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	<title>Idee in Movimento &#187; Economia</title>
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	<description>il Blog di "Uniti per Sotto il Monte"</description>
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		<title>Fiera/mercato del tessile ecologico, etico e sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 21:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo questa interessante iniziativa a Ponte San Pietro domenica 29 maggio 2011 (vedi volantino)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo questa interessante iniziativa a Ponte San Pietro domenica 29 maggio 2011 (<a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/PerFiloEPerSogno.pdf">vedi volantino</a>)</p>
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		<title>PGT: le osservazioni del gruppo “Uniti per Sotto il Monte” presentate dal capogruppo Giampietro Ferraris</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 09:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA 23 GIUGNO – P.G.T. Sotto Il Monte Eravamo rimasti all’assemblea di Novembre, quando ci presentaste le circa cento richieste pervenute; in quell’occasione condividemmo la posizione dell’amministrazione di non incrementare la popolazione dai 4.100 abitanti di oggi, a a superare il numero di 5.000 abitanti per i prossimi anni (già conteggiati con i piani non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ASSEMBLEA 23 GIUGNO – P.G.T. Sotto Il Monte</p>
<p style="text-align: justify;">Eravamo rimasti all’assemblea di Novembre, quando ci presentaste le circa cento richieste pervenute; in quell’occasione condividemmo la posizione dell’amministrazione di non incrementare la popolazione dai 4.100 abitanti di oggi, a a superare il numero di 5.000 abitanti per i prossimi anni (già conteggiati con i piani non ancora realizzati del vecchio prg):</p>
<p style="text-align: justify;">Sono invece superati, conteggiando le nuove costruzioni, ma non di molto: circa 200, quindi non riteniamo il numero degli abitanti la criticità di questo piano: valuteremo con il piano dei servizi come si farà fronte ai bisogni di tante persone..</p>
<p style="text-align: justify;">2) altra posizione che condividemmo: sarebbero state respinte la gran parte delle richieste atte a rendere edificabili i terreni: sostanzialmente rispettata, per quanto riguarda il centinaio di richieste, ne saranno state accolte meno di 10.</p>
<p style="text-align: justify;">Primo punto importantissimo: con quali criteri si sono accolte richieste e se ne sono scartate altre?  Noi siamo d’accordo nel contenere al minimo le edificazioni, non fraintendiamo, ma è importante che tutti i cittadini abbiano ben chiari i criteri che si sono usati: non ci devono essere figli e figliastri. Credo che questa assemblea sia la sede giusta dove spiegare il criterio guida della selezione avvenuta.<span id="more-1966"></span><br />
Mi spiego: prendiamo ad esempio gli interventi 4,6,7,8,9, sostanzialmente assimilabili: costruzioni di modeste dimensioni, in zone pianeggianti, quindi non di particolare pregio ambientale, con dotazioni di parcheggi che sopperiscono a carenze di lottizzazioni del passato.<br />
Ma, con quale motivazione si acconsente all’intervento 5, in collina, praticamente a 400 metri di altezza,  l’unico in quelle condizioni ambientali? Io avrei tranquillamente detto no anche a quella, inserita nel Parco Collinare del PRG.</p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo ai tre piani più grandi ed importanti, se escludiamo gli interventi per l’industria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il grande intervento Corna (non nuovo) che si attacca a quello ancor più grande di Boarolo e Guardina, fa si che venga riempita di ville (probabilmente l’unica tipologia abitativa che gode di buon mercato di questi tempi) la vasta area verde ai piedi della collina, con il patto che quasi la metà di detta area divenga parco (una parte ovviamente dove non si poteva costruire per l’avvallamento, una parte ancora non identificata, e questa incertezza pesa nel giudizio).<br />
Si sta parlando del nostro terreno più bello, che caratterizza la morfologia del nostro paese. Tra l’altro non risulta che nessuno abbia fatto richiesta per la zona Boarolo: si tratta quindi di una iniziativa dell’Amministrazione. In altre parole: non riuscendo a realizzare il grande parco su tutta l’area verde oggi esistente, ne realizzo una parte, non piccolissima, ma nemmeno grande, a costo zero. In cambio permetto di costruire.<br />
Non siamo disposti allo scambio. Questo scambio è a perdere per la nostra collettività. Sia noi che il vostro gruppo aveva nel programma elettorale la realizzazione del parco, nessuno aveva nel programma la realizzazione delle ville. Se non si riesce ad avere tutto il parco subito, procediamo per gradi, acquisiamone e realizziamo solo una parte per ora, ma stabiliamo che il nostro scopo è quello di realizzarlo tutto nel tempo. La costruzione delle ville rende per sempre impraticabile questo sogno, il cemento è per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo all’altro grande intervento Catolari/Filanda, che verrà destinata ad uso pubblico, ma il 50% di incremento della volumetria è molto alto (anche se non molto chiaro, mancando una misura della volumetria degli edifici attuali). E’ vero che la Filanda verrà restaurata, ma rischia di rimanere nascosta tra i condomini che le si costruiranno a Sud e a Nord. Comprendiamo bene l’importanza del restauro della Filanda per la nostra comunità, ma bisogna avere chiari a quali funzioni verrà adibita.</p>
<p style="text-align: justify;">Terzo grande intervento in zona Calestena: circa per metà alberghiero, l’altra metà ad uso sanitario/assistenziale: si tratta di una casa di riposo? Se per l’albergo la localizzazione può essere buona, la casa di riposo andrebbe collocata in una zona più confortevole (esempio Boarolo o Filanda) e non vicina al capannone che effettua lavorazioni maleodoranti ed inquinanti (come dichiarato dallo stesso sindaco di Carvico). Se si tratta di una casa di riposo, va inserita in un contesto adatto alle passeggiate, che meglio si presta anche alle relazioni con gli abitanti. Anche in questo caso, una struttura del genere è senz’altro utile ed in futuro, visto l’evolversi demografico della popolazione, ancor di più: ma nel nostro caso non nasce da una elaborazione dei bisogni, bensì per realizzare le aspettative economiche dell’imprenditore.</p>
<p style="text-align: justify;">Manca il Piano delle Regole: determinante per dare una valutazione all’insieme, ma abbiamo visto che non vi è più l’inedificabilità all’interno del Parco Collinare, come previsto dallo scaduto PRG, sostituita dall’Area di Elevata Naturalità: cosa significa in concreto? I confini di prima e di dopo, quali sono? Senza aver chiaro tutto questo non è ancora possibile esprimere un parere definitivo, anche se quanto abbiamo compreso ci spinge ad un giudizio negativo: si continua con le costruzioni, senza sosta: sono davvero tante, se si sommano quelle dei piani precedenti ancora da realizzare e queste nuove, l’impatto risulta intollerabile per il nostro paese.  Oltre tutto con tante costruzioni nuove, tutte quelle esistenti, cioè le nostre, perdono inevitabilmente di valore. La popolazione che aumenta crea bisogno di servizi nuovi e maggiori, l’immigrazione va governata. I problemi che si creano sono tanti.<br />
A condizionare ed aggravare tutto questo la decisione di dimezzare il terreno nel plis: decisione non sostenuta da nessuna giustificazione scientifica / ambientale, senza coordinarsi con i comuni vicini, ma causata solo dalla ostinata volontà di rompere un giocattolo creato da amministrazioni di altra tendenza politica. Mi è piaciuta l’intervista a Longhi, ex sindaco di Terno, non certo di sinistra, che ho letto sul giornale di Merate ieri: mi auguro sia la prima di altre reazioni. Ovvio che i problemi di un bosco sono diversi da quelli dei prati, ma il parco ha proprio la funzione di collegarsi, tramite i corridoi ecologici, tra collina e pianura, tra l’Adda, il Brembo e il Parco dei Colli.<br />
Non tirate fuori ancora la storiella di togliere la parte pianeggiante per seguire meglio quella collinare. Il 4 Giugno la regione ha convocato i comuni per illustrare l’erogazione di 38.000.000 di euro per il recupero degli ambiti rurali in Lombardia, dei quali 500.000 per il recupero del Borgo del Canto: non  siete nemmeno andati alla riunione!<br />
Faremo pervenire entro i tempi di legge le nostre osservazioni e proposte all’Amministrazione, allo scopo di parlarne nel futuro evolversi dell’iter PGT, sino a quando approderà al dibattito in Consiglio Comunale per l’approvazione.</p>
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		<title>Bollettino del Comitato per il Parco del Monte Canto e del Bedesco</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 13:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[www.comitatomontecanto.it info@comitatomontecanto.it &#8220;Abbiamo deciso di rendere pubbliche, attraverso il nostro sito, le relazioni presentate nelle assemblee promosse finora dal nostro Comitato; lo scopo è quello di consentire a tutti di esaminarle e riflettere su alcuni aspetti fondamentali legati al progetto del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Monte Canto e del Bedesco. L&#8217;assemblea del 16 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Assemblea-a-Pontida1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1963" title="Assemblea a Pontida1" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Assemblea-a-Pontida1-300x137.jpg" alt="" width="300" height="137" /></a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.comitatomontecanto.it">www.comitatomontecanto.it</a><br />
<a href="mailto:info@comitatomontecanto.it">info@comitatomontecanto.it</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Abbiamo deciso di rendere pubbliche, attraverso il nostro sito, le relazioni presentate nelle assemblee promosse finora dal nostro Comitato; lo scopo è quello di consentire a tutti di esaminarle e riflettere su alcuni aspetti fondamentali legati al progetto del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Monte Canto e del Bedesco.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;assemblea del 16 giugno scorso a Sotto il Monte è stata un successo, come per le altre assemblee. In particolare è stata votata a larghissima maggioranza la mozione presentata nell&#8217;assemblea di Pontida e disponibile nel nostro sito. Quella mozione è già stata inviata a tutti i Sindaci dei dieci Comuni del PLIS e a tutte le Segreterie degli stessi Comuni, con la richiesta che esse facessero avere una copia a tutti i Consiglieri.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nella stessa assemblea di Sotto il Monte sono state avanzate diverse proposte da parte del pubblico e il Comitato ha deciso di farle proprie con una serie di importanti iniziative che verranno presentate a breve in una apposita conferenza stampa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Comitato ritiene estremamente grave la decisione unilaterale del Comune di Sotto il Monte di sottrarre al PLIS un&#8217;ampia zona del suo territorio, creando di fatto una ingiustificata separazione fra il Monte Canto e il Bedesco che mortifica i principî ambientali su cui il PLIS è nato ed è stato approvato da Provincia e Regione: o si ignorano colpevolmente questi principî o, peggio ancora, si conoscono e si è deciso ugualmente di calpestarli.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Comitato per il Parco del Monte Canto e del Bedesco.</p>
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		<title>Una bella sforbiciata! Il Parco del Monte Canto e del Bedesco deve continuare a vivere!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 16:20:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo che negli anni 90 i comuni interessati hanno posto le basi per la sua nascita, il Parco Locale sorge nei primi anni 2000 con una convenzione tra 10 comuni: Sotto il Monte, Carvico, Villa d’Adda, Calusco, Solza, Chignolo, Terno, Mapello, Ambivere e Pontida. La costituzione del Parco è stata da subito ben accolta dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/relatori.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1951" title="relatori" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/relatori-300x85.jpg" alt="" width="300" height="85" /></a><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/ass.-16-giugno.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-1945" title="ass. 16 giugno" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/ass.-16-giugno-218x300.gif" alt="" width="218" height="300" /></a>Dopo che negli anni 90 i comuni interessati hanno posto le basi per la sua nascita, il Parco Locale sorge nei primi anni 2000 con una convenzione tra 10 comuni: Sotto il Monte, Carvico, Villa d’Adda, Calusco, Solza, Chignolo, Terno, Mapello, Ambivere e Pontida. La costituzione del Parco è stata da subito ben accolta dalla Provincia e dalla Regione con l’approvazione del progetto del Parco Locale Collinare. Esso costituisce un corridoio ecologico tra il Parco dell’Adda, quello del Brembo ed il Parco dei Colli di Bergamo e ha l’obiettivo di avviare un percorso di tutela, valorizzazione e riqualificazione di flora, fauna ed attività sia agricole che turistiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In altre parole, laddove un singolo comune non ha risorse ed energie per agire da solo, unendosi agli altri, può presentare progetti e ottenere finanziamenti e realizzazioni di opere da parte dell’ente forestale regionale (ERSAF).</p>
<p style="text-align: justify;">Non stiamo parlando di briciole. La Regione aveva garantito sino a 4 milioni di euro di investimento, anticipandone 300.000 per la filiera del legno.  I comuni però, dopo la metà di questo decennio, cambiate diverse amministrazioni, hanno smesso di credere nel progetto inizialmente condiviso, non hanno più progettato nulla e ovviamente la Regione ha sospeso i contributi. Si tratta di un’ inerzia imperdonabile. Le cose da fare sarebbero tante, in primis il taglio e rinnovamento dei boschi (anche per prevenire smottamenti e incendi), giudicati dagli esperti in condizioni disperate. Spesso il proprietario non è in grado di provvedervi direttamente, ma ha bisogno di aiuti, economici e professionali: la Regione aspetta solo richieste coordinate dal Parco per intervenire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colmo è che in questi ultimi tempi si sentono gli stessi amministratori che hanno fatto poco o nulla per far funzionare il Parco, sostenere che il parco stesso non serve, che è un carrozzone: alcuni hanno dichiarato che intendono uscire dalla convenzione.  A Maggio l’amministrazione di Sotto il Monte ha deciso di togliere circa metà del suo territorio (quello piano o semicollinare) dal Parco, senza nemmeno parlarne con i comuni vicini. Così viene a cadere la continuità territoriale del Parco.  Abbiamo organizzato questa assemblea per illustrare le potenzialità del progetto “Parco Monte Canto e Bedesco”  e quanto si può ancora fare.</p>
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		<title>Parco dimezzato, contributi azzerati</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 20:22:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[relazionesindaco ,  interventocapogruppo , Dichiarazione voto Uniti per Sotto il Monte Il consiglio comunale di Sotto il Monte ha votato, giovedì 20 maggio, il taglio di metà perimetro del Parco del Monte Canto e del Bedesco. (In giallo, nella cartina, la parte di territorio tolto dal Parco). Facilmente questo è solo il primo passo verso l&#8217;azzeramento totale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/taglio-Plis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1936" title="taglio Plis" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/taglio-Plis-300x255.jpg" alt="" width="300" height="255" /></a><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/relazione-sindaco.pdf">relazionesindaco</a> ,  <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/intervento-capogruppo.pdf">interventocapogruppo</a> , <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Dichiarazione-voto-Uniti-per-Sotto-il-Monte.pdf">Dichiarazione voto Uniti per Sotto il Monte</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il consiglio comunale di Sotto il Monte ha votato, giovedì 20 maggio, il taglio di metà perimetro del Parco del Monte Canto e del Bedesco. (In giallo, nella cartina, la parte di territorio tolto dal Parco). Facilmente questo è solo il primo passo verso l&#8217;azzeramento totale del Parco Locale del Monte Canto e del Bedesco.  E con esso se ne andranno tutte le possibilità di mettere in pratica i necessari progetti di salvaguardia che erano stati inizialmente previsti, e attuati solo in minima parte. Perchè con il Parco se ne andranno definitivamente anche i contributi che Regione Lombardia e Provincia di Bergamo avevano e hanno ancora intenzione di erogare, se ci fossero ancora progetti condivisi. Tutta la spesa per la salvaguardia dei boschi, soprattutto, peserà sul Comune (quindi su tutti noi abitanti di Sotto il Monte) e sui privati proprietari dei boschi. Per capire meglio, un po&#8217; di storia. <span id="more-1923"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo che negli anni 90 i comuni interessati hanno posto le basi per la sua nascita, il Parco Locale è sorto nei primi anni 2000 con una convenzione tra i 10 comuni interessati: Sotto il Monte, Carvico, Villa d’Adda, Calusco, Solza, Chignolo, Terno, Mapello, Ambivere e Pontida. La costituzione del Parco è stata subito aiutata dalla Provincia di Bergamo e dalla Regione Lombardia in quanto costituisce un corridoio ecologico tra il parco dell’Adda, quello del Brembo ed il Parco dei Colli di Bergamo, con l’obiettivo di avviare un percorso di tutela, valorizzazione e riqualificazione di flora, fauna ed attività sia agricole che turistiche.<br />
In altre parole, laddove un singolo comune non ha risorse ed energie per agire da solo, unendosi agli altri e presentando progetti dei lavori da sostenere, si ottengono finanziamenti e operatività competente dall’ente forestale regionale (ERSAF).<br />
Non stiamo parlando di briciole, la Regione aveva garantito sino a 4 milioni di euro di investimento, anticipandone 300.000 per la filiera del legno.  I nostri comuni però, per motivi che non serve approfondire in questa sede onde evitare il ripetersi dei soliti screzi, dopo la metà di questo decennio, cambiate diverse amministrazioni, hanno smesso di credere come prima nella funzione del Parco, non hanno più progettato nulla e ovviamente la Regione ha sospeso i contributi. Si tratta di una ignavia imperdonabile: in questi anni di tagli ai bilanci dei Comuni, bisogna percorrere ogni strada per reperire risorse!<br />
E le cose da fare sono tante, in primis il taglio e rinnovamento dei boschi (anche per prevenire smottamenti), giudicati da tutti gli esperti in condizioni disperate: spesso il proprietario non è in grado di provvedervi direttamente, ha bisogno di aiuti, economici e professionali: la Regione Lombardia aspetta solo richieste coordinate dal Parco per intervenire.<br />
Il colmo è che in questi ultimi tempi si sentono gli stessi amministratori che han fatto poco o nulla per far funzionare il Parco, sostenere che il parco stesso non serve, è un carrozzone: alcuni hanno dichiarato che intendono uscire dalla convenzione.  A Maggio la maggioranza di Sotto il Monte ha deliberato di togliere circa metà del suo territorio (quello piano o semicollinare) dal Parco, senza nemmeno parlarne con i comuni vicini e causando un grave taglio alla continuità territoriale.  Abbiamo organizzato questa assemblea, non per fare sterile polemica, ma al solo scopo di illustrare a tutti i cittadini le potenzialità del progetto “Parco monte Canto e Bedesco”  e quanto si può ancora fare.<br />
 <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/relazione-sindaco.pdf">relazionesindaco</a> ,  <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/intervento-capogruppo.pdf">intervento capogruppo</a> , <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Dichiarazione-voto-Uniti-per-Sotto-il-Monte.pdf">Dichiarazione voto Uniti per Sotto il Monte</a></p>
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		<title>21 Maggio, una data da non dimenticare</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 16:54:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è svolta a Calusco, lo scorso venerdì  14 maggio, la seconda assemblea promossa dal Comitato e anche questo evento ha visto una grande attenzione e partecipazione da parte del pubblico. Le tre relazioni sono risultate interessanti e applaudite in modo convinto; gli interventi del pubblico, tutti pertinenti, hanno portato elementi di riscontro che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Assemblea-a-Pontida.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1915" title="Assemblea a Pontida" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Assemblea-a-Pontida-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Si è svolta a Calusco, lo scorso venerdì  14 maggio, la seconda assemblea promossa dal Comitato e anche questo evento ha visto una grande attenzione e partecipazione da parte del pubblico.<br />
Le tre relazioni sono risultate interessanti e applaudite in modo convinto; gli interventi del pubblico, tutti pertinenti, hanno portato elementi di riscontro che hanno rappresentato un arricchimento del dibattito stesso.<br />
Come tutte le assemblee pubbliche, ha avuto il grande merito di dare uno spazio di espressione dei problemi vissuti a tutti i cittadini;<br />
tanto che si è preferito lasciare molto più spazio alle domande, contraendo il tempo previsto per la terza presentazione.<br />
Il fatto rilevante è che i nostri concittadini sentono i problemi ambientali e dimostrano fiducia nel nostro Comitato.<br />
Noi puntiamo più in alto e la prossima assemblea di Pontida, il 21 maggio prossimo, rappresenta per noi il banco di prova più significativo.<br />
Andiamo a presentare la nostra idea di Parco e ci rivolgiamo direttamente non solo ai nostri concittadini, ma anche a tutti gli Amministratori locali.<br />
Si profila quindi un avvenimento al quale è impensabile non partecipare; ne va di mezzo il nostro futuro e quello delle nuove generazioni, perché il Parco del Canto e del Bedesco è la nostra risorsa più preziosa: sta a noi valorizzarla o soffocarla, soffocando anche noi stessi.  <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/INTERVENTI.pdf">INTERVENTI</a></p>
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		<title>Il PD di Calusco scrive al sindaco di Calusco sul Parco del Monte Canto</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 13:26:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lettera dal PD al sindaco di Calusco  Alcuni paesi che hanno, all&#8217;interno dei loro confini, una parte del Monte Canto, o meglio, le loro amministrazioni, stanno in questi giorni annunciando di non essere più interessati a far funzionare il Plis (Parco Sovarcomunale del Monte Canto e del Bedesco), adducendo come motivazione che il Parco sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Monte-Canto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1909" title="Monte Canto" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Monte-Canto.jpg" alt="" width="221" height="166" /></a><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Lettera-dal-PD-al-sindaco-di-Calusco.pdf">Lettera dal PD al sindaco di Calusco</a> </p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni paesi che hanno, all&#8217;interno dei loro confini, una parte del Monte Canto, o meglio, le loro amministrazioni, stanno in questi giorni annunciando di non essere più interessati a far funzionare il Plis (Parco Sovarcomunale del Monte Canto e del Bedesco), adducendo come motivazione che il Parco sarebbe soltanto un &#8220;carrozzone mangiasoldi&#8221;. Peccato, per loro e per i loro amministrati, che questo non corrisponda a verità. Anzi, il loro comportamento a dir poco inconcludente  farà molto presto rinunciare a tutti noi cittadini ad un bel gruzzoletto che la Provincia di Bergamo aveva stanziato per i progetti a suo tempo presentati dal Plis, e che, se tali progetti non verranno confermati dalle attuali amministrazioni, verranno riassorbiti per altri ambiti. Ben lo spiega il coordinatore del Circolo del Partito Democratico di Calusco nel testo di una lettera aperta rivolta al sindaco di Calusco e pubblicata oggi su Isolanews. L&#8217;Assemblea alla quale si riferisce è quella che si è tenuta a Calusco venerdì scorso, e durante la quale, finalmente, i cittadini intervenuti hanno potuto essere correttamente informati da esperti circa la modalità di conservazione e corretta tenuta dei boschi e dei parchi e dell&#8217;importanza che i contributi regionali e provinciali hanno per questo scopo in molte zone della Lombardia e dei bellissimi risultati altrove ottenuti (tranne che da noi, evidentemente), e del funzionamento e scopi della caldaia a biomassa che funziona a Calusco. Alcuni cittadini di Calusco hanno potuto anche, probabilmente per la prima volta e pubblicamente, confrontarsi con questi esperti circa le criticità che una caldaia di questo tipo può presentare, e il modo per poter evitare eventuali problemi ed inconvenienti. Il Comitato per il Monte Canto che ha tenuto questa assemblea, sta organizzando, ricordo, la prossima a Pontida per il giorno venerdì 21 maggio alle 21 presso la sala civica in via Valletto al n° 122. Come son solita ripetere, soltanto se si è correttamente informati è possibile farsi un&#8217;opinione.</p>
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		<title>Una storiella piccola piccola che può fare la differenza</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 13:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un caro amico me l&#8217;ha inviata via mail, ed io la propongo perchè mi piace molto. Un sant&#8217;uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l&#8217;Inferno» Dio condusse il sant&#8217;uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all&#8217;interno. C&#8217;era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un caro amico me l&#8217;ha inviata via mail, ed io la propongo perchè mi piace molto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un sant&#8217;uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l&#8217;Inferno» Dio condusse il sant&#8217;uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all&#8217;interno. C&#8217;era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant&#8217; uomo sentì l&#8217;acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall&#8217;aspetto livido e malato. Avevano tutti l&#8217;aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po&#8217;, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant&#8217;uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: &#8220;Hai appena visto l&#8217;Inferno&#8221;.    Dio e l&#8217;uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l&#8217;aprì. La scena che l&#8217;uomo vide era identica alla precedente. C&#8217;era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l&#8217;acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch&#8217;esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant&#8217;uomo disse a Dio : «Non capisco!» &#8211; E&#8217; semplice, &#8211; rispose Dio, &#8211; essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé&#8217; stessi&#8230;.ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri! Quelli dell&#8217;altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi&#8230; Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura&#8230;La differenza la portiamo dentro di noi. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi permetto di aggiungere&#8230; &#8220;Sulla terra c&#8217;è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l&#8217;ingordigia di pochi. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo&#8221;. Mahatma Gandhi.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Serate solidali in Val Brembana</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 15:08:38 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/serate-solidali2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1826" title="serate solidali" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/serate-solidali2.jpg" alt="" width="563" height="342" /></a></p>
<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/04/programma.pdf">programma</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Due riflessioni dopo il voto</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 20:48:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scritto da Luciano Benini  1 aprile 2010  http://www.benecomune.it/ Prima Riflessione: la Democrazia Dall’inizio dell’umanità fino a 30 anni fa, la struttura di tutte le società era composta da una grande base (proletari, popolo, salariati, braccianti, operai, ecc.), un piccola parte intermedia (borghesia, classe media, benestanti, ecc.) e una piccolissima quota al vertice della piramide (ricchi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Scritto da <a title="Articoli scritti da: Luciano Benini" href="http://www.benecomune.it/author/luciano/"><span style="color: #000000;">Luciano Benini</span></a><span style="color: #000000;"> </span> 1 aprile 2010  <a href="http://www.benecomune.it/">http://www.benecomune.it/</a></h3>
<p><strong>Prima Riflessione: la Democrazia</strong></p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Dall’inizio dell’umanità fino a 30 anni fa, la struttura di tutte le società era composta da una grande base (proletari, popolo, salariati, braccianti, operai, ecc.), un piccola parte intermedia (borghesia, classe media, benestanti, ecc.) e una piccolissima quota al vertice della piramide (ricchi, aristocrazia, ecc.). In società strutturate in questo modo, la democrazia (una testa un voto) è stato uno straordinario strumento di governo equo e solidale, perchè la base sociale che sta peggio essendo molto più numerosa del resto ha potuto decidere da chi farsi governare e come.<br />
Pur con motivazioni e ideologie diverse, se ci pensiamo bene fino alla fine degli anni ‘70 quasi tutti i partiti rappresentati in parlamento (DC, PCI, PSI) avevano politiche e sensibilità a favore di quella grande base popolare che stava peggio. Ma nelle società ricche e industrializzate, come è divenuta l’Italia dall’inizio degli anni ‘80, la struttura sociale non è più questa. La base che sta peggio, che fa fatica ad arrivare a fine mese, che è socialmente emarginata, non raggiunge il 20%, il 75% galleggia in una zona intermedia e un 5% è ricco e potente. <span id="more-1816"></span>Chi si trova ormai in quel 75% vuole difendere il suo status acquisito ad ogni costo, ed anzi sogna di poter accedere a quel 5% di superprivilegiati. Berlusconi lo ha intuito proprio all’inizio degli anni ‘80, e ha costruito le sue televisioni proprio per venir incontro alle esigenze di quel 75%: ha offerto loro il sogno di poter scalare ulteriormente la piramide sociale, senza alcuno scrupolo per chi non ce la fa che anzi è stato rappresentati come “sfigato”, “sfaccendato”, “incapace”, “improduttivo”. 30 anni di televisione con questi modelli culturali hanno ormai inciso profondamente sull’immaginario collettivo, e chi si trova ad avere un minimo benessere economico non guarda più a chi sta peggio con i principi dell’art. 2 della Costituzione (”La Repubblica … richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”) ma prova disprezzo e menefreghismo nei confronti di chi sta peggio (poveri, zingari, immigrati, ecc.). L’enorme potere mediatico di Berlusconi gli ha consentito, non tanto con i telegiornali ma con tutte le altre trasmissioni di “intrattenimento”, di far passare nella gente una serie di bugie che, ripetute mille volte, sono ormai diventate verità: la violenza dilaga a causa degli immigrati (invece la delinquenza violenta è in costante diminuzione dal dopoguerra ad oggi), l’immigrato stupra le nostre donne (invece gli italiani stuprano, in percentuale, il doppio degli immigrati), i suoi governi fermano l’immigrazione e quelli di sinistra la favoriscono (invece non solo non è vero che gli sbarchi in mare siano finiti ma va detto che gli immigrati arrivano per meno del 10% via mare, quindi fermare gli sbarchi è del tutto marginale) e via dicendo.<br />
Berlusconi è anche riuscito a far credere alla gente che lui diminuisce le tasse (anche questo non è vero perchè nell’ultimo anno la pressione fiscale è aumentata) e che diminuire le tasse è una cosa buona. Invece la diminuzione delle tasse conviene solamente a quell’1% che dichiara più di 100 mila Euro all’anno, e che i servizi sociali e sanitari se li può pagare senza il contributo dello Stato. Berlusconi ha poi eliminato l’ICI sulla prima casa ed anche la tassa di successione, due decisioni che hanno avuto un grande consenso popolare anche se sono state utili solamente a quell’1% di supericchi: se ci fosse ancora l’ICI sulla prima casa e la tassa di successione, oggi avremmo una gran quantità di denaro a favore di chi ha perso il lavoro. Verrebbe da pensare che quel 75% sia molto arrabbiato con Berlusconi perchè il poco vantaggio fiscale avuto con l’eliminazione dell’ICI e della tassa di successione ora viene pagato con meno servizi pubblici ed una diffusissima precarietà: ed invece gran parte di quel 75% vota ancora Berlusconi e Lega sia per ignoranza ma anche perchè continua ad avere il sogno di entrare nella stanza dei supericchi, dove avere quei privilegi non è più, purtroppo, motivo di vergogna ma di vanto.<br />
Non è un caso che in questo stato di agonia della democrazia, vi sia il crollo del voto. A Fano alle regionali dell’altro giorno 45 cittadini su 100 non sono andati a votare o non hanno espresso un voto valido: per me questo è il segnale che la democrazia è finita, invece per i partiti è il segno che la nostra democrazia è matura, perchè negli Stati dove la democrazia è solida va a votare poco più della metà della gente.<br />
Dove lavorare allora? In quella parte del 75% che potrebbe ravvedersi? In quel 45% che non esprime più un voto?<br />
Mi fermo qui, ma ragioniamo assieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Luciano Benini</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Seconda riflessione: la Lega</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Lega è il partito più pagano, quello più lontano dal Vangelo, eppure ha la sfrontatezza di definirsi difensore dei valori cattolici.<br />
La Lega vuole il federalismo fiscale: Zaia, che pure è stato uno dei migliori ministri dell’agricoltura che l’Italia abbia avuto negli ultimi decenni, ha detto che i 12 miliardi di tasse che i veneti pagano dovranno rimanere tutti in Veneto. Principio non solo antievangelico, perchè assomiglia tanto al ricco epulone che non vuole che neppure le briciole vadano al povero Lazzaro, ma del tutto anticostituzionale, sia in relazione all’art. 2 (”La Repubblica … richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”) che dell’art. 119 laddove si dice che le Regioni utilizzano le proprie imposte per le funzioni loro attribuite, e quindi non per le funzioni di competenza statale. Comunque prendo in parola la Lega: prima però i Veneti vadano in Calabria e i Calabresi in Veneto, e poi vediamo se la Lega vuole ancora il federalismo fiscale in una Regione dove i Veneti si troveranno senza infrastrutture (strade, autostrade, ferrovie, linee elettriche), senza industrie e senza lavoro ma in compenso strangolati dalla più potente mafia al mondo, la ‘ndrangheta. E non si dica che anche il Veneto nel dopoguerra era povero, il che è verissimo, perchè comunque si trovava in una zona d’Italia ricca di infrastrutture e di potenzialità, circondata da regioni ricche e senza mafia.<br />
La Lega poi vuole cacciare tutti gli immigrati: bene, anche in questo caso li prendo in parola. Perchè è vero che gli immigrati tolgono posti nelle case popolari, negli asili nidi, negli ospedali, ecc.. Dunque, fuori tutti. Fuori però anche le badanti, fuori anche tutti coloro, e sono ormai milioni, che fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare. E fuori soprattutto tutte le fonti energetiche e le materie prime “immigrate”, che provengono cioè da quegli stessi paesi degli immigrati. Per 50 anni abbiamo costruito il miracolo economico italiano accettando un sistema economico ingiusto, basato sulla “trinità satanica” (Alex Zanotelli) Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, che ci ha permesso di rapinare il Sud del mondo senza che nessun leghista avesse niente da dire. Adesso che i giovani di quei paesi rapinati cercano un futuro dignitoso per se e per i propri cari proprio in quei paesi dove sono finite le loro materie prime e le loro fonti energetiche, la Lega dice STOP. Troppo facile così. Stop agli immigrati ma stop anche alle loro materie prime e fonti energetiche, poi vediamo se i leghisti sono ancora d’accordo.<br />
Purtroppo sia sulla prima questione, il federalismo fiscale, che sulla seconda, gli immigrati, la sinistra (non tutta) ha solo dato risposte generiche e vaghe, favorendo la politica di pancia della Lega.</p>
<p style="text-align: justify;">Luciano Benini</p>
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</div>
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