Archivio per la Categoria diritti umani
E quanti altri se ne dovranno fare di passi avanti per non tornare più indietro?
A Ponteranica sabato 26 settembre ore 14,30.
Se compiremo questi passi in tanti nessuno saprà far dimenticare i tanti veri eroi, sia della società civile che della magistratura e delle forze dell’ordine, caduti nella lotta contro la mafia.
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Questa mattina sono uscita di casa decisa a scrivere qualche riga sul grande ennesimo imbroglio che questa sera verrà somministrato all’ormai assuefatto pubblico televisivo berlusconato, tramite il portavoce mediatico del governo. In effetti le casette che verranno consegnate ad Onna, con tronfia soddisfazione, dal più grande illusionista che abbia mai governato il Paese (almeno negli ultimi 150 anni), sono state pagate dalla Croce Rossa (tramite quindi anche le donazioni di tutti gli italiani) e dalla Provincia di Trento. Quelle del governo verranno pronte solo alla fine del mese, e non basteranno comunque per tutti. Ma ora ho cambiato idea. Perchè questa notizia, nella mia attenzione, è stata superata in indignazione da un’altra che trovo su Repubblica. (continua…)
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http://www.moltefedisottolostessocielo.it/programma.php
All’indirizzo sopra indicato (vedi anche il pieghevole QUI ) è possibile prenotarsi per la serata del 6 di ottobre. Purtroppo, al momento, i posti sono esauriti, per la prima parte, ma per la seconda parte vi sono ancora posti.
Riporto di seguito il programma.
Martedì 6 ottobre 2009 – dalle 20,00 alle 21,30 e dalle 21,30 alle 23,00
Presso Priorato di S. Egidio in Fontanella di Sotto il Monte Giovanni XXIII
“La verità e bellezza…David Maria Turoldo da archivi cinematografici e televisivi”
Una serata condotta da Renzo Salvi, capo progetto di Rai Educational
Ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.
Prenotazione obbligatoria.
SI TRATTA DI UN EVENTO ORGANIZZATO NELL’AMBITO DI
MOLTE FEDI SOTTO LO STESSO CIELO
EDIZIONE 2009 – DAL 19 SETTEMBRE AL 12 DICEMBRE
Dialoghi, cammini, musica cinema, cibo e arte
per una convivialità delle differenze
E’ UN’INIZIATIVA DI
Acli Bergamo e il Comune di Bergamo, con il sostegno della Banca Popolare di Bergamo, con la collaborazione di Teatro Donizetti, Upee, Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Diocesi di Bergamo, Segretariato Migranti, Agenzia per l’Integrazione, Agesci, Lab80Film, MiaFondazione, Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus, Comune di Clusone, Cai Bergamo, PalaMonti, Comunità Immigrati Ruah Onlus, Il Pugno Aperto, Cooperativa Sociale Serena, Comune di San Pellegrino Terme, Consorzio Sociale Ribes, Consulenze Ambientali SpA, RadioE e Associazione Le Piane di Redona
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In questi giorni ho la netta sensazione che la stragrande maggioranza degli italiani sia diventata completamente insensibile verso il prossimo suo, chiunque egli sia, italiano o no. Il fatto che 4 operai e un rappresentante della Fiom stiano da giorni ormai appollaiati su un carroponte a venti metri di altezza, che gli abbiano tolto anche la corrente, e che siano allo stremo delle forze, pare interessare solo a pochi oltre che ai loro famigliari più stretti. Molto probabilmente ci sarà il solito che ne approfitta per aprire un tavolo di scommesse. I tavoli delle trattative invece languidano tra i se, i ma, i forse. Ma cosa dovrebbero dire alle nostre coscienze quei cinque uomini stremati che non intendono mollare finchè le istituzioni politiche e le forze economiche non iniziano a ragionare? Ci dicono che noi potremmo essere loro, o le loro mogli, o i loro figli. Se ci travassimo improvvisamente di fronte una delle loro mogli che ormai da svariato tempo bivaccano sotto il carroponte, cosa le diremmo? Non avremmo neppure il coraggio di dire “coraggio, che ce la farete, ce la faremo”. Perchè in realtà noi pensiamo: per fortuna non è toccato a me. Ma potrebbe. Non è affatto escluso. La crisi si sta mangiando anche il nostro giardino ben protetto da staccionata, cancellata, cane da guardia e sistema antifurto. Quello che ancora rimane intatta è la nostra caparbietà nel non volerlo capire. Ma quando infine anche quella cadrà, il tonfo ci farà molto male. Dovremmo essere tutti là, sotto quel carroponte, qualsiasi voto noi si sia dato alle politiche o amministrative, perchè lì si sta combattendo fino all’ultimo per la difesa della dignità umana, del diritto al lavoro, non solo di quei 49 operai, ma di ogni padre o madre di famiglia, di ogni figlio, italiano e non. Loro stanno lassù, stremati, anche per noi, poveri ciechi. E se dovessero infine vincere la loro battaglia, sarà solo merito loro se anche noi riusciremo a ricavarne qualche cosa in più in termini di considerazione, in quanto lavoratori, da parte del potere politico ed economico. Ma nessuno di noi andrà a dire loro grazie.
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Oggi si parla molto di “tolleranza”, e questo è male. Se la tolleranza fosse praticata, non se ne parlerebbe. Ma che cosa è, esattamente, la tolleranza? E perchè è necessaria? Quando se ne inizia a parlare, nella Storia dell’umanità? Se a scuola si studiasse “correttamente” la storia antica, sarebbe chiaro a tutti che gli antichi Greci, e, anche se in modo differente, anche gli antichi Romani, facevano della tolleranza pratica normale di vita. Ad esempio, quando un cittadino straniero entrava in una città, la prima cosa che faceva era rendere omaggio agli Dei sconosciuti, per lui, di quel popolo, ma poi era libero di praticare la sua religione qualunque essa fosse. (continua…)
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di Roberto Cotroneo, da l’Unità” del 29/07/2009
Ieri scrivevo che la Lega è antistorica. L’altro ieri ho sottolineato l’assurdità e l’inopportunità delle parole di Bossi contro il nostro intervento in Afghanistan. Oggi la Lega torna a far notizia. In Commissione istruzione chiede che gli insegnanti del nord, per essere abilitati, debbano dimostrare di conoscere storia e tradizioni e dialetti della regione in cui dovranno insegnare. Persino nel Pdl sono contrari: al punto di chiedere il dibattito in aula proprio su questa proposta.
Insomma, la Lega se ne è inventata un’altra. E non va considerata come l’ennesima pagliacciata leghista. È molto peggio. Solo un’ignoranza abissale può portare a una proposta di questo genere. Un’ignoranza che conferma un aspetto che tutti fingono non voler vedere: la Lega Nord non può essere, per una serie di caratteristiche, un partito di governo. (continua…)
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L’ultimo romantico di Saverio Lodato (da l’Unità del 28/7/2009)
Caro Camilleri, sa cosa credo di aver capito di Lei dopo mesi e mesi di frequentazione quotidiana? Che Lei, per dirla con una canzone di Peppino Di Capri, è l’Ultimo Romantico. Lei vorrebbe una Chiesa accanto ai poveri, che sale dal basso; una sinistra – si accontenterebbe anche di un centro sinistra-, non totalmente immemore di Gramsci, Matteotti, i fratelli Rosselli, la famiglia Cervi, Calamandrei, don Sturzo e persino Berlinguer. Diciamo che non è riuscito a separarsi dalla loro presenza ingombrante, visto che molti dei loro eredi non sono all’altezza di quelle tradizioni di pensiero. In generale, vorrebbe uomini politici più concentrati, sul loro lavoro, animati da quello che, una volta, si chiamava lo spirito di servizio.
È la prima volta, nei miei 83 anni, che mi sento definire romantico. Le assicuro, caro Lodato, che è una parola che manca nel mio vocabolario personale di uomo e di narratore. (continua…)
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Traggo dall’Unità di oggi la sua Striscia Rossa e ve la vorrei proporre. C’è tra chi ci legge qualcuno che sappia spiegarmi cosa significa?
“Inopportuno il commento di mons. Marchetto che paragona il reato di immigrazione clandestina al peccato originale. Questa affermazione del presule spiega perché molte chiese siano poco frequentate e le moschee crescono”. Marcello Ricci (La Padania, 3 luglio 2009)
Un aiuto l’ho già chiesto. Un amico, paziente, mi ha detto che probabilmente Ricci vuole dire che il presule non è, secondo Ricci, aderente ai sentimenti dei cattolici di oggi. Ma la moschea cosa c’entra? rimando io. E lui, più sveglio di me, dice: Senza questa legge aumentano gli immigrati e quindi le moschee. Probabilmente, ma bisognerebbe entrare nella testa di Ricci per saperlo veramente, il mio amico ci ha azzeccato. Ma siccome io sono una che tende a sezionare in tanti pezzi un ragionamento per poi riunirlo di nuovo come un puzzle per vedere se sta ancora insieme, inizio appunto ad analizzare ogni pezzo di questa, per ora unica, interpretazione. Quindi i cattolici di oggi dovrebbero, secondo Ricci e presumo la Padania tutta, essere felici di questa legge che farà inevitabilmente diventare infelice, inutilmente, un sacco di gente. C’è poco da rileggere la Legge caro On. Maroni, da qualsiasi parte la giri e la volti, darà sempre quei risultati. E la CEI lo sa. E lo dice. A questo punto che deve fare un cattolico, uno vero? Rammaricarsi per tutti coloro che soffriranno e dire qualche preghiera per loro? Utilissima certo, ma non sufficiente, purtroppo. Darsi da fare tramite le Associazioni come già fanno in tantissimi per dare una mano a molti di loro? Anche questo utilissimo, ma insufficiente. Comunque, sempre secondo Ricci, dovrebbero sicuramente svuotare le chiese. Questo servirebbe a qualche cosa? I pezzi del mio puzzle stentano a tornare insieme. Come si fa ad essere cattolici, cattolici veri, ed accettare questa legge? E perchè dovrebbero privarsi della Santa Messa? Questi pezzi mi mancano. Venendo ora alla faccenda dell’aumento delle moschee, la prima considerazione che mi arriva da sola, senza dover fare frammentazioni strane, è che non tutti gli immigrati sono mussulmani. Molti di loro sono cristiani, altri induisti, altri altro ancora. Non si può fare un tutt’uno. Seguono religioni diverse, ma hanno in comune un Dio che è anche il nostro. Che è anche quello di Ricci. Presumo. E qui il mio puzzle si sfalda del tutto. Aiuto!
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Riporto volentieri un articoletto tratto da l’Unità” di oggi e che parla, tra altre cose, anche di scuola, argomento oggi più che mai d’attualità per molti e diversi motivi. Sembra infatti che questo governo abbia dichiarato guerra alla scuola pubblica sventolando problemi finanziari e di bilancio. Di fatto credo che l’intento possa essere un altro, e dico quale con le parole di un politico di un tempo e di un Paese diverso dal nostro, ma che dimostra come tanti governi passati e presenti abbiano avuto e hanno gli stessi ..”problemi”.
“La cultura rende un popolo facile da governare, ma impossibile a ridursi in schiavitù”
(Henry Peter Brougham, Lord Cancelliere del Regno Unito durante la prima metà del 1800)
“Tornano i cattivi maestri” di Maria Novella Oppo
da: “l’Unità” del 26/6/2009
“In testa buffi cappellini col pon pon, al collo un bavagliolo col pizzo: così si sono presentati alle telecamere i componenti della Corte dei conti, per comunicare che 60 miliardi di euro sperperati in corruzione servirebbero a sanare molte pecche della nostra pubblica amministrazione. Una denuncia espressa in costumi arcaici, che dovrebbe provocare lo sdegno e l’impegno dei membri del governo. Particolarmente del capo in testa, il quale, però, non può proprio permettersi di fare la morale a nessuno. E, travestita da madonnina infilzata, si è presentata in tv anche la Gelmini, unico ministro della pubblica istruzione al mondo che si vanta delle tante bocciature inflitte. E che, in coincidenza con gli esami di maturità, ha dichiarato sorridendo: «è finito il buonismo del 68». Infatti, con lei e Berlusconi è arrivato nella scuola il governo dei cattivi. Perché chi pretende di punire i bambini non dovrebbe essere né corrotto, né tanto meno corruttore.”
Per concludere, parlando di ’68 e di movimento studentesco di allora e di oggi, riporto una intervista di Achille Serra, che non ha certo bisogno di presentazioni. intervista a Achille Serra
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“Le emergenze politiche e la crisi economica non possono lasciarci indifferenti verso chi tenta di sfuggire alla guerra e alle persecuzioni politiche”.
Queste parole che il Presidente Napolitano ha inviato alla conferenza per la celebrazione della Giornata Mondiale del rifugiato, mi hanno indotto a qualche riflessione, che vorrei proporre così come mi è venuta. Il mondo oggi vive in un’era di globalizzazione e ogni cosa ora, nel bene e nel male, diventa globale, e con loro anche “il” bene e “il” male in quanto tali, in quanto sopportati da ognuno di noi a livello sia oggettivo che soggettivo. Perchè tutto ormai si viene a sapere, se si vuole sapere. E la mia personale sensazione di malessere viene immessa nel globale, e dal globale spesso anche ne deriva. (continua…)
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