Perché continuiamo a scrivere delle serate dedicate alle “conversazioni filosofiche” dei martedì di febbraio presso la biblioteca di Sotto il Monte?

Ne scriviamo perché, a dispetto delle più pessimistiche previsioni, tali serate stanno riscuotendo un notevole successo.

Le presenze si aggirano sempre intorno alle 50 persone e l’interesse è sempre alto.

La serata di martedì scorso, 19 febbraio è stata un excursus sul pensiero filosofico che si è sviluppato dall’umanesimo al rinascimento fino alle prime origini del “capitalismo”.

Serata, quindi, “monopolizzata” dal pensiero di filosofi come Bacone (1561-1626), Cartesio (1596-1650), e soprattutto Kant (1724-1804), ma anche Montaigne (1533-1592), Giordano Bruno (1548-1600), Tommaso Campanella (1568-1639), Galileo (1564-1642).

Galileo è l’esponente “più alto” dell’affermazione della “autonomia del sapere”. Difende il diritto della scienza di perseguire con mezzi propri e principi propri la verità. Il testo sacro (la Bibbia) non è scientifico.

La filosofia cerca un metodo, nulla è spontaneo o sentimentale.

L’uomo è “faber sui“: l’umanesimo mette al centro l’uomo; è lui che decide cosa fare, si definisce con la sua vita.

Per Kant la libertà è una condizione umana naturale. Con Kant si ha una rivoluzione copernicana della filosofia; fa diventare la filosofia un “gesto civile”.

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