Archivio per la Categoria Cultura
“Sembra di vederlo per queste strade, per questi colli, tra queste case, in questo suo paesaggio, così ardentemente diletto e ricordato con tenerezza fino agli ultimi giorni della vita, il “suo caro nido di Sotto il Monte”, in cui tutti gli anni, quando gli fu possibile, da Sacerdote, da Vescovo, da Cardinale, venne a rifugiarsi, per ritemprare il suo spirito “in gratia et fide”. (Dal discorso di Sua Santità Giovanni Paolo II in occasione della sua visita a Sotto il Monte il 26 Aprile 1981).
E cara a Papa Giovanni fu anche la Torre di San Giovanni, che affidò al Gruppo Alpini di Sotto il Monte perchè la restaurassero e la conservassero. E così loro han fatto, da allora e fino ad oggi, con impegno e continuità. (continua…)
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Riporto volentieri un articoletto tratto da l’Unità” di oggi e che parla, tra altre cose, anche di scuola, argomento oggi più che mai d’attualità per molti e diversi motivi. Sembra infatti che questo governo abbia dichiarato guerra alla scuola pubblica sventolando problemi finanziari e di bilancio. Di fatto credo che l’intento possa essere un altro, e dico quale con le parole di un politico di un tempo e di un Paese diverso dal nostro, ma che dimostra come tanti governi passati e presenti abbiano avuto e hanno gli stessi ..”problemi”.
“La cultura rende un popolo facile da governare, ma impossibile a ridursi in schiavitù”
(Henry Peter Brougham, Lord Cancelliere del Regno Unito durante la prima metà del 1800)
“Tornano i cattivi maestri” di Maria Novella Oppo
da: “l’Unità” del 26/6/2009
“In testa buffi cappellini col pon pon, al collo un bavagliolo col pizzo: così si sono presentati alle telecamere i componenti della Corte dei conti, per comunicare che 60 miliardi di euro sperperati in corruzione servirebbero a sanare molte pecche della nostra pubblica amministrazione. Una denuncia espressa in costumi arcaici, che dovrebbe provocare lo sdegno e l’impegno dei membri del governo. Particolarmente del capo in testa, il quale, però, non può proprio permettersi di fare la morale a nessuno. E, travestita da madonnina infilzata, si è presentata in tv anche la Gelmini, unico ministro della pubblica istruzione al mondo che si vanta delle tante bocciature inflitte. E che, in coincidenza con gli esami di maturità, ha dichiarato sorridendo: «è finito il buonismo del 68». Infatti, con lei e Berlusconi è arrivato nella scuola il governo dei cattivi. Perché chi pretende di punire i bambini non dovrebbe essere né corrotto, né tanto meno corruttore.”
Per concludere, parlando di ’68 e di movimento studentesco di allora e di oggi, riporto una intervista di Achille Serra, che non ha certo bisogno di presentazioni. intervista a Achille Serra
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“Anche sul trono più elevato del mondo si è pur sempre seduti sul proprio sedere”
Michel Eyquem de Montaigne (Bordeaux, 28 febbraio 1533 – Saint-Michel-de-Montaigne, 13 settembre 1592) filosofo, scrittore e politico francese.
Ogni volta che potrò, intendo proporre una frase di uno scrittore, filosofo, studioso o religioso, atte a farci meditare. Inizio con una che, come prima cosa, mi ha fatto sorridere, ma non solo. Dite voi, se lo desiderate, cosa vi induce a pensare.
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“Le emergenze politiche e la crisi economica non possono lasciarci indifferenti verso chi tenta di sfuggire alla guerra e alle persecuzioni politiche”.
Queste parole che il Presidente Napolitano ha inviato alla conferenza per la celebrazione della Giornata Mondiale del rifugiato, mi hanno indotto a qualche riflessione, che vorrei proporre così come mi è venuta. Il mondo oggi vive in un’era di globalizzazione e ogni cosa ora, nel bene e nel male, diventa globale, e con loro anche “il” bene e “il” male in quanto tali, in quanto sopportati da ognuno di noi a livello sia oggettivo che soggettivo. Perchè tutto ormai si viene a sapere, se si vuole sapere. E la mia personale sensazione di malessere viene immessa nel globale, e dal globale spesso anche ne deriva. (continua…)
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….”Tutto ciò (faccenda Casoria) è costato consenso, in termini politici e addirittura personali. Nel calcolo delle preferenze, il Cavaliere pigliatutto che aveva sfiorato i tre milioni di voti sul suo nome nel 1994 e nel 1999, e aveva promesso di superare questa volta la soglia, si è fermato a quota 2 milioni e settecentomila. Mancano almeno 250 mila preferenze, e in una democrazia carismatica e populista non è un dato da poco.”….
Questo è un pezzetto di un editoriale di Ezio Mauro di qualche giorno fa.
Per quanto condivida gran parte di quello che dice, non condivido però questa parte. 250.000 preferenze in tutta Italia sono pochissime, considerando le “figuracce” fatte dal Berlusca. La domanda che mi faccio e vi faccio è: ma perchè la gente non lo approva (non lo può approvare) e ugualmente lo vota? Voi magari ora mi direte: ma chi ti dice che non lo approvino? Proviamo allora a scendere sul locale: a Sotto il Monte la nostra lista è arrivata ultima, prendendo meno di 100 voti in più dei 381 che il PD ha portato a casa per l’Europa. Anche a Sotto il Monte il Sindaco uscente non era approvato da moltissimi (prova ne sono le mille firme raccolte contro l’edificazione del nuovo palazzo polifunzionale in mezzo alla Piazza centrale), eppure ha totalizzato 1200 voti!! Che dire? La gente è afflitta da doppia personalità, oppure c’è qualche cosa che a noi, o almeno a me, sfugge? Vediamo un po’: mettiamo due negozi di alimentari uno in parte all’altro: uno ha prezzi alti e merce scadente però vende a credito, mentre l’altro ha merce di qualità e prezzi idonei ma non fa credito: voi dove andreste e fare la spesa? (prescindendo ovviamente dal fattore portafoglio che può far decidere, se vuoto). Forse la risposta sta tutta qui, noi ci affanniamo a dire che la merce dell’altro fa schifo e che non sa rifornirsi a dovere, ma non riusciamo a convincere che la nostra invece è ottima, e che vale la pena averla anche se si deve sottostare a dei doveri (pagare). Berlusca promette e non mantiene, è bugiardo, donnaiolo, amorale ed immorale, sprovvisto di una qualunque etica, incapace di governare ecc. ecc., ma non fa lavorare le coscienze, le acquieta. Uno così al governo ci dimostra che comunque noi, nella nostra miseria morale possiamo andare bene lo tesso: non vogliamo il buon esempio da lui, ma solo sentirci comunque autorizzati, nella nostra mediocrità, a considerarci idonei a stare in società a testa alta…….Forse è tutto qui. Ho forse scoperto l’acqua calda?
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E vorremmo dedicare a tutti i concittadini, nessuno escluso, questo passo di Giorgio La Pira (1904-1977) – eletto tre volte Sindaco di Firenze
UNA CITTA’ DA TRAMANDARE
“Le generazioni attuali non hanno il diritto di distruggere una ricchezza che è stata loro affidata in vista delle generazioni future. Le nostre città dobbiamo conservarle, integrarle, ritrasmetterle; non sono nostre, sono d’altri. I destinatari ultimi di questa eredità sono le generazioni successive. Pertanto amatela questa città. Voi siete piantati in essa: in essa saranno piantate le generazioni che avranno da voi radice, è un patrimonio prezioso che voi siete tenuti a tramandare intatto, anzi migliorato ed accresciuto. Custoditene le piazze, i giardini, le strade, le scuole; fate che il volto di questa vostra città sia sempre sereno e pulito. Fate, soprattutto, di essa lo strumento efficace della vostra vita associata: sentitevi, attraverso di essa, membri di una stessa famiglia: non vi siano fra voi divisioni che turbino la pace e l’amicizia.”
Giorgio La Pira
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Il “nostro” Andrea, che fa parte del nostro Gruppo, che ci segue dall’Uruguay aiutandoci quando serve, soprattutto per il blog, (che ha organizzato e che continua ad organizzare da così lontano nonostante il lavoro che già ha), che non si tira mai indietro di fronte alle richieste del gruppo, ora è famoso. Noi conosciamo bene il suo valore, la sua disponibilità verso gli altri, verso gli ultimi, verso chiunque chieda il suo aiuto. Il “nostro” Andrea, lui c’è sempre, anche da oltre oceano. Ed ora che il suo lavoro è diventato “pubblico” cogliamo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per l’appoggio e l’aiuto che ci ha sempre dato e che continua a dare. Grazie, e buon lavoro!

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Segnalo: lunedì, 19. gennaio 2009, 20:45 – 23:00
ASSEMBLEA APERTA con:
ROBERTO BRUNI, Sindaco di Bergamo
On. CLAUDIO FAVA, Coordinatore Nazionale Sinistra Democratica
On. LUCIANO PIZZETTI, Responsabile Nazionale per il Nord del Partito Democratico
FRANCO CATTANEO, Vice-Direttore de L’Eco di Bergamo
Luogo: Mutuo Soccorso, via Zambonate 33 Bergamo
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http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/disegni-save/1.html
Guardiamo queste foto e impariamo dalla saggezza e dalla “disarmante”, è il caso di dirlo, semplicità dei bambini. Per loro l’antitesi alla brutalità della guerra, oltre la pace, è l’istruzione, la Scuola. Questa sì che è una lezione per noi adulti. Spero non cada inascoltata.
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Viviamo in un mondo percorso da grandi cambiamenti. Altro che fine della storia… E non mi riferisco solo alle tante guerre che ci sono nel mondo e di cui dalle nostre parti non arriva praticamente notizia. La realtà in cui viviamo, il sistema di relazioni, attività, comportamenti di cui la nostra vita è fatta ha subito negli ultimi anni trasformazioni epocali, di cui probabilmente noi, dall’interno e come parti in causa, ancora non possiamo cogliere appieno la portata. Il fatto stesso di essere qui a scambiare opinioni su un blog in internet, con una platea potenzialmente sterminata di interlocutori, è qualcosa che fino a 10 anni fa sarebbe stato quasi impensabile. Ma c’è chi di fronte a tutto questo fomenta la tentazione di nascondere la testa sotto la sabbia; una gran voglia di cavalcare la nostalgia di un tempo passato fatto più di luoghi comuni che di reale memoria, una qualunquistica e diffusa sensazione di “si stava meglio quando si stava peggio” che anziché farci, come sarebbe giusto, riflettere criticamente sui risvolti positivi e negativi del modello di società in cui viviamo, fa semplicemente propendere per decisioni approssimative e raffazzonate, all’insegna di malintesi “vecchi valori” che solleticano soltanto i più grezzi e retrivi istinti conservatori. (continua…)
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