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	<title>Idee in Movimento &#187; diritti umani</title>
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	<description>il Blog di "Uniti per Sotto il Monte"</description>
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		<title>21 Maggio, una data da non dimenticare</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 16:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Parco Locale Monte Canto e del Bedesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta a Calusco, lo scorso venerdì  14 maggio, la seconda assemblea promossa dal Comitato e anche questo evento ha visto una grande attenzione e partecipazione da parte del pubblico. Le tre relazioni sono risultate interessanti e applaudite in modo convinto; gli interventi del pubblico, tutti pertinenti, hanno portato elementi di riscontro che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Assemblea-a-Pontida.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1915" title="Assemblea a Pontida" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/Assemblea-a-Pontida-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Si è svolta a Calusco, lo scorso venerdì  14 maggio, la seconda assemblea promossa dal Comitato e anche questo evento ha visto una grande attenzione e partecipazione da parte del pubblico.<br />
Le tre relazioni sono risultate interessanti e applaudite in modo convinto; gli interventi del pubblico, tutti pertinenti, hanno portato elementi di riscontro che hanno rappresentato un arricchimento del dibattito stesso.<br />
Come tutte le assemblee pubbliche, ha avuto il grande merito di dare uno spazio di espressione dei problemi vissuti a tutti i cittadini;<br />
tanto che si è preferito lasciare molto più spazio alle domande, contraendo il tempo previsto per la terza presentazione.<br />
Il fatto rilevante è che i nostri concittadini sentono i problemi ambientali e dimostrano fiducia nel nostro Comitato.<br />
Noi puntiamo più in alto e la prossima assemblea di Pontida, il 21 maggio prossimo, rappresenta per noi il banco di prova più significativo.<br />
Andiamo a presentare la nostra idea di Parco e ci rivolgiamo direttamente non solo ai nostri concittadini, ma anche a tutti gli Amministratori locali.<br />
Si profila quindi un avvenimento al quale è impensabile non partecipare; ne va di mezzo il nostro futuro e quello delle nuove generazioni, perché il Parco del Canto e del Bedesco è la nostra risorsa più preziosa: sta a noi valorizzarla o soffocarla, soffocando anche noi stessi.  <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/INTERVENTI.pdf">INTERVENTI</a></p>
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		<title>Una storiella piccola piccola che può fare la differenza</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 13:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Un caro amico me l&#8217;ha inviata via mail, ed io la propongo perchè mi piace molto. Un sant&#8217;uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l&#8217;Inferno» Dio condusse il sant&#8217;uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all&#8217;interno. C&#8217;era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un caro amico me l&#8217;ha inviata via mail, ed io la propongo perchè mi piace molto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un sant&#8217;uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l&#8217;Inferno» Dio condusse il sant&#8217;uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all&#8217;interno. C&#8217;era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant&#8217; uomo sentì l&#8217;acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall&#8217;aspetto livido e malato. Avevano tutti l&#8217;aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po&#8217;, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant&#8217;uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: &#8220;Hai appena visto l&#8217;Inferno&#8221;.    Dio e l&#8217;uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l&#8217;aprì. La scena che l&#8217;uomo vide era identica alla precedente. C&#8217;era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l&#8217;acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch&#8217;esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant&#8217;uomo disse a Dio : «Non capisco!» &#8211; E&#8217; semplice, &#8211; rispose Dio, &#8211; essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé&#8217; stessi&#8230;.ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri! Quelli dell&#8217;altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi&#8230; Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura&#8230;La differenza la portiamo dentro di noi. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi permetto di aggiungere&#8230; &#8220;Sulla terra c&#8217;è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l&#8217;ingordigia di pochi. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo&#8221;. Mahatma Gandhi.</em></p>
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		<title>Referendum acqua pubblica, raccolta firme a Terno d&#8217;Isola</title>
		<link>http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/2010/05/06/referendum-acqua-pubblica-raccolta-firme-a-terno-disola/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 10:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[volantino PD]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/A5-PD-acqua-pubblica-bg-.pdf">volantino PD</a><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/volantino-Terno-web.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1884" title="volantino Terno web" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/volantino-Terno-web.jpg" alt="" width="316" height="448" /></a></p>
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		<title>Un&#8217;altra Italia esiste &#8211; di Domenico Finiguerra</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 08:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.domenicofiniguerra.it/ &#8220;Con questa lettera mi rivolgo ai 1800 cittadini di Cassinetta di Lugagnano, ai frequentatori del mio sito internet, ai miei contatti sui social network, ai 30 mila aderenti alla Campagna Stop al Consumo di Territorio, ai 420 mila sostenitori dell’Acqua Pubblica, alle migliaia di persone che ho incontrato in incontri pubblici, conferenze e dibattiti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.domenicofiniguerra.it/">http://www.domenicofiniguerra.it/</a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Con questa lettera mi rivolgo ai 1800 cittadini di Cassinetta di Lugagnano, ai frequentatori del mio sito internet, ai miei contatti sui social network, ai 30 mila aderenti alla Campagna Stop al Consumo di Territorio, ai 420 mila sostenitori dell’Acqua Pubblica, alle migliaia di persone che ho incontrato in incontri pubblici, conferenze e dibattiti, ai miei colleghi, amministratori o politici.                                Negli ultimi 8 anni sono state molte le occasioni per scrivere, commentare, riflettere a voce alta.<br />
Ho condiviso con dei fantastici compagni di viaggio, il gruppo “Per Cassinetta”, protagonisti dell’esperienza di rinnovamento del nostro comune, l’orgoglio e l’onore di guidare Cassinetta di Lugagnano, la sua comunità e il suo territorio, nella difesa dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni, per la terra e per l’acqua.<br />
Ho condiviso la speranza e la volontà di contribuire alla costruzione di un futuro migliore e diverso per i nostri figli.<br />
Insieme alla mia giunta ho sempre manifestato pensieri e idee con la massima sincerità.<br />
Oggi, non posso non fare altrettanto.                                                                                                                                 Spesso i politici dicono e fanno cose con lo scopo di accattivarsi la simpatia dei cittadini elettori. Prestando molta attenzione a non urtare le sensibilità e le suscettibilità. Evitando scomodi argomenti che potrebbero far perdere qualche voto al loro partito.<span id="more-1844"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono stato eletto nel 2002 e riconfermato nel 2007 alla guida di una lista civica. Senza nessun legame con i partiti. Ma la mia storia personale e le mie idee mi collocano nella parte del campo che si contrappone (o sarebbe meglio dire dovrebbe farlo), all’attuale maggioranza di Governo guidata da Silvio Berlusconi e da Umberto Bossi.<br />
Per l’affetto o per il rispetto che devo a tutti i cittadini di Cassineta e a tutti coloro che mi seguono in rete o che mi hanno ascoltato in qualche sala pubblica, cinema o teatro, è per me indispensabile manifestare apertamente il mio pensiero rispetto alla deriva culturale e all’impoverimento civile che sta interessando l’Italia.                                                                                                                                                              Negli ultimi anni, lentamente, giorno dopo giorno, si è diffuso un amaro rancore preventivo nei confronti di chi è straniero, di chi professa altre religioni rispetto a quella cattolica, di chi è diventato nostro vicino di casa. “Andate via, a calci nel c…!”, “L’Italia agli Italiani!”,“Giù la mani dalle nostre donne, dal nostro lavoro, dal nostro crocifisso!”<br />
Quante volte abbiamo udito queste frasi? Alla televisione, alla radio o in comizi elettorali.                      Ma nelle ultime settimane l’accelerazione di questo processo e l’affermazione di prassi e comportamenti indegni di un paese che vuole definirsi civile, ha assunto un carattere davvero insopportabile. Ha cominciato a coinvolgere in maniera diretta i bambini. E cosa ancor più grave, per me, ha visto sindaci e assessori agitare spettri e propaganda per far venire ai cittadini la bava del livore alla bocca, sperando di interpretare questi istinti primordiali e alimentare così il proprio consenso.                                                                                                                                                                                        Un comune in Provincia di Verona ha lasciato a piedi i bambini (figli di stranieri) non in regola con il pagamento dello scuolabus. Così, se le porte del pulmino giallo si aprivano per taluni, per altri si chiudevano. “Tu sali! Tu resti giù!”                                                                                                                                       In un altro comune in Provincia di Brescia alcuni bambini (sempre figli di stranieri) non in regola con il pagamento della refezione sono stati lasciati a digiuno. Proprio così. Mentre i loro compagni venivano serviti con pastasciutta, bistecca e insalata, questi piccoli esseri umani si sono trovati davanti un semplice pezzo di pane e dell’acqua. Quando un imprenditore, volendo separare le sue responsabilità da quelle del suo sindaco, ha voluto saldare il debito per conto delle famiglie morose, gli sono giunti messaggi indispettiti, raccolte di firme contro la sua donazione. Perché? Perché si era azzardato a guastare il clima di ritorsione collettiva e vendicativa… a sporcarlo con un gesto di buona volontà?                                                                                                                                                                                        Una vergogna. Una vera e propria vergogna. Ho provato ad immaginare mio figlio, seduto ad un banchetto. L’ho immaginato guardare il suo compagno mangiare ed abbassare lo sguardo, umiliato, senza sapere perché. Ho provato ad immaginarlo con lo zainetto in spalla tornare mestamente e a piedi verso casa. Il capo chino e l’etichetta di diverso sulla giacchettina.                                                        Cari cittadini e cari amici, di fronte a questi episodi, cartine di tornasole di cosa è diventato il nostro paese, non posso tacere. Non posso non gridare il mio disprezzo umano e politico per chi nell’intento di ottenere voti e approvazione, non riuscendo a far pagare genitori morosi, si inorgoglisce nel prenderne a calci i figli. Si inorgoglisce. Invece di mettere in campo un’azione doverosa di recupero e verifica dell’evasione, cavalca tale occasione per raccogliere i frutti dall’albero dell’insofferenza diffusa.                                                                                                                                                                                               Io sento il dovere morale di dire e fare la mia parte. Innanzitutto non voltandomi, per opportunismo, dall’altra parte, diventando così complice. Corresponsabile morale di una classe politica di aspiranti gerarchi che cercano visibilità in un regime culturale fondato sulla ripugnanza, sull’egoismo e sulle povertà ideali e materiali. Sospinti da cittadini che hanno smarrito, sono stati spogliati o si sono liberati dei sentimenti di fraternità e pietà.                                                                                                                      Sul mio sito si parla molto di temi ambientali. Ma di fronte ai respingimenti in alto mare di donne e bambini in fuga dalla fame e dalla guerra, di fronte ai cadaveri di stranieri ammassati nel deserto libico perché non idonei ad avere un pezzo di carta, di fronte alle scene di razzismo e deportazione cui abbiamo assistito alcuni mesi fa a Rosarno, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di nucleare o risparmio energetico.                                                                                               Di fronte alle rivoltanti e spregevoli parole di politici che incitano alla caccia al diverso, sia esso musulmano, nero o omosessuale, di fronte a questa deriva barbarica, che sta gettando le basi, e forse ha già costruito, una società della violenza, dell’invidia e dell’iperindividualismo, di fronte agli sguardi di giustificazione (se non addirittura di approvazione) delle parole cariche di retorica razzista, di fronte ai fatti prodotti da un clima che ricorda quello preparatorio dei tempi bui del nazi-fascismo, di fronte a tutto questo, non me la sento di cambiare discorso per parlare di inceneritori o autostrade.  Di fronte al degrado civile e morale del mio paese, l’Italia, che sta mostrando in questi giorni il suo lato peggiore, mi sento in dovere di manifestarvi tutto il mio disagio e la mia indignazione. Affinché tutti voi sappiate da che parte sto. Anche se, e ne sono consapevole, ciò comporterà da parte di alcuni di voi, ma spero di pochi, l’abbandono di sentimenti di simpatia nei miei confronti.                                   Ma ciò che io vi chiedo non è la simpatia. Osservando insieme a voi gli occhi di un bambino che implora pietà su un gommone o quelli di un uomo abbassato su una pianta di pomodori, ciò che io vi chiedo è la comprensione e la solidarietà, per loro.                                                                                                      Da pochi giorni è passata la Pasqua. La gran maggioranza di voi ha festeggiato la Resurrezione di Gesù. Lo stesso Gesù che se fosse nato oggi, in Italia, magari in una catapecchia della periferia milanese, non sarebbe stato salutato con riunioni di gioia e cori di giubilo, bensì con presidi di protesta e cori razzisti.<br />
Se siete credenti e cristiani e vi recate in chiesa tutte le domeniche, udirete parole che invitano all’amore. Ascoltatele.<br />
Non prestate orecchio a chi, ostentando un fazzoletto verde nel taschino o una spilletta con uno spadone puntato in alto, a pochi metri del sagrato della chiesa, vi indica come unica strada da percorrere quella della paura, dell’odio e dell’intolleranza.                                                                                    Pensate invece ai vostri figli e alle prossime generazioni. Cercate di non trasmettere sensazioni di lontananza rispetto a chi ha il colore della pelle diversa, a chi prega un dio diverso, a chi viene da un paese diverso. Perché non sarà né bello né piacevole per i vostri figli, vivere in un paese dove ci si guarda con diffidenza o indifferenza. Dove il pregiudizio annega ogni stimolo alla reciproca conoscenza. Dove il benessere individuale viene prima di ogni regola di giustizia sociale e collettiva. Forse non ho nessun diritto di dirvi tutto questo, e mi scuso se ciò è vissuto da parte vostra come una sorta di predica. Ma io sono un sindaco e, seppur piccolo, sono un rappresentante delle istituzioni ed è bene che i cittadini che rappresento e quelli che si soffermano ad ascoltare ciò che dico e propongo in rete, sappiano quali sono i sentimenti che si agitano nel mio cuore.                                                                 Io sto dalla parte delle sorelle e dei fratelli stranieri. Quelli che arrivano disperati in cerca di speranza. Quelli che muoiono di stenti implorando accettazione. Quelli che sono sfruttati senza ritegno da delinquenti e criminali. Quelli che tutti i giorni accompagnano i nostri figli a scuola, quelli che curano i nostri anziani e che cureranno noi tra qualche anno, quelli che lavano i nostri gabinetti, quelli che si sporcano le mani di grasso per noi.                                                                                                                                      Io sto dalla parte dei bambini che non hanno colpa o peccato e che, pur avendo un genitore che non vuole o magari semplicemente non può pagare la mensa scolastica, hanno comunque diritto, come tutti i bambini del mondo, alla serenità e a vedersi riconosciuti pari dignità e diritti dei loro compagni di banco.                                                                                                                                                                                           Io sto da questa parte e sarebbe bene che tutti, i piccoli e i grandi sindaci, gli assessori o i consiglieri comunali, le liste civiche, quelle democratiche, quelle progressiste, di centrosinistra o semplicemente di ispirazione civile o addirittura quelle di centrodestra che non condividono questa deriva di ostentata disumanità, così come i militanti, gli uomini di cultura, i blogger, i pastori, i cantanti, i contadini, i lavoratori, gli imprenditori,i cittadini, insomma tutti quelli che stanno da questa parte, liberassero i loro pensieri e li proponessero con fierezza, a dimostrare che esiste anche un’altra Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">domenico finiguerra<br />
sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Milano, Italia</p>
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		<title>Due riflessioni dopo il voto</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 20:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scritto da Luciano Benini  1 aprile 2010  http://www.benecomune.it/ Prima Riflessione: la Democrazia Dall’inizio dell’umanità fino a 30 anni fa, la struttura di tutte le società era composta da una grande base (proletari, popolo, salariati, braccianti, operai, ecc.), un piccola parte intermedia (borghesia, classe media, benestanti, ecc.) e una piccolissima quota al vertice della piramide (ricchi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Scritto da <a title="Articoli scritti da: Luciano Benini" href="http://www.benecomune.it/author/luciano/"><span style="color: #000000;">Luciano Benini</span></a><span style="color: #000000;"> </span> 1 aprile 2010  <a href="http://www.benecomune.it/">http://www.benecomune.it/</a></h3>
<p><strong>Prima Riflessione: la Democrazia</strong></p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Dall’inizio dell’umanità fino a 30 anni fa, la struttura di tutte le società era composta da una grande base (proletari, popolo, salariati, braccianti, operai, ecc.), un piccola parte intermedia (borghesia, classe media, benestanti, ecc.) e una piccolissima quota al vertice della piramide (ricchi, aristocrazia, ecc.). In società strutturate in questo modo, la democrazia (una testa un voto) è stato uno straordinario strumento di governo equo e solidale, perchè la base sociale che sta peggio essendo molto più numerosa del resto ha potuto decidere da chi farsi governare e come.<br />
Pur con motivazioni e ideologie diverse, se ci pensiamo bene fino alla fine degli anni ‘70 quasi tutti i partiti rappresentati in parlamento (DC, PCI, PSI) avevano politiche e sensibilità a favore di quella grande base popolare che stava peggio. Ma nelle società ricche e industrializzate, come è divenuta l’Italia dall’inizio degli anni ‘80, la struttura sociale non è più questa. La base che sta peggio, che fa fatica ad arrivare a fine mese, che è socialmente emarginata, non raggiunge il 20%, il 75% galleggia in una zona intermedia e un 5% è ricco e potente. <span id="more-1816"></span>Chi si trova ormai in quel 75% vuole difendere il suo status acquisito ad ogni costo, ed anzi sogna di poter accedere a quel 5% di superprivilegiati. Berlusconi lo ha intuito proprio all’inizio degli anni ‘80, e ha costruito le sue televisioni proprio per venir incontro alle esigenze di quel 75%: ha offerto loro il sogno di poter scalare ulteriormente la piramide sociale, senza alcuno scrupolo per chi non ce la fa che anzi è stato rappresentati come “sfigato”, “sfaccendato”, “incapace”, “improduttivo”. 30 anni di televisione con questi modelli culturali hanno ormai inciso profondamente sull’immaginario collettivo, e chi si trova ad avere un minimo benessere economico non guarda più a chi sta peggio con i principi dell’art. 2 della Costituzione (”La Repubblica … richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”) ma prova disprezzo e menefreghismo nei confronti di chi sta peggio (poveri, zingari, immigrati, ecc.). L’enorme potere mediatico di Berlusconi gli ha consentito, non tanto con i telegiornali ma con tutte le altre trasmissioni di “intrattenimento”, di far passare nella gente una serie di bugie che, ripetute mille volte, sono ormai diventate verità: la violenza dilaga a causa degli immigrati (invece la delinquenza violenta è in costante diminuzione dal dopoguerra ad oggi), l’immigrato stupra le nostre donne (invece gli italiani stuprano, in percentuale, il doppio degli immigrati), i suoi governi fermano l’immigrazione e quelli di sinistra la favoriscono (invece non solo non è vero che gli sbarchi in mare siano finiti ma va detto che gli immigrati arrivano per meno del 10% via mare, quindi fermare gli sbarchi è del tutto marginale) e via dicendo.<br />
Berlusconi è anche riuscito a far credere alla gente che lui diminuisce le tasse (anche questo non è vero perchè nell’ultimo anno la pressione fiscale è aumentata) e che diminuire le tasse è una cosa buona. Invece la diminuzione delle tasse conviene solamente a quell’1% che dichiara più di 100 mila Euro all’anno, e che i servizi sociali e sanitari se li può pagare senza il contributo dello Stato. Berlusconi ha poi eliminato l’ICI sulla prima casa ed anche la tassa di successione, due decisioni che hanno avuto un grande consenso popolare anche se sono state utili solamente a quell’1% di supericchi: se ci fosse ancora l’ICI sulla prima casa e la tassa di successione, oggi avremmo una gran quantità di denaro a favore di chi ha perso il lavoro. Verrebbe da pensare che quel 75% sia molto arrabbiato con Berlusconi perchè il poco vantaggio fiscale avuto con l’eliminazione dell’ICI e della tassa di successione ora viene pagato con meno servizi pubblici ed una diffusissima precarietà: ed invece gran parte di quel 75% vota ancora Berlusconi e Lega sia per ignoranza ma anche perchè continua ad avere il sogno di entrare nella stanza dei supericchi, dove avere quei privilegi non è più, purtroppo, motivo di vergogna ma di vanto.<br />
Non è un caso che in questo stato di agonia della democrazia, vi sia il crollo del voto. A Fano alle regionali dell’altro giorno 45 cittadini su 100 non sono andati a votare o non hanno espresso un voto valido: per me questo è il segnale che la democrazia è finita, invece per i partiti è il segno che la nostra democrazia è matura, perchè negli Stati dove la democrazia è solida va a votare poco più della metà della gente.<br />
Dove lavorare allora? In quella parte del 75% che potrebbe ravvedersi? In quel 45% che non esprime più un voto?<br />
Mi fermo qui, ma ragioniamo assieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Luciano Benini</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Seconda riflessione: la Lega</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Lega è il partito più pagano, quello più lontano dal Vangelo, eppure ha la sfrontatezza di definirsi difensore dei valori cattolici.<br />
La Lega vuole il federalismo fiscale: Zaia, che pure è stato uno dei migliori ministri dell’agricoltura che l’Italia abbia avuto negli ultimi decenni, ha detto che i 12 miliardi di tasse che i veneti pagano dovranno rimanere tutti in Veneto. Principio non solo antievangelico, perchè assomiglia tanto al ricco epulone che non vuole che neppure le briciole vadano al povero Lazzaro, ma del tutto anticostituzionale, sia in relazione all’art. 2 (”La Repubblica … richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”) che dell’art. 119 laddove si dice che le Regioni utilizzano le proprie imposte per le funzioni loro attribuite, e quindi non per le funzioni di competenza statale. Comunque prendo in parola la Lega: prima però i Veneti vadano in Calabria e i Calabresi in Veneto, e poi vediamo se la Lega vuole ancora il federalismo fiscale in una Regione dove i Veneti si troveranno senza infrastrutture (strade, autostrade, ferrovie, linee elettriche), senza industrie e senza lavoro ma in compenso strangolati dalla più potente mafia al mondo, la ‘ndrangheta. E non si dica che anche il Veneto nel dopoguerra era povero, il che è verissimo, perchè comunque si trovava in una zona d’Italia ricca di infrastrutture e di potenzialità, circondata da regioni ricche e senza mafia.<br />
La Lega poi vuole cacciare tutti gli immigrati: bene, anche in questo caso li prendo in parola. Perchè è vero che gli immigrati tolgono posti nelle case popolari, negli asili nidi, negli ospedali, ecc.. Dunque, fuori tutti. Fuori però anche le badanti, fuori anche tutti coloro, e sono ormai milioni, che fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare. E fuori soprattutto tutte le fonti energetiche e le materie prime “immigrate”, che provengono cioè da quegli stessi paesi degli immigrati. Per 50 anni abbiamo costruito il miracolo economico italiano accettando un sistema economico ingiusto, basato sulla “trinità satanica” (Alex Zanotelli) Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, che ci ha permesso di rapinare il Sud del mondo senza che nessun leghista avesse niente da dire. Adesso che i giovani di quei paesi rapinati cercano un futuro dignitoso per se e per i propri cari proprio in quei paesi dove sono finite le loro materie prime e le loro fonti energetiche, la Lega dice STOP. Troppo facile così. Stop agli immigrati ma stop anche alle loro materie prime e fonti energetiche, poi vediamo se i leghisti sono ancora d’accordo.<br />
Purtroppo sia sulla prima questione, il federalismo fiscale, che sulla seconda, gli immigrati, la sinistra (non tutta) ha solo dato risposte generiche e vaghe, favorendo la politica di pancia della Lega.</p>
<p style="text-align: justify;">Luciano Benini</p>
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		<title>Giornata mondiale dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 15:49:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri c&#8217;è stata la Giornata Mondiale dedicata all&#8217;acqua. Peccato che l&#8217;attenzione in Italia sia tutta convergente verso una campagna elettorale &#8220;sbalenga&#8221;, piena di bugie, raffazzonamenti, piazze mezze piene e mezze vuote, parole vuote,  slogans, speranze ingannevoli, coretti e parole d&#8217;ordine. Oltre ovviamente ad &#8220;intrusioni&#8221; ecclesiastiche contro l&#8217;aborto con relativa chiamata alle armi pro salvatori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri c&#8217;è stata la Giornata Mondiale dedicata all&#8217;acqua. Peccato che l&#8217;attenzione in Italia sia tutta convergente verso una campagna elettorale &#8220;sbalenga&#8221;, piena di bugie, raffazzonamenti, piazze mezze piene e mezze vuote, parole vuote,  slogans, speranze ingannevoli, coretti e parole d&#8217;ordine. Oltre ovviamente ad &#8220;intrusioni&#8221; ecclesiastiche contro l&#8217;aborto con relativa chiamata alle armi pro salvatori del genere umano. Peccato che nessun ecclesiastico, a parte Padre Zanotelli e pochi altri, spendano una sola parola per i bambini già nati ma che a milioni ogni anno muoiono per mancanza di acqua potabile.  Spostiamo l&#8217;attenzione sulla realtà, lasciando le promesse di miracolose guarigioni e le crociate opportunistiche al posto che meritano. Vi propongo, per informazione, la lettura del <a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/dossier_acqua_2010.pdf">dossier_acqua_2010</a>, specialmente da pag. 7 a pag. 11. E&#8217; uno studio di organizzazioni che nulla hanno a che fare con la politica o la religione, e non ne sono quindi minimamente influenzate, ne&#8217; nel bene, ne&#8217; nel male.  </p>
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		<title>&#8230;. nel rispetto dell&#8217; &#8220;interpretazione della legge&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 16:25:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Michele Serra &#8211; &#8220;Repubblica&#8221; 7 marzo 2010</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Avrei bisogno anche io di un «decreto interpretativo» che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti. Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito «ma le serve la ricevuta?» che non è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all´estero. Perché non ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono.  Io &#8211; insieme a qualche altro milione di italiani &#8211; sono l´incarnazione di un´anomalia. Rappresento l´inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.&#8221;</em></p>
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		<title>Quali sono i candidati nucleari?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 17:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scoprilo sul sito di greenpeace.  http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html Intanto vediamo cosa dichiara il candidato nucleare della Lombardia: 10 febbraio 2010: &#8220;La scelta del governo di aprire al nucleare è una scelta positiva. In Lombardia per ora non abbiamo bisogno di centrali nucleari&#8221;. (Agenzia ASCA, 10 febbraio 2010) http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scoprilo sul sito di greenpeace. </p>
<p><a href="http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html">http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html</a></p>
<p>Intanto vediamo cosa dichiara il candidato nucleare della Lombardia:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>10 febbraio 2010: </em><br />
&#8220;La scelta del governo di aprire al nucleare è una scelta positiva. In Lombardia <strong>per ora</strong> non abbiamo bisogno di centrali nucleari&#8221;.<br />
(Agenzia ASCA, 10 febbraio 2010)</p>
<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/formigoni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1729" title="formigoni" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/formigoni.jpg" alt="" width="370" height="163" /></a></p>
<p><a href="http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html">http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/candidati.html</a></p>
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		<title>Green Economy e nucleare: chi guadagna sul ritardo dell’Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 14:21:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riporto volentieri questo post tratto da &#8220;Politicambiente&#8221; http://www.politicambiente.it/ Sembra incredibile che una notizia importante come questa, non arrivi ai nostri media, e quindi a noi. Che vuol dire tutto ciò? Forse che la democrazia, unitamente all&#8217;avanguardia tecnologica, in Italia sono solo un ricordo. &#8220;L’Italia è il Paese meno adatto e più rischioso al mondo per investire i propri capitali sulle energie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riporto volentieri questo post tratto da &#8220;Politicambiente&#8221; <a href="http://www.politicambiente.it/">http://www.politicambiente.it/</a> Sembra incredibile che una notizia importante come questa, non arrivi ai nostri media, e quindi a noi. Che vuol dire tutto ciò? Forse che la democrazia, unitamente all&#8217;avanguardia tecnologica, in Italia sono solo un ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;L’Italia è il Paese meno adatto e più rischioso al mondo per investire i propri capitali sulle energie alternative e, in generale, su ricerche e produzioni che riguardano il clima. Questa affermazione è basata su uno studio della Deutsche Bank – circa le politiche ambientali di 109 Paesi – apparsa sul sito delle Nazioni Unite dedicato alla Convenzione sul clima (Unfccc) e puntualmente ignorata dai mass media italiani, malgrado sia stata rilanciata da una delle maggiori agenzie di stampa. Il fatto è che lo studio della banca tedesca valuta l’Italia come fanalino di coda e che le critiche dell’Onu, insolitamente dure, si rivolgono al nostro presidente del Consiglio. Verso il nostro Paese il sito dell’Onu non ha dubbi e si sbilancia, scoraggiando apertamente i possibili investitori: “Se state cercando opportunità di investimento collegate ai cambiamenti climatici – si afferma infatti nel sito delle Nazioni Unite &#8211; non mettete l’Italia in cima alla vostra lista” perché “non è assolutamente chiaro che tipo di legislazione il suo primo ministro Silvio Berlusconi intenda adottare sul clima”. Sempre parlando della cosiddetta Green Economy, gli esperti dell’Onu si permettono persino di fare dell’ironia affermando che investire nel settore del futuro in Italia è “una cosa solo per coraggiosi”.<span id="more-1712"></span> Mentre invece è molto produttivo dirigere i propri capitali soprattutto in Germania, Cina, Francia e Brasile. Un po’ più aleatori, ma sempre produttivi, sarebbero gli investimenti fatti negli USA, nel Regno Unito, in Canada, in Russia e in India. In ogni caso basterebbe quest’invito dell’Onu, diffuso in tutto il mondo, a far comprendere il danno politico ed economico che ne deriva all’Italia: mentre tutti i maggiori Paesi del pianeta guardano, con nuove leggi e con investimenti freschi, a questo settore cruciale per il futuro dell’intera umanità, l’Italia è l’unica nazione – fra le 109 esaminate dalla Deutsche Bank – in cui il governo ignora, nei fatti, la Green Economy e si limita agli annunci sul nucleare. D’altra parte, anche il mercato, e quindi i privati, hanno già decretato il loro “pollice verso” nei nostri riguardi. Come è stato puntualmente messo in rilievo in una recentissima graduatoria pubblicata sul Sunday Times, da cui risulta che il nostro Paese è il solo dove non si fanno adeguati investimenti privati nella Green Economy. Cerchiamo di capire come mai ciò avviene, con la premessa che il nostro capo del governo – al quale spetta dettare le politiche per il futuro e incentivare gli investimenti privati – non è certo uno sprovveduto e conosce molto meglio di noi e fin nei minimi particolari “il cosa, il come e il perché” della questione climatica e delle sue prospettive nel campo della ricerca, della produzione e del commercio internazionale. Ora, chi governa l’Italia ha annunciato da tempo di voler investire tutto sul nucleare, con la promessa che ciò risolverà i nostri problemi energetici. Un annuncio impegnativo e gravido di conseguenze, con i suoi pro e i suoi contro, ma che richiederà decenni per essere effettivamente realizzato. Nel frattempo, quindi, si potrebbero programmare e incentivare investimenti nelle cosiddette energie alternative, come stanno facendo tutti nel pianeta, per alleviare la nostra dipendenza dal petrolio e anche per non perdere il treno delle tecnologie del futuro. Perché l’Italia è l’unico Paese al mondo che ha ignorato finora – in campo legislativo e programmatorio — questa strada, che da tempo appare ormai come l’unica ad avere prospettive percorribili? Forse perché i nostri governanti sono più scaltri e furbi di tutti gli altri? Vediamo. E’ evidente che, in attesa delle fantomatiche centrali nucleari, l’Italia di Berlusconi potrà contare quasi esclusivamente sul gas naturale dell’“amico Putin”, in aggiunta al petrolio. Ma anche il gas costa, con il risultato che una montagna di denaro si trasferirà dal nostro Paese nelle casse delle società russe (oltre che in quelle dei produttori di petrolio). Mentre invece gli investimenti fatti a casa nostra, nelle energie alternative, farebbero non solo rimanere in Italia – e attirerebbero dall’estero – consistenti capitali ma ci farebbero stare agganciati alle nuove tecnologie, con evidenti vantaggi in campo produttivo e commerciale. Perché, dunque, il nostro governo – oltre che fare annunci sul nucleare &#8211; ha finora accuratamente evitato di compiere una scelta concreta, programmatica e legislativa, a favore della Green Economy, dando così l’impressione di non tener conto degli interessi nazionali italiani? Soprattutto se si pensa alle varie opposizioni che avranno nel nostro Paese i siti nucleari, con il risultato che si allungheranno ancora di più i tempi di realizzazione. Costringendo i cittadini italiani, nei prossimi anni, a continuare a sborsare miliardi di Euro per il gas dell’amico Putin o il petrolio dell’amico Gheddafi. A chi giova tutto questo? Una risposta valida può essere cercata nell’antico e sacro valore dell’amicizia, per cui anche in Russia o in Libia non solo si accoglie l’ amico in casa ma lo si fa sempre compartecipe dei propri buoni affari e, in caso di pericolo, gli si dà asilo lontano dagli affanni o da possibili “persecuzioni”…&#8221;</em></p>
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		<title>Nessuno si senta escluso</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 20:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Laicità come metodo, integrazione come obiettivo Venerdì 26 febbraio alle ore 20.45 &#8211; Casa del Giovane &#8211; Via Gavazzeni 13 &#8211; Bergamo Partecipano: - DON ANDREA GALLO, Fondatore e animatore della Comunità San Benedetto al Porto di Genova - CECILIA EDELSTEIN, Psicologa e terapeuta familiare, Presidente dell&#8217;Associazione Shinui di Bergamo Introduce e modera: &#8211; MARCELLO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/nessuno-si-senta-escluso1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1706" title="nessuno si senta escluso" src="http://www.unitipersottoilmonte.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/nessuno-si-senta-escluso1.jpg" alt="" width="114" height="201" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Laicità come metodo, integrazione come obiettivo</em></strong></p>
<p>Venerdì 26 febbraio alle ore 20.45 &#8211; Casa del Giovane &#8211; Via Gavazzeni 13 &#8211; Bergamo</p>
<p>Partecipano:</p>
<p>- DON ANDREA GALLO, Fondatore e animatore della Comunità San Benedetto al Porto di Genova</p>
<p>- CECILIA EDELSTEIN, Psicologa e terapeuta familiare, Presidente dell&#8217;Associazione Shinui di Bergamo</p>
<p>Introduce e modera: &#8211; MARCELLO SAPONARO, candidato del PD al Consiglio Regionale</p>
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