minuto nel testo: “L’acqua è di proprietà dello stato”: poche parole che però riescono nell’impresa di limitare la mercificazione selvaggia voluta dal ministro Ronchi, ideatore del decreto. La privatizzazione dell’acqua rappresenta un giro d’affari da 8 miliardi. Nonostante la modifica, il testo rimane potenzialmente pericoloso e rischia di spingere le aziende del settore ad una febbrile caccia all’oro che penalizzerebbe pesantemente i consumatori.
Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente ha sottolineato: ”Oggi in Senato con il voto del Pdl e della Lega viene resa obbligatoria la gestione dell’acqua: una scelta che va contro l’interesse dei cittadini e che non e’ dettata, come falsamente sostengono governo e maggioranza, da norme europee. Una scelta tanto piu’ grave nel caso del partito di Bossi e Calderoli, che in Padania coi suoi sindaci si batte per l’acqua bene pubblico e a Roma prende decisioni ultraliberiste. L’approvazione di un emendamento del Pd a firma Bubbico mette dei paletti alla privatizzazione, garantendo il rispetto della proprieta’ pubblica dell’acqua, come stabiliscono i principi comunitari. Nonostante questo, tuttavia, le norme approvate oggi dal Senato sono molto gravi. L’acqua e’ un bene comune, non e’ una merce e in base alla Costituzione la titolarita’ della sua gestione e’ in capo alle Regioni e agli enti locali. Prevedere non la possibilita’, ma l’obbligo entro 1 anno, di affidare a privati la gestione dei servizi pubblici vuol dire espropriare Regioni e Comuni del diritto-dovere di amministrare l’uso dell’acqua nell’interesse delle persone e delle comunita’, e apre la strada a un monopolio privato dell’acqua nelle mani di tre o quattro multinazionali”.

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Con un decreto del 10 settembre scorso (D.L. 135/09, art. 15) il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita
Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale
Si tratta di un provvedimento inaccettabile!
IMPEDIAMOLO ! FIRMA LA PETIZIONE CLICCANDO SUL LINK SOTTOSTANTE.
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133
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Ritengo cosa opportuna, dato la difficoltà di trovare spazio sui media per le opposizioni, dare comunicazione delle loro iniziative, soprattutto per quanto riguarda i morsi occupazionali della crisi. Chiunque abbia, anche e soprattutto a livello territoriale, notizie di proposte e/o iniziative in questo senso, potrà comunicarlo via mail al nostro indirizzo di posta, e verrà pubblicato su questo blog. Inizio con una interrogazione parlamentare del Partito Democratico riguardo la crisi in atto alla System Plast di Telgate. La riporto così come è stata pubblicata sul sito del Partito Democratico di Bergamo e provincia www.pdbergamo.it
“Con un’interrogazione parlamentare depositata oggi (08/10/2009) i deputati del Pd Antonio Misiani e Giovanni Sanga hanno sollecitato l’intervento del governo in relazione allo smantellamento delle attività produttive della System Plast di Telgate, in provincia di Bergamo. Secondo Misiani “la decisione della Emerson di spostare in Germania tutte le produzioni di Telgate è l’ennesima brutta notizia di un periodo molto difficile per l’economia e il lavoro in provincia di Bergamo. Questa delocalizzazione rischia di lasciare a casa cinquanta lavoratori e di impoverire ulteriormente il tessuto industriale di una zona già colpita dalla crisi. Per questo abbiamo chiesto l’interessamento del governo: è necessario salvaguardare la continuità produttiva dello stabilimento e tutelare i lavoratori coinvolti”.
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Come in tutta Italia, anche nei nostri paesi gli iscritti e i volontari si stanno impegnando per dare la possibilità a tutti coloro che lo ritengono importante, di esercitare la democrazia in presa diretta partecipando alle Primarie Partito Democratico. Nell’allegato si trovano tutte le indicazioni utili. E’ una occasione importante per poter finalmente esprimere in modo diretto la propria preferenza, e concorrere a far guidare il Partito Democratico da colui, tra i candidati, che riteniamo più adeguato. Un alto numero di votanti sarà un chiaro segnale all’attuale governo, atto a dimostrare che non tutti sono succubi e passivi di fronte alla sua crescente incapacità di far fronte ai tanti problemi che ogni giorno ogni cittadino italiano deve affrontare, nella quasi totale non curanza di chi dovrebbe, al contrario, tutelarli.
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Da l’Unità: “Questa di oggi a Roma non è solo una manifestazione contro il razzismo e l’omofobia, è soprattutto una manifestazione di persone che sono stufe di essere tristi nell’Italia disillusa che ci vogliono propinare in Tv e nei talk show urlanti. L’Italia non è il luna park dei reality, l’Italia è una realtà plurale che sogna e ama. L’idea di un’Italia preistorica, fobica, che non fa ricerca, che aggredisce persone per il colore della pelle o la religione, che non investe sulla cultura, che fa marcire i suoi monumenti storici (vedi Pompei), che taglia la scuola, che taglia i salari, che arricchisce solo i più ricchi, che ingrassa la mafia, a noi non piace. La polemica sui bambini figli di migranti nelle scuole è un segno nefasto dei nostri tempi tristi. Bambini stranieri? Ma se molti sono nati in Italia, di quali stranieri stiamo parlando? E a quelli davvero venuti da fuori come fai ad insegnare la lingua se hanno tagliato tutti i fondi per l’italiano? Invece di potenziare la scuola, di dare una mano agli insegnanti che devono fronteggiare sfide sempre nuove, di istituire corsi di formazione, si fa la propaganda antistraniero perché è più facile aizzare la gente attanagliata dalla crisi e dai problemi. Questo governo taglia le nostre vite, ci toglie ossigeno e ci fa respirare l’anidride carbonica dell’odio che non ci porterà tanto lontano. L’Italia plurale, di italiani, migranti, figli di migranti è una sfida che il nostro paese deve vincere per essere nel futuro alla pari, competitivo ed europeo. Dobbiamo creare un paese che investe sulla conoscenza reciproca, che crea servizi, che affronta le problematiche non con fatalismo ma con professionalità. La convivenza nonè facile. Nonè facile in una coppia che si ama, come non lo è in una città, in un paese. Ma chi soffia sul razzismo vuole solo vederci tristi, poveri e soli.”
Liberamente tratto da un articolo di Igiaba Sciego da l’”Unità” del 17 ottobre 2009
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