Eccoci qui a parlare di “edilizia-urbanistica-viabilità”, altro punto di “scontro” nel primo Consiglio comunale.

Occorre innanzi tutto una (purtroppo lunga) premessa.

PGT

Il PGT attualmente vigente nel nostro comune, salvo poche modifiche, è quello in vigore dal 2011, approvato dalla allora maggioranza ==> Sindaco Eugenio Bolognini e assessore all’urbanistica Alan Chiappa, eletti nella “Lista civica Sotto il Monte Giovanni XXIII”.

L’Amministrazione appena “uscita” ==> Sindaco Maria Grazia Dadda e assessore all’urbanistica Paolo Bolognini, ha per due volte avviato la procedura di revisione del PGT.

La prima volta “abortita” sostanzialmente in un intervento parecchio invasivo concesso ai proprietari di Cascina Costa e la seconda per una variante generale; variante che è “rimasta al palo” in quanto, essendo partita troppo tardi, non è stato possibile portare a termine l’iter di legge.

Nel mezzo una variante, assolutamente invasiva e peggiorativa delle già pessime previsioni del PGT, per l’ambito di trasformazione urbanistica Atr2 (area compresa tra le vie Corna, Cornetta, Don Rebuzzini), di cui abbiamo scritto a più riprese;

anch’essa “impantanata”, questa volta per le pesanti osservazioni fatte da ARPA e Provincia.

La nuova Amministrazione (“Lista civica Sotto il Monte Giovanni XXIII”, cioè la stessa lista che nel 2011 ha approvato il primo PGT), nel suo programma elettorale, confermato poi in Consiglio comunale nell’esposizione delle linee programmatiche per il prossimo quinquennio, si è posta questi obiettivi:

  • Variante generale al PGT ==> Perseguire il consumo di suolo zero.
  • Variante Atr2 ==> far riprogettare ai proprietari il piano, tenendo conto della rilevanza paesaggistica, ambientale, faunistica del luogo.

Relativamente al secondo punto (Atr2)

L’attuale minoranza ha voluto metterci un po’ di “veleno”: “Sarà interessante valutare dove, chi e come, anche alla luce della presenza fra i proprietari dell’area, di ‘Partner’ del sindaco, come si evince dal sito internet dello studio di architettura dello stesso sito dove nella pagina di soluzioni immobiliari si propone la vendita di “lotti edificabili posti in ambito collinare” con l’immagine satellitare dell’area in questione”.

Come andrà a finire? staremo a vedere, ma non siamo ottimisti.

Relativamente alla variante generale

Sempre l’attuale minoranza ha contestato: “Perseguire nel PGT il ‘consumo di suolo zero’ è un obbligo di legge; lo strumento urbanistico in essere è stato approvato nel 2011, la nostra amministrazione non ha trasformato nessun terreno agricolo in edificabile. Puntualizziamo che nelle nostre intenzioni con la variante iniziata e in attesa di conclusione di VAS sarebbero tornati a verde circa 8 mila metri quadrati di aree edificabili, non ci saremmo limitati a zero metri quadri”.

Qui qualche precisazione è necessaria. D’accordo o meno con le scelte operate dalla precedente amministrazione, è palesemente “propagandistica” l’affermazione dell’attuale Amministrazione (fatta prima in campagna elettorale e ribadita in Consiglio comunale) che l’iter procedurale per l’adozione del PGT (messo in atto dall’Amministrazione “uscita”) prevede ancora consumo di suolo, trasformando ancora aree agricole o verdi in edificabili.

Propagandistica perché? Perché è vero che la “variante iniziata e in attesa di conclusione di VAS” prevede la trasformazione di qualche area in edificabile (nella sostanza 4, anche se almeno una estremamente discutibile, e non “molte”, come sostenuto dal nuovo vice-Sindaco), ma prevedeva anche di riportare ad agricole un certo numero di aree rese edificabili dal PGT vigente, con un saldo (aree che ritornano non edificabili meno aree che sono rese edificabili) di circa 7.500 mq (quindi consumo di suolo meno di zero). E visto che la nuova maggioranza fa riferimento alla legge regionale sulla riduzione di consumo di suolo, questa prevede esplicitamente: “Bilancio ecologico del suolo: la differenza tra la superficie agricola che viene trasformata per la prima volta dagli strumenti di governo del territorio e la superficie urbanizzata e urbanizzabile che viene contestualmente ridestinata nel medesimo strumento urbanistico a superficie agricola. Se il bilancio ecologico del suolo è pari a zero, il consumo di suolo è pari a zero”.

“Tecnicismi” come ha ripetuto più volte il vice-Sindaco in Consiglio comunale? Forse, ma questo è un modo, nemmeno tanto “elegante”, per non affrontare la questione.

Il vero punto è un altro e nessuno dei due sembra averlo preso in considerazione.

PGT (Piano di Governo del Territorio) vorrebbe dire “governare” il territorio, non acconsentire alle richieste, più o meno lecite di chiunque (o, meglio, di alcuni). Significherebbe progettare lo sviluppo nei prossimi anni (decenni) del territorio. Intanto rivedendo le previsioni del PGT vigente che si sono rivelate palesemente sovradimensionate (non ci voleva molto per capirlo), fatte per favorire la speculazione edilizia. Progettazione che dovrebbe mettere al primo posto la necessità, inderogabile, di salvaguardare l’ambiente e confrontarsi con le abitazioni vuote o da ristrutturare e ristrutturabili che abbiamo.
Ma chi ne parla? NESSUNO. A entrambi, in momenti diversi e in contesti diversi abbiamo sentito solo dire un’affermazione di questo tenore: “Se qualche proprietario ce lo chiede siamo disposti a riportare le sue aree a non edificabili”. Punto. E se nessuno lo chiedesse? Un bel modo di “governare” il territorio.
Peccato che la legge regionale sulla “riduzione del consumo di suolo” darebbe priorità, ma nessuno sembra volerselo ricordare, alla “rigenerazione urbana”, intesa come “l’insieme coordinato di interventi urbanistico-edilizi e di iniziative sociali che includono, anche avvalendosi di misure di ristrutturazione urbanistica, la riqualificazione dell’ambiente costruito, la riorganizzazione dell’assetto urbano attraverso la realizzazione di attrezzature e infrastrutture, spazi verdi e servizi, il recupero o il potenziamento di quelli esistenti, il risanamento del costruito mediante la previsione di infrastrutture ecologiche finalizzate all’incremento della biodiversità nell’ambiente urbano”.

Dovevamo scrivere anche di viabilità, ma siamo stati lunghi … ad una prossima puntata.

Una Risposta a “Consiglio comunale e PGT”

  1. Gloria scrive:

    Sarebbe interessante vedere la nuova amministrazione muoversi con Incentivi per la riqualificazione dell’esistente; avviare processi di rigenerazione, prevedendo specifiche misure di intervento e adeguate incentivazioni; individuare tramite i PGT le opere edilizie incongrue presenti nel territorio agricolo o in ambiti di valore paesaggistico da demolire per ripristinare il verde preesistente con le adeguate compensazioni per i proprietari. Molte sono le aree, anche centrali, di maggiore o minore valore semiabbandonate (cascine, ex-fabbriche, anche ville). Sforzo non di poco conto, ma se ne può cominciare a discutere. Ha senso per un’amministrazione favorire la continua immissione sul mercato case che rimangono vuote? Esiste poi un piano per l’adeguata manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico distribuito sul territorio (forse anche troppo disperso sul territorio)? A volte prendersi cura dell’esistente è molto proficuo……senza distruggere quanto è stato fatto dalle amministrazioni precedenti.

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