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Segnaliamo questa interessante iniziativa a Ponte San Pietro domenica 29 maggio 2011 (vedi volantino)

ASSEMBLEA 23 GIUGNO – P.G.T. Sotto Il Monte

Eravamo rimasti all’assemblea di Novembre, quando ci presentaste le circa cento richieste pervenute; in quell’occasione condividemmo la posizione dell’amministrazione di non incrementare la popolazione dai 4.100 abitanti di oggi, a a superare il numero di 5.000 abitanti per i prossimi anni (già conteggiati con i piani non ancora realizzati del vecchio prg):

Sono invece superati, conteggiando le nuove costruzioni, ma non di molto: circa 200, quindi non riteniamo il numero degli abitanti la criticità di questo piano: valuteremo con il piano dei servizi come si farà fronte ai bisogni di tante persone..

2) altra posizione che condividemmo: sarebbero state respinte la gran parte delle richieste atte a rendere edificabili i terreni: sostanzialmente rispettata, per quanto riguarda il centinaio di richieste, ne saranno state accolte meno di 10.

Primo punto importantissimo: con quali criteri si sono accolte richieste e se ne sono scartate altre?  Noi siamo d’accordo nel contenere al minimo le edificazioni, non fraintendiamo, ma è importante che tutti i cittadini abbiano ben chiari i criteri che si sono usati: non ci devono essere figli e figliastri. Credo che questa assemblea sia la sede giusta dove spiegare il criterio guida della selezione avvenuta. (altro…)

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“Abbiamo deciso di rendere pubbliche, attraverso il nostro sito, le relazioni presentate nelle assemblee promosse finora dal nostro Comitato; lo scopo è quello di consentire a tutti di esaminarle e riflettere su alcuni aspetti fondamentali legati al progetto del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Monte Canto e del Bedesco.

L’assemblea del 16 giugno scorso a Sotto il Monte è stata un successo, come per le altre assemblee. In particolare è stata votata a larghissima maggioranza la mozione presentata nell’assemblea di Pontida e disponibile nel nostro sito. Quella mozione è già stata inviata a tutti i Sindaci dei dieci Comuni del PLIS e a tutte le Segreterie degli stessi Comuni, con la richiesta che esse facessero avere una copia a tutti i Consiglieri.

Nella stessa assemblea di Sotto il Monte sono state avanzate diverse proposte da parte del pubblico e il Comitato ha deciso di farle proprie con una serie di importanti iniziative che verranno presentate a breve in una apposita conferenza stampa.

Il Comitato ritiene estremamente grave la decisione unilaterale del Comune di Sotto il Monte di sottrarre al PLIS un’ampia zona del suo territorio, creando di fatto una ingiustificata separazione fra il Monte Canto e il Bedesco che mortifica i principî ambientali su cui il PLIS è nato ed è stato approvato da Provincia e Regione: o si ignorano colpevolmente questi principî o, peggio ancora, si conoscono e si è deciso ugualmente di calpestarli.”

Il Comitato per il Parco del Monte Canto e del Bedesco.

Dopo che negli anni 90 i comuni interessati hanno posto le basi per la sua nascita, il Parco Locale sorge nei primi anni 2000 con una convenzione tra 10 comuni: Sotto il Monte, Carvico, Villa d’Adda, Calusco, Solza, Chignolo, Terno, Mapello, Ambivere e Pontida. La costituzione del Parco è stata da subito ben accolta dalla Provincia e dalla Regione con l’approvazione del progetto del Parco Locale Collinare. Esso costituisce un corridoio ecologico tra il Parco dell’Adda, quello del Brembo ed il Parco dei Colli di Bergamo e ha l’obiettivo di avviare un percorso di tutela, valorizzazione e riqualificazione di flora, fauna ed attività sia agricole che turistiche.

In altre parole, laddove un singolo comune non ha risorse ed energie per agire da solo, unendosi agli altri, può presentare progetti e ottenere finanziamenti e realizzazioni di opere da parte dell’ente forestale regionale (ERSAF).

Non stiamo parlando di briciole. La Regione aveva garantito sino a 4 milioni di euro di investimento, anticipandone 300.000 per la filiera del legno.  I comuni però, dopo la metà di questo decennio, cambiate diverse amministrazioni, hanno smesso di credere nel progetto inizialmente condiviso, non hanno più progettato nulla e ovviamente la Regione ha sospeso i contributi. Si tratta di un’ inerzia imperdonabile. Le cose da fare sarebbero tante, in primis il taglio e rinnovamento dei boschi (anche per prevenire smottamenti e incendi), giudicati dagli esperti in condizioni disperate. Spesso il proprietario non è in grado di provvedervi direttamente, ma ha bisogno di aiuti, economici e professionali: la Regione aspetta solo richieste coordinate dal Parco per intervenire.

Il colmo è che in questi ultimi tempi si sentono gli stessi amministratori che hanno fatto poco o nulla per far funzionare il Parco, sostenere che il parco stesso non serve, che è un carrozzone: alcuni hanno dichiarato che intendono uscire dalla convenzione.  A Maggio l’amministrazione di Sotto il Monte ha deciso di togliere circa metà del suo territorio (quello piano o semicollinare) dal Parco, senza nemmeno parlarne con i comuni vicini. Così viene a cadere la continuità territoriale del Parco.  Abbiamo organizzato questa assemblea per illustrare le potenzialità del progetto “Parco Monte Canto e Bedesco”  e quanto si può ancora fare.

relazionesindaco ,  interventocapogruppo , Dichiarazione voto Uniti per Sotto il Monte

Il consiglio comunale di Sotto il Monte ha votato, giovedì 20 maggio, il taglio di metà perimetro del Parco del Monte Canto e del Bedesco. (In giallo, nella cartina, la parte di territorio tolto dal Parco). Facilmente questo è solo il primo passo verso l’azzeramento totale del Parco Locale del Monte Canto e del Bedesco.  E con esso se ne andranno tutte le possibilità di mettere in pratica i necessari progetti di salvaguardia che erano stati inizialmente previsti, e attuati solo in minima parte. Perchè con il Parco se ne andranno definitivamente anche i contributi che Regione Lombardia e Provincia di Bergamo avevano e hanno ancora intenzione di erogare, se ci fossero ancora progetti condivisi. Tutta la spesa per la salvaguardia dei boschi, soprattutto, peserà sul Comune (quindi su tutti noi abitanti di Sotto il Monte) e sui privati proprietari dei boschi. Per capire meglio, un po’ di storia. (altro…)

Si è svolta a Calusco, lo scorso venerdì  14 maggio, la seconda assemblea promossa dal Comitato e anche questo evento ha visto una grande attenzione e partecipazione da parte del pubblico.
Le tre relazioni sono risultate interessanti e applaudite in modo convinto; gli interventi del pubblico, tutti pertinenti, hanno portato elementi di riscontro che hanno rappresentato un arricchimento del dibattito stesso.
Come tutte le assemblee pubbliche, ha avuto il grande merito di dare uno spazio di espressione dei problemi vissuti a tutti i cittadini;
tanto che si è preferito lasciare molto più spazio alle domande, contraendo il tempo previsto per la terza presentazione.
Il fatto rilevante è che i nostri concittadini sentono i problemi ambientali e dimostrano fiducia nel nostro Comitato.
Noi puntiamo più in alto e la prossima assemblea di Pontida, il 21 maggio prossimo, rappresenta per noi il banco di prova più significativo.
Andiamo a presentare la nostra idea di Parco e ci rivolgiamo direttamente non solo ai nostri concittadini, ma anche a tutti gli Amministratori locali.
Si profila quindi un avvenimento al quale è impensabile non partecipare; ne va di mezzo il nostro futuro e quello delle nuove generazioni, perché il Parco del Canto e del Bedesco è la nostra risorsa più preziosa: sta a noi valorizzarla o soffocarla, soffocando anche noi stessi.  INTERVENTI

Lettera dal PD al sindaco di Calusco 

Alcuni paesi che hanno, all’interno dei loro confini, una parte del Monte Canto, o meglio, le loro amministrazioni, stanno in questi giorni annunciando di non essere più interessati a far funzionare il Plis (Parco Sovarcomunale del Monte Canto e del Bedesco), adducendo come motivazione che il Parco sarebbe soltanto un “carrozzone mangiasoldi”. Peccato, per loro e per i loro amministrati, che questo non corrisponda a verità. Anzi, il loro comportamento a dir poco inconcludente  farà molto presto rinunciare a tutti noi cittadini ad un bel gruzzoletto che la Provincia di Bergamo aveva stanziato per i progetti a suo tempo presentati dal Plis, e che, se tali progetti non verranno confermati dalle attuali amministrazioni, verranno riassorbiti per altri ambiti. Ben lo spiega il coordinatore del Circolo del Partito Democratico di Calusco nel testo di una lettera aperta rivolta al sindaco di Calusco e pubblicata oggi su Isolanews. L’Assemblea alla quale si riferisce è quella che si è tenuta a Calusco venerdì scorso, e durante la quale, finalmente, i cittadini intervenuti hanno potuto essere correttamente informati da esperti circa la modalità di conservazione e corretta tenuta dei boschi e dei parchi e dell’importanza che i contributi regionali e provinciali hanno per questo scopo in molte zone della Lombardia e dei bellissimi risultati altrove ottenuti (tranne che da noi, evidentemente), e del funzionamento e scopi della caldaia a biomassa che funziona a Calusco. Alcuni cittadini di Calusco hanno potuto anche, probabilmente per la prima volta e pubblicamente, confrontarsi con questi esperti circa le criticità che una caldaia di questo tipo può presentare, e il modo per poter evitare eventuali problemi ed inconvenienti. Il Comitato per il Monte Canto che ha tenuto questa assemblea, sta organizzando, ricordo, la prossima a Pontida per il giorno venerdì 21 maggio alle 21 presso la sala civica in via Valletto al n° 122. Come son solita ripetere, soltanto se si è correttamente informati è possibile farsi un’opinione.

Un caro amico me l’ha inviata via mail, ed io la propongo perchè mi piace molto.

Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno» Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno. C’era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’ uomo sentì l’acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato. Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”. Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì. La scena che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l’acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant’uomo disse a Dio : «Non capisco!» – E’ semplice, – rispose Dio, – essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé’ stessi….ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri! Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi… Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura…La differenza la portiamo dentro di noi.

Mi permetto di aggiungere… “Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”. Mahatma Gandhi.

programma

Scritto da Luciano Benini  1 aprile 2010  http://www.benecomune.it/

Prima Riflessione: la Democrazia

Dall’inizio dell’umanità fino a 30 anni fa, la struttura di tutte le società era composta da una grande base (proletari, popolo, salariati, braccianti, operai, ecc.), un piccola parte intermedia (borghesia, classe media, benestanti, ecc.) e una piccolissima quota al vertice della piramide (ricchi, aristocrazia, ecc.). In società strutturate in questo modo, la democrazia (una testa un voto) è stato uno straordinario strumento di governo equo e solidale, perchè la base sociale che sta peggio essendo molto più numerosa del resto ha potuto decidere da chi farsi governare e come.
Pur con motivazioni e ideologie diverse, se ci pensiamo bene fino alla fine degli anni ‘70 quasi tutti i partiti rappresentati in parlamento (DC, PCI, PSI) avevano politiche e sensibilità a favore di quella grande base popolare che stava peggio. Ma nelle società ricche e industrializzate, come è divenuta l’Italia dall’inizio degli anni ‘80, la struttura sociale non è più questa. La base che sta peggio, che fa fatica ad arrivare a fine mese, che è socialmente emarginata, non raggiunge il 20%, il 75% galleggia in una zona intermedia e un 5% è ricco e potente. (altro…)