Come già scritto, nel Consiglio comunale di lunedì 22 ottobre è stato approvato il “Regolamento di gestione del registro comunale delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (DAT)” [==> QUI TROVATE IL TESTO DEL REGOLAMENTO APPROVATO]

Di cosa si tratta?

La legge 22/12/2017 n. 219 – Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento –  (nota come legge sul “testamento biologico”), stabilisce che “nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge” [per chi vuole ==> QUI IL TESTO COMPLETO DELLA LEGGE].

Per dare attuazione pratica al principio appena esposto, la legge prevede che “Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT [ndr. Dichiarazioni Anticipate di Trattamento], esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Indica altresì una persona di sua fiducia, di seguito denominata «fiduciario», che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

Come una persona può esprimere le sue volontà?

Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l’ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo, che provvede all’annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie [in questo caso solo per le regioni che adottano modalità telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico o altre modalità informatiche di gestione dei dati del singolo iscritto al Servizio sanitario nazionale e che hanno regolamentato la raccolta di copia delle DAT, compresa l’indicazione del fiduciario, e il loro inserimento nella banca dati, lasciando comunque al firmatario la libertà di scegliere se darne copia o indicare dove esse siano reperibili].

Le DAT sono esenti dall’obbligo di registrazione, dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa.

A fronte di ciò la nostra amministrazione ha definito un regolamento per ricevere e conservare in sicurezza le dichiarazioni che verranno consegnate al comune.

Il regolamento tiene conto delle indicazioni contenute in una circolare ministeriale del febbraio 2018, che prevede quanto segue:

  • l’ufficio dello stato civile è legittimato a ricevere esclusivamente le DAT consegnate personalmente dal disponente residente nel Comune, recanti la sua firma autografa; L’ufficio non è legittimato a ricevere le DAT recate da disponenti non residenti;
  • l’ufficiale non partecipa alla redazione della disposizione né fornisce informazioni o avvisi in merito al contenuto della stessa, dovendosi limitare a verificare i presupposti della consegna – con particolare riguardo all’identità ed alla residenza del consegnante nel comune – e a riceverla;
  • all’atto della consegna l’ufficiale fornisce al disponente formale ricevuta, con l’indicazione dei dati anagrafici dello stesso, data, firma e timbro dell’ufficio; tale ricevuta potrà essere apposta anche sulla copia della DAT eventualmente presentata dal disponente ed allo stesso riconsegnata trattenendo l’originale;
  • la legge non disciplina l’istituzione di un nuovo registro dello stato civile rispetto a quelli contemplati  (…) l’ufficio, ricevuta la DAT, deve limitarsi a registrare un ordinato elenco cronologico delle dichiarazioni presentate, ed assicurare la loro adeguata conservazione in conformità ai principi di riservatezza dei dati personali di cui al d.lgs. 30/6/2003, n. 196.

Manca qualcosa?

Un’adeguata informativa alla cittadinanza. Speriamo arrivi presto.

 

 

 

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