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	<title>Idee in Movimento &#187; Politica nazionale</title>
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	<description>il Blog di "Uniti per Sotto il Monte"</description>
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		<title>Risultati referendum 12 &#8211; 13 giugno</title>
		<link>http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/2011/06/14/risultati-referendum-12-13-giugno/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 20:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[Non accadeva da 15 anni: più del 50% degli aventi diritto ha votato per i quattro quesiti referendari, dando quindi efficacia al voto. Così i cittadini italiani si sono riappropriati della possibilità di decidere su temi importanti per il presente e soprattutto per il futuro. Riportiamo i risultati del voto nella scheda allegata e facciamo solo queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non accadeva da 15 anni: più del 50% degli aventi diritto ha votato per i quattro quesiti referendari, dando quindi efficacia al voto. Così i cittadini italiani si sono riappropriati della possibilità di decidere su temi importanti per il presente e soprattutto per il futuro.</p>
<p>Riportiamo i risultati del voto nella <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/Risultati-Referendum-20111.pdf">scheda allegata </a>e facciamo solo queste osservazioni: <span id="more-2568"></span></p>
<p><strong>A livello nazionale</strong>:</p>
<p>• Per tutti e quattro i quesiti, la percentuale di SI è stata superiore al 50% degli aventi diritto al voto, cioè più del 50% degli italiani (di sinistra, centro sinistra, centro, centro destra, destra) ha scelto di cancellare delle norme di legge volute e votate dall’attuale maggioranza. In altre parole, se anche tutti quelli che non sono andati ai seggi fossero andati a votare e avessero votato quattro NO, su tutti i quesiti i SI avrebbero comunque prevalso.</p>
<p>• Il quesito che ha avuto la percentuale maggiore di votanti e di SI è stato quello sulla tariffa dell’acqua (quando si toccano le tasche dei cittadini …).</p>
<p>• A sorpresa (?), il quesito che ha avuto la percentuale minore di SI è stato quello sul nucleare (ma non era quello che il governo temeva di più e ha fatto carte false per invalidarlo?).</p>
<p>• Un’altra sorpresa, forse, è stata la risposta al quesito sul legittimo impedimento (ha avuto più SI di quello sul nucleare).</p>
<p>“<em>Chi ha orecchi per intendere intenda</em>”  (e non vale solo per il governo Berlusconi).</p>
<p><strong>A livello locale</strong>:</p>
<p>• Sotto il Monte ha avuto una percentuale di votanti superiore a quella della media dei comuni della Provincia di Bergamo e della Regione Lombardia (non male come partecipazione).</p>
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		<title>Referendum 12-13 giugno 2011</title>
		<link>http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/2011/05/25/referendum-12-13-giugno-2011/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 20:46:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Abbiamo creato una pagina apposita, dove potete trovare informazioni, volantini, iniziative locali sui referendum del 12 e 13 giugno 2011. Fare clic qui per entrare nella pagina, oppure in alto a destra sulla parola &#8220;referendum&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo creato una pagina apposita, dove potete trovare informazioni, volantini, iniziative locali sui referendum del 12 e 13 giugno 2011.</p>
<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/193618400-1ae83102-0a8c-49ba-adb3-284859662d91.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2558" title="io vado a votare" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/193618400-1ae83102-0a8c-49ba-adb3-284859662d91.jpg" alt="" width="100" height="102" /></a>Fare <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/referendum/">clic qui </a>per entrare nella pagina, oppure in alto a destra sulla parola &#8220;referendum&#8221;</p>
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		<title>Pazienza, padani, prima o poi&#8230;&#8230;..</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 17:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[                                                                                                           http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=vignette&#38;autore=bandanax&#38;day=2010-05-31#17]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                                                           <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/bandanax_3689gif.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1940" title="bandanax_3689gif" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/bandanax_3689gif-210x300.gif" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=vignette&amp;autore=bandanax&amp;day=2010-05-31#17">http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=vignette&amp;autore=bandanax&amp;day=2010-05-31#17</a></p>
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		<title>Referendum acqua pubblica, raccolta firme a Terno d&#8217;Isola</title>
		<link>http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/2010/05/06/referendum-acqua-pubblica-raccolta-firme-a-terno-disola/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[volantino PD]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/A5-PD-acqua-pubblica-bg-.pdf">volantino PD</a><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/volantino-Terno-web.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1884" title="volantino Terno web" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/volantino-Terno-web.jpg" alt="" width="316" height="448" /></a></p>
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		<title>Un&#8217;altra Italia esiste &#8211; di Domenico Finiguerra</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 08:31:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[http://www.domenicofiniguerra.it/ &#8220;Con questa lettera mi rivolgo ai 1800 cittadini di Cassinetta di Lugagnano, ai frequentatori del mio sito internet, ai miei contatti sui social network, ai 30 mila aderenti alla Campagna Stop al Consumo di Territorio, ai 420 mila sostenitori dell’Acqua Pubblica, alle migliaia di persone che ho incontrato in incontri pubblici, conferenze e dibattiti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.domenicofiniguerra.it/">http://www.domenicofiniguerra.it/</a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Con questa lettera mi rivolgo ai 1800 cittadini di Cassinetta di Lugagnano, ai frequentatori del mio sito internet, ai miei contatti sui social network, ai 30 mila aderenti alla Campagna Stop al Consumo di Territorio, ai 420 mila sostenitori dell’Acqua Pubblica, alle migliaia di persone che ho incontrato in incontri pubblici, conferenze e dibattiti, ai miei colleghi, amministratori o politici.                                Negli ultimi 8 anni sono state molte le occasioni per scrivere, commentare, riflettere a voce alta.<br />
Ho condiviso con dei fantastici compagni di viaggio, il gruppo “Per Cassinetta”, protagonisti dell’esperienza di rinnovamento del nostro comune, l’orgoglio e l’onore di guidare Cassinetta di Lugagnano, la sua comunità e il suo territorio, nella difesa dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni, per la terra e per l’acqua.<br />
Ho condiviso la speranza e la volontà di contribuire alla costruzione di un futuro migliore e diverso per i nostri figli.<br />
Insieme alla mia giunta ho sempre manifestato pensieri e idee con la massima sincerità.<br />
Oggi, non posso non fare altrettanto.                                                                                                                                 Spesso i politici dicono e fanno cose con lo scopo di accattivarsi la simpatia dei cittadini elettori. Prestando molta attenzione a non urtare le sensibilità e le suscettibilità. Evitando scomodi argomenti che potrebbero far perdere qualche voto al loro partito.<span id="more-1844"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono stato eletto nel 2002 e riconfermato nel 2007 alla guida di una lista civica. Senza nessun legame con i partiti. Ma la mia storia personale e le mie idee mi collocano nella parte del campo che si contrappone (o sarebbe meglio dire dovrebbe farlo), all’attuale maggioranza di Governo guidata da Silvio Berlusconi e da Umberto Bossi.<br />
Per l’affetto o per il rispetto che devo a tutti i cittadini di Cassineta e a tutti coloro che mi seguono in rete o che mi hanno ascoltato in qualche sala pubblica, cinema o teatro, è per me indispensabile manifestare apertamente il mio pensiero rispetto alla deriva culturale e all’impoverimento civile che sta interessando l’Italia.                                                                                                                                                              Negli ultimi anni, lentamente, giorno dopo giorno, si è diffuso un amaro rancore preventivo nei confronti di chi è straniero, di chi professa altre religioni rispetto a quella cattolica, di chi è diventato nostro vicino di casa. “Andate via, a calci nel c…!”, “L’Italia agli Italiani!”,“Giù la mani dalle nostre donne, dal nostro lavoro, dal nostro crocifisso!”<br />
Quante volte abbiamo udito queste frasi? Alla televisione, alla radio o in comizi elettorali.                      Ma nelle ultime settimane l’accelerazione di questo processo e l’affermazione di prassi e comportamenti indegni di un paese che vuole definirsi civile, ha assunto un carattere davvero insopportabile. Ha cominciato a coinvolgere in maniera diretta i bambini. E cosa ancor più grave, per me, ha visto sindaci e assessori agitare spettri e propaganda per far venire ai cittadini la bava del livore alla bocca, sperando di interpretare questi istinti primordiali e alimentare così il proprio consenso.                                                                                                                                                                                        Un comune in Provincia di Verona ha lasciato a piedi i bambini (figli di stranieri) non in regola con il pagamento dello scuolabus. Così, se le porte del pulmino giallo si aprivano per taluni, per altri si chiudevano. “Tu sali! Tu resti giù!”                                                                                                                                       In un altro comune in Provincia di Brescia alcuni bambini (sempre figli di stranieri) non in regola con il pagamento della refezione sono stati lasciati a digiuno. Proprio così. Mentre i loro compagni venivano serviti con pastasciutta, bistecca e insalata, questi piccoli esseri umani si sono trovati davanti un semplice pezzo di pane e dell’acqua. Quando un imprenditore, volendo separare le sue responsabilità da quelle del suo sindaco, ha voluto saldare il debito per conto delle famiglie morose, gli sono giunti messaggi indispettiti, raccolte di firme contro la sua donazione. Perché? Perché si era azzardato a guastare il clima di ritorsione collettiva e vendicativa… a sporcarlo con un gesto di buona volontà?                                                                                                                                                                                        Una vergogna. Una vera e propria vergogna. Ho provato ad immaginare mio figlio, seduto ad un banchetto. L’ho immaginato guardare il suo compagno mangiare ed abbassare lo sguardo, umiliato, senza sapere perché. Ho provato ad immaginarlo con lo zainetto in spalla tornare mestamente e a piedi verso casa. Il capo chino e l’etichetta di diverso sulla giacchettina.                                                        Cari cittadini e cari amici, di fronte a questi episodi, cartine di tornasole di cosa è diventato il nostro paese, non posso tacere. Non posso non gridare il mio disprezzo umano e politico per chi nell’intento di ottenere voti e approvazione, non riuscendo a far pagare genitori morosi, si inorgoglisce nel prenderne a calci i figli. Si inorgoglisce. Invece di mettere in campo un’azione doverosa di recupero e verifica dell’evasione, cavalca tale occasione per raccogliere i frutti dall’albero dell’insofferenza diffusa.                                                                                                                                                                                               Io sento il dovere morale di dire e fare la mia parte. Innanzitutto non voltandomi, per opportunismo, dall’altra parte, diventando così complice. Corresponsabile morale di una classe politica di aspiranti gerarchi che cercano visibilità in un regime culturale fondato sulla ripugnanza, sull’egoismo e sulle povertà ideali e materiali. Sospinti da cittadini che hanno smarrito, sono stati spogliati o si sono liberati dei sentimenti di fraternità e pietà.                                                                                                                      Sul mio sito si parla molto di temi ambientali. Ma di fronte ai respingimenti in alto mare di donne e bambini in fuga dalla fame e dalla guerra, di fronte ai cadaveri di stranieri ammassati nel deserto libico perché non idonei ad avere un pezzo di carta, di fronte alle scene di razzismo e deportazione cui abbiamo assistito alcuni mesi fa a Rosarno, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di nucleare o risparmio energetico.                                                                                               Di fronte alle rivoltanti e spregevoli parole di politici che incitano alla caccia al diverso, sia esso musulmano, nero o omosessuale, di fronte a questa deriva barbarica, che sta gettando le basi, e forse ha già costruito, una società della violenza, dell’invidia e dell’iperindividualismo, di fronte agli sguardi di giustificazione (se non addirittura di approvazione) delle parole cariche di retorica razzista, di fronte ai fatti prodotti da un clima che ricorda quello preparatorio dei tempi bui del nazi-fascismo, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di inceneritori o autostrade.  Di fronte al degrado civile e morale del mio paese, l’Italia, che sta mostrando in questi giorni il suo lato peggiore, mi sento in dovere di manifestarvi tutto il mio disagio e la mia indignazione. Affinché tutti voi sappiate da che parte sto. Anche se, e ne sono consapevole, ciò comporterà da parte di alcuni di voi, ma spero di pochi, l’abbandono di sentimenti di simpatia nei miei confronti.                                   Ma ciò che io vi chiedo non è la simpatia. Osservando insieme a voi gli occhi di un bambino che implora pietà su un gommone o quelli di un uomo abbassato su una pianta di pomodori, ciò che io vi chiedo è la comprensione e la solidarietà, per loro.                                                                                                      Da pochi giorni è passata la Pasqua. La gran maggioranza di voi ha festeggiato la Resurrezione di Gesù. Lo stesso Gesù che se fosse nato oggi, in Italia, magari in una catapecchia della periferia milanese, non sarebbe stato salutato con riunioni di gioia e cori di giubilo, bensì con presidi di protesta e cori razzisti.<br />
Se siete credenti e cristiani e vi recate in chiesa tutte le domeniche, udirete parole che invitano all’amore. Ascoltatele.<br />
Non prestate orecchio a chi, ostentando un fazzoletto verde nel taschino o una spilletta con uno spadone puntato in alto, a pochi metri del sagrato della chiesa, vi indica come unica strada da percorrere quella della paura, dell’odio e dell’intolleranza.                                                                                    Pensate invece ai vostri figli e alle prossime generazioni. Cercate di non trasmettere sensazioni di lontananza rispetto a chi ha il colore della pelle diversa, a chi prega un dio diverso, a chi viene da un paese diverso. Perché non sarà né bello né piacevole per i vostri figli, vivere in un paese dove ci si guarda con diffidenza o indifferenza. Dove il pregiudizio annega ogni stimolo alla reciproca conoscenza. Dove il benessere individuale viene prima di ogni regola di giustizia sociale e collettiva. Forse non ho nessun diritto di dirvi tutto questo, e mi scuso se ciò è vissuto da parte vostra come una sorta di predica. Ma io sono un sindaco e, seppur piccolo, sono un rappresentante delle istituzioni ed è bene che i cittadini che rappresento e quelli che si soffermano ad ascoltare ciò che dico e propongo in rete, sappiano quali sono i sentimenti che si agitano nel mio cuore.                                                                 Io sto dalla parte delle sorelle e dei fratelli stranieri. Quelli che arrivano disperati in cerca di speranza. Quelli che muoiono di stenti implorando accettazione. Quelli che sono sfruttati senza ritegno da delinquenti e criminali. Quelli che tutti i giorni accompagnano i nostri figli a scuola, quelli che curano i nostri anziani e che cureranno noi tra qualche anno, quelli che lavano i nostri gabinetti, quelli che si sporcano le mani di grasso per noi.                                                                                                                                      Io sto dalla parte dei bambini che non hanno colpa o peccato e che, pur avendo un genitore che non vuole o magari semplicemente non può pagare la mensa scolastica, hanno comunque diritto, come tutti i bambini del mondo, alla serenità e a vedersi riconosciuti pari dignità e diritti dei loro compagni di banco.                                                                                                                                                                                           Io sto da questa parte e sarebbe bene che tutti, i piccoli e i grandi sindaci, gli assessori o i consiglieri comunali, le liste civiche, quelle democratiche, quelle progressiste, di centrosinistra o semplicemente di ispirazione civile o addirittura quelle di centrodestra che non condividono questa deriva di ostentata disumanità, così come i militanti, gli uomini di cultura, i blogger, i pastori, i cantanti, i contadini, i lavoratori, gli imprenditori,i cittadini, insomma tutti quelli che stanno da questa parte, liberassero i loro pensieri e li proponessero con fierezza, a dimostrare che esiste anche un’altra Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">domenico finiguerra<br />
sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Milano, Italia</p>
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		<title>Pianificazione territoriale e tutela dell&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 17:32:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/volantino-convegno-17-aprile3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1840" title="volantino convegno 17 aprile" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/volantino-convegno-17-aprile3.jpg" alt="" width="597" height="924" /></a></p>
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		<title>Due riflessioni dopo il voto</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 20:48:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scritto da Luciano Benini  1 aprile 2010  http://www.benecomune.it/ Prima Riflessione: la Democrazia Dall’inizio dell’umanità fino a 30 anni fa, la struttura di tutte le società era composta da una grande base (proletari, popolo, salariati, braccianti, operai, ecc.), un piccola parte intermedia (borghesia, classe media, benestanti, ecc.) e una piccolissima quota al vertice della piramide (ricchi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Scritto da <a title="Articoli scritti da: Luciano Benini" href="http://www.benecomune.it/author/luciano/"><span style="color: #000000;">Luciano Benini</span></a><span style="color: #000000;"> </span> 1 aprile 2010  <a href="http://www.benecomune.it/">http://www.benecomune.it/</a></h3>
<p><strong>Prima Riflessione: la Democrazia</strong></p>
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<p style="text-align: justify;">Dall’inizio dell’umanità fino a 30 anni fa, la struttura di tutte le società era composta da una grande base (proletari, popolo, salariati, braccianti, operai, ecc.), un piccola parte intermedia (borghesia, classe media, benestanti, ecc.) e una piccolissima quota al vertice della piramide (ricchi, aristocrazia, ecc.). In società strutturate in questo modo, la democrazia (una testa un voto) è stato uno straordinario strumento di governo equo e solidale, perchè la base sociale che sta peggio essendo molto più numerosa del resto ha potuto decidere da chi farsi governare e come.<br />
Pur con motivazioni e ideologie diverse, se ci pensiamo bene fino alla fine degli anni ‘70 quasi tutti i partiti rappresentati in parlamento (DC, PCI, PSI) avevano politiche e sensibilità a favore di quella grande base popolare che stava peggio. Ma nelle società ricche e industrializzate, come è divenuta l’Italia dall’inizio degli anni ‘80, la struttura sociale non è più questa. La base che sta peggio, che fa fatica ad arrivare a fine mese, che è socialmente emarginata, non raggiunge il 20%, il 75% galleggia in una zona intermedia e un 5% è ricco e potente. <span id="more-1816"></span>Chi si trova ormai in quel 75% vuole difendere il suo status acquisito ad ogni costo, ed anzi sogna di poter accedere a quel 5% di superprivilegiati. Berlusconi lo ha intuito proprio all’inizio degli anni ‘80, e ha costruito le sue televisioni proprio per venir incontro alle esigenze di quel 75%: ha offerto loro il sogno di poter scalare ulteriormente la piramide sociale, senza alcuno scrupolo per chi non ce la fa che anzi è stato rappresentati come “sfigato”, “sfaccendato”, “incapace”, “improduttivo”. 30 anni di televisione con questi modelli culturali hanno ormai inciso profondamente sull’immaginario collettivo, e chi si trova ad avere un minimo benessere economico non guarda più a chi sta peggio con i principi dell’art. 2 della Costituzione (”La Repubblica … richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”) ma prova disprezzo e menefreghismo nei confronti di chi sta peggio (poveri, zingari, immigrati, ecc.). L’enorme potere mediatico di Berlusconi gli ha consentito, non tanto con i telegiornali ma con tutte le altre trasmissioni di “intrattenimento”, di far passare nella gente una serie di bugie che, ripetute mille volte, sono ormai diventate verità: la violenza dilaga a causa degli immigrati (invece la delinquenza violenta è in costante diminuzione dal dopoguerra ad oggi), l’immigrato stupra le nostre donne (invece gli italiani stuprano, in percentuale, il doppio degli immigrati), i suoi governi fermano l’immigrazione e quelli di sinistra la favoriscono (invece non solo non è vero che gli sbarchi in mare siano finiti ma va detto che gli immigrati arrivano per meno del 10% via mare, quindi fermare gli sbarchi è del tutto marginale) e via dicendo.<br />
Berlusconi è anche riuscito a far credere alla gente che lui diminuisce le tasse (anche questo non è vero perchè nell’ultimo anno la pressione fiscale è aumentata) e che diminuire le tasse è una cosa buona. Invece la diminuzione delle tasse conviene solamente a quell’1% che dichiara più di 100 mila Euro all’anno, e che i servizi sociali e sanitari se li può pagare senza il contributo dello Stato. Berlusconi ha poi eliminato l’ICI sulla prima casa ed anche la tassa di successione, due decisioni che hanno avuto un grande consenso popolare anche se sono state utili solamente a quell’1% di supericchi: se ci fosse ancora l’ICI sulla prima casa e la tassa di successione, oggi avremmo una gran quantità di denaro a favore di chi ha perso il lavoro. Verrebbe da pensare che quel 75% sia molto arrabbiato con Berlusconi perchè il poco vantaggio fiscale avuto con l’eliminazione dell’ICI e della tassa di successione ora viene pagato con meno servizi pubblici ed una diffusissima precarietà: ed invece gran parte di quel 75% vota ancora Berlusconi e Lega sia per ignoranza ma anche perchè continua ad avere il sogno di entrare nella stanza dei supericchi, dove avere quei privilegi non è più, purtroppo, motivo di vergogna ma di vanto.<br />
Non è un caso che in questo stato di agonia della democrazia, vi sia il crollo del voto. A Fano alle regionali dell’altro giorno 45 cittadini su 100 non sono andati a votare o non hanno espresso un voto valido: per me questo è il segnale che la democrazia è finita, invece per i partiti è il segno che la nostra democrazia è matura, perchè negli Stati dove la democrazia è solida va a votare poco più della metà della gente.<br />
Dove lavorare allora? In quella parte del 75% che potrebbe ravvedersi? In quel 45% che non esprime più un voto?<br />
Mi fermo qui, ma ragioniamo assieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Luciano Benini</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Seconda riflessione: la Lega</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Lega è il partito più pagano, quello più lontano dal Vangelo, eppure ha la sfrontatezza di definirsi difensore dei valori cattolici.<br />
La Lega vuole il federalismo fiscale: Zaia, che pure è stato uno dei migliori ministri dell’agricoltura che l’Italia abbia avuto negli ultimi decenni, ha detto che i 12 miliardi di tasse che i veneti pagano dovranno rimanere tutti in Veneto. Principio non solo antievangelico, perchè assomiglia tanto al ricco epulone che non vuole che neppure le briciole vadano al povero Lazzaro, ma del tutto anticostituzionale, sia in relazione all’art. 2 (”La Repubblica … richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”) che dell’art. 119 laddove si dice che le Regioni utilizzano le proprie imposte per le funzioni loro attribuite, e quindi non per le funzioni di competenza statale. Comunque prendo in parola la Lega: prima però i Veneti vadano in Calabria e i Calabresi in Veneto, e poi vediamo se la Lega vuole ancora il federalismo fiscale in una Regione dove i Veneti si troveranno senza infrastrutture (strade, autostrade, ferrovie, linee elettriche), senza industrie e senza lavoro ma in compenso strangolati dalla più potente mafia al mondo, la ‘ndrangheta. E non si dica che anche il Veneto nel dopoguerra era povero, il che è verissimo, perchè comunque si trovava in una zona d’Italia ricca di infrastrutture e di potenzialità, circondata da regioni ricche e senza mafia.<br />
La Lega poi vuole cacciare tutti gli immigrati: bene, anche in questo caso li prendo in parola. Perchè è vero che gli immigrati tolgono posti nelle case popolari, negli asili nidi, negli ospedali, ecc.. Dunque, fuori tutti. Fuori però anche le badanti, fuori anche tutti coloro, e sono ormai milioni, che fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare. E fuori soprattutto tutte le fonti energetiche e le materie prime “immigrate”, che provengono cioè da quegli stessi paesi degli immigrati. Per 50 anni abbiamo costruito il miracolo economico italiano accettando un sistema economico ingiusto, basato sulla “trinità satanica” (Alex Zanotelli) Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, che ci ha permesso di rapinare il Sud del mondo senza che nessun leghista avesse niente da dire. Adesso che i giovani di quei paesi rapinati cercano un futuro dignitoso per se e per i propri cari proprio in quei paesi dove sono finite le loro materie prime e le loro fonti energetiche, la Lega dice STOP. Troppo facile così. Stop agli immigrati ma stop anche alle loro materie prime e fonti energetiche, poi vediamo se i leghisti sono ancora d’accordo.<br />
Purtroppo sia sulla prima questione, il federalismo fiscale, che sulla seconda, gli immigrati, la sinistra (non tutta) ha solo dato risposte generiche e vaghe, favorendo la politica di pancia della Lega.</p>
<p style="text-align: justify;">Luciano Benini</p>
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		<title>I martiri, l&#8217;amore vero e le elezioni</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 23:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 24 marzo 1947- approvazione dell&#8217;art 11 della nostra Costituzione: &#8220;L&#8217;Italia ripudia la guerra&#8221; 24 marzo 2010 &#8211; don Renato Sacco http://www.peacelink.it/mosaico/i/278.html È il 24 marzo. È il giorno della preghiera e del digiuno per i missionari martiri. Il cuore e la mente vanno ai tanti martiri e, primo fra tutti, al vescovo Romero, assassinato 30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> 24 marzo 1947- approvazione dell&#8217;art 11 della nostra Costituzione: &#8220;L&#8217;Italia ripudia la guerra&#8221;</p>
<p style="text-align: left;">24 marzo 2010 &#8211; don Renato Sacco <a href="http://www.peacelink.it/mosaico/i/278.html">http://www.peacelink.it/mosaico/i/278.html</a></p>
<p style="text-align: justify;">È il 24 marzo. È il giorno della preghiera e del digiuno per i missionari martiri. Il cuore e la mente vanno ai tanti martiri e, primo fra tutti, al vescovo Romero, assassinato 30 anni fa a San Salvador, mentre celebrava la messa. Il giorno prima aveva detto durante l&#8217;omelia: &#8220;In nome di Dio e in nome di questo popolo sofferente i cui lamenti salgono al cielo sempre più tumultuosi, vi supplico, vi prego, vi ordino in nome di Dio: basta con la repressione!&#8221;. Ma subito la cronaca mi porta, come un pugno allo stomaco, alla realtà dei nostri giorni di campagna elettorale. Ai toni pesanti, agli insulti, altro che amore che vince l&#8217;odio! <span id="more-1773"></span>A partire dal presidente del Consiglio che offende pesantemente la candidata donna, attuale presidente della Regione Piemonte, come del resto aveva già fatto con l&#8217;on. Bindi, e anche con le donne albanesi, per le quali, se belle &#8220;possiamo fare un&#8217;eccezione&#8221; nei confronti dei criminali che le portano in Italia. C&#8217;è poco da ridere! C&#8217;è da preoccuparsi, molto! Se poi aggiungiamo il clima che respiriamo di populismo, di superficialità, ci accorgiamo che non c’è una riflessione di fondo, ma un parlare alla pancia della gente, un cavalcare e aumentare le paure, l&#8217;aggressività. Lo abbiamo sentito più volte, anche qualche giorno fa, da parte del sindaco di Novara, candidato nella lista dell&#8217;on Cota, nei confronti della Caritas che aiuta i clandestini. Certo, per il primo cittadino di Novara, l&#8217;ambiente del CdA di Alenia di cui fa parte deve risultare un po&#8217; diverso da quello della Caritas, che ci ricorda la crisi, i poveri (stranieri e italiani), le fatiche, le sofferenze. È più semplice alzare i toni, aggredire e non riflettere, non affrontare le situazioni reali e comportarsi come ha fatto l&#8217;on. Cota qualche mese fa rispondendo così ad alcune mie sollecitazioni: &#8220;Le sue lettere non meritano risposta&#8230;&#8221;. Si, non c&#8217;è proprio niente da ridere. C&#8217;è da preoccuparsi, molto! Perchè i valori cristiani, le &#8220;nostre&#8221; radici, vengono, anche in questi giorni, tirati per la giacchetta, utilizzati come &#8216;armi&#8217; per la campagna elettorale. Si difendono i crocifissi di legno&#8230; e si calpestano i crocifissi in carne e ossa. Non è così che si difende la vita. Non è con lo scontro, con i giochini su internet contro i barconi di disperati che fuggono dai Paesi in guerra. Non è questo l&#8217;amore vero. Mi ricordava in questi giorni un caro amico, anziano e saggio, che l&#8217;amore vero, non quello degli striscioni, non ha bisogno dell&#8217;odio per esistere. La grandezza dell&#8217;amore non viene dalla contrapposizione con l&#8217;odio. L&#8217;amore&#8230; è! Punto e basta. E se proprio non si riesce a usare il cuore, al posto della pancia, sarebbe già un successo usare il cervello, il ragionamento, il buon senso. Credo allora che sia interessante e curioso nello stesso tempo, ricordare che la data di oggi vede alcuni importanti anniversari da non dimenticare: 24 marzo 1944: eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma 24 marzo 1980: assassinio del vescovo Romero a San Salvador 24 marzo 1999: inizio bombardamenti Nato contro Serbia e Kossovo E, infine, una data che forse pochi conoscono. Possa essere un richiamo alla speranza e un rinnovato impegno per i politici e per tutti noi: 24 marzo 1947: approvazione dell&#8217;art 11 della nostra Costituzione: &#8216;L&#8217;Italia ripudia la guerra&#8217;.</p>
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		<title>Giornata mondiale dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 15:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[dossier acqua 2010]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazione acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri c&#8217;è stata la Giornata Mondiale dedicata all&#8217;acqua. Peccato che l&#8217;attenzione in Italia sia tutta convergente verso una campagna elettorale &#8220;sbalenga&#8221;, piena di bugie, raffazzonamenti, piazze mezze piene e mezze vuote, parole vuote,  slogans, speranze ingannevoli, coretti e parole d&#8217;ordine. Oltre ovviamente ad &#8220;intrusioni&#8221; ecclesiastiche contro l&#8217;aborto con relativa chiamata alle armi pro salvatori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri c&#8217;è stata la Giornata Mondiale dedicata all&#8217;acqua. Peccato che l&#8217;attenzione in Italia sia tutta convergente verso una campagna elettorale &#8220;sbalenga&#8221;, piena di bugie, raffazzonamenti, piazze mezze piene e mezze vuote, parole vuote,  slogans, speranze ingannevoli, coretti e parole d&#8217;ordine. Oltre ovviamente ad &#8220;intrusioni&#8221; ecclesiastiche contro l&#8217;aborto con relativa chiamata alle armi pro salvatori del genere umano. Peccato che nessun ecclesiastico, a parte Padre Zanotelli e pochi altri, spendano una sola parola per i bambini già nati ma che a milioni ogni anno muoiono per mancanza di acqua potabile.  Spostiamo l&#8217;attenzione sulla realtà, lasciando le promesse di miracolose guarigioni e le crociate opportunistiche al posto che meritano. Vi propongo, per informazione, la lettura del <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/dossier_acqua_2010.pdf">dossier_acqua_2010</a>, specialmente da pag. 7 a pag. 11. E&#8217; uno studio di organizzazioni che nulla hanno a che fare con la politica o la religione, e non ne sono quindi minimamente influenzate, ne&#8217; nel bene, ne&#8217; nel male.  </p>
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		<title>La memoria troppo corta della Lega</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 08:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>

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		<description><![CDATA[a Arcoiris del 15 marzo 2010. Sito www.dongiorgio.it &#8220;Caro Berlusconi, lo Stato non sei tu: pensi solo alle tue tv e al potere personale&#8221; di Umberto Bossi &#8220;Il tuo governo non è il governo dei cambiamenti, ma un governo di conflitti con la magistratura e i sindacati; un governo del controllo dell’informazione. Con quali diritti pretendi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<p>a Arcoiris del 15 marzo 2010. Sito www.dongiorgio.it</p>
<p><strong>&#8220;Caro Berlusconi, lo Stato non sei tu: pensi solo alle tue tv e al potere personale&#8221;</strong></p>
<p>di Umberto Bossi</p>
<p><em>&#8220;Il tuo governo non è il governo dei cambiamenti, ma un governo di conflitti con la magistratura e i sindacati; un governo del controllo dell’informazione. Con quali diritti pretendi di interpretare la Costituzione? Dopo di te non c’è il diluvio”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parole di Bossi, quando fece cadere il governo Berlusconi. Perchè 16 anni dopo ha cambiato idea?</strong></p>
</div>
<div><strong>Tratto dal discorso alla Camera di Umberto Bossi 21 dicembre 1994</strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>….”La Lega decise di aderire al Governo Berlusconi, superando le legittime resistenze di suoi elettori e della totalità dei suoi militanti verso l’inquinante contiguità con la frangia fascista missina considerando prioritariamente l’esigenza di garantire la governabilità del paese. La nostra fu una scelta che non era conseguente ad alcun accordo elettorale precedente. La Lega aveva sempre ribadito a Berlusconi che mai e poi mai avrebbe potuto governare con il trasformismo fascista, che mai e poi mai avrebbe stretto accordi elettorali con alleanza nazionale, onorevole Presidente, il partito neoassistenzialista e “democratico” (lo metto tra virgolette, considerando la vischiosità delle origini e l’oscurità del progredire di tale partito, direi del trasmutare di questi ultimi anni).”</em></div>
<div id="_mcePaste">(Ndr: L’intero intervento del senatore Bossi , del quale fa parte questo stralcio, è stato rimosso dal sito web della Lega)</div>
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