Il Consiglio comunale di ieri sera, che aveva un unico punto all’ordine del giorno e che ha visto una partecipazione di Consiglieri a ranghi ridotti, è stato piuttosto animato.

L’argomento era l’affidamento a “Linea servizi” della gestione, incluso ammodernamento, ammodernamento e manutenzione della parte di illuminazione pubblica (circa il 60%) che attualmente è di proprietà del Comune. Rimane in “stand-by” la restante parte ancora di proprietà di Enel Sole, in attesa di capirne le possibilità di riscatto, di cui abbiamo scritto nel post dello scorso 13 dicembre (===> VEDI).

“Animato” in quanto non erano ben chiari i termini di questo affidamento ed i motivi che richiedevano un’urgenza tale da convocare un Consiglio “straordinario” a ridosso della fine dell’anno.

Questi i dati di massima.

L’illuminazione pubblica è costituita da 912 corpi illuminanti di cui 645 di proprietà del Comune, 253 di Enel Sole e 9 su strada provinciale.

Attualmente i corpi illuminanti di proprietà comunale hanno un consumo di 264.860 kWh/anno per un costo complessivo annuale di 60.531,62 euro, di cui 44.000,00 circa per il consumo di energia e circa 16.000,00 per manutenzione.

Secondo lo studio di fattibilità realizzato dalla soc. ING, la riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica potrà portare a un risparmio di energia consumata del 63%; il consumo annuo dovrebbe quindi ridursi a 98.026 kWh/anno.

Le opere di riqualificazione prevedono la suddivisione delle opere in 2 lotti:

  • Lotto 1 – riqualificazione dei punti luce attualmente di proprietà del Comune;
  • Lotto 2 – opere di riqualificazione dei punti luce attualmente di proprietà di Enel Sole successivamente al pagamento riscatto.

In base a quanto riportato nello studio, la riqualificazione consiste nell’attuare e gestire un piano di efficientamento energetico finalizzato alla riduzione dei costi di esercizio e manutenzione degli impianti di Pubblica Illuminazione e alla loro messa in sicurezza. L’intervento prevede inoltre opere di miglioramento, ripristino e finitura degli impianti esistenti nonché ulteriori interventi nel campo delle Smart City [ndr. Smart City è una città “intelligente”, dove le risorse disponibili sono amministrate in maniera ottimizzata al fine di garantire lo sviluppo urbano in numerosi settori].

Qui a lato la tabella riepilogativa del risparmio energetico previsto riportata nello studio di fattibilità [cliccare sulla tabella per ingrandirla e riuscire a leggerla].

Le opere di riqualificazione, efficientamento e messa a norma riguardano prevalentemente aspetti impiantistici e sono finalizzati a ridurre il consumo energetico e l’inquinamento luminoso, in virtù dei maggiori rendimenti illuminotecnici dei LED rispetto alle sorgenti tradizionali ed alla migliore direzionalità della sorgente luminosa sulle aree effettivamente da illuminare.

Il costo dell’intervento è stato valutato in poco meno di 330.000,00 euro.

Il risparmio annuo, valutato ai costi attuali, sarebbe di circa 35.500,00 euro (di cui 28.000 euro sul costo dell’energia e 7.500 euro sul costo della manutenzione).

L’intervento sarà in carico a “Linea servizi”, tramite affidamento “in house” (possibile in quanto società interamente pubblica su cui il Comune può effettuare un controllo diretto con una partecipazione del 4,33%). Il contratto, di durata 13 anni, prevede che il 10% dei benefici (circa 3500 euro), vada al Comune e il 90% (circa 32.000 euro) a “Linea servizi”. In realtà, il Comune verserà a Linea servizi” un canone annuo che inizialmente sarà di circa 57.000,00 euro, ma sarà rivalutato poi annualmente, come si può evincere dal “quadro economico” che dovrà essere parte integrante del “contratto” e che potete trovare ===> qui allegato; almeno questo è quello attualmente disponibile e non è detto che sia modificato in corsa [è già successo con quello dei parcheggi a pagamento].

Abbiamo votato contro questo provvedimento. Perché? Anche noi auspichiamo interventi che portino a ridurre significativamente l’impatto ambientale (meno consumi di energia e di conseguenza meno emissioni di gas serra connessi alla produzione di energia, meno inquinamento luminoso); ma questo provvedimento ci pare frettoloso, senza avere verificato altre strade per quanto riguarda il suo affidamento, con una bozza di contratto con “buchi” da riempire. E perché non aspettare di riscattare da Enel Sole gli impianti di sua proprietà e quindi affidare il complesso degli impianti e non una parte ora e una, forse, poi?

Altra cosa che lascia perplessi è il costo unitario: a voce è stato detto che riscattare gli impianti da Enel Sole dovrebbe costare da 20 a 50 euro a corpo illuminante; per riqualificare gli impianti il costo è di circa 500 euro a corpo illuminante. (?)

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