Un Consiglio comunale che è “filato via” abbastanza liscio.

Il grosso degli argomenti ha riguardato aspetti di bilancio e di programmazione: 

  • Modifiche al DUP (Documento Unico di Programmazione) 2018-2020, ===> VEDI post del 26 luglio.
  • Conseguenti variazioni di bilancio, verifica degli equilibri e assestamento del bilancio; a tale proposito il Revisore dei conti ha voluto però evidenziare che “è consentito l’utilizzo della parte libera dell’avanzo di amministrazione dell’esercizio precedente, per il finanziamento delle spese correnti a carattere non permanente. Precisato ciò si suggerisce una ancora più attenta analisi delle voci che compongono la spesa corrente al fine garantire la sostenibilità del bilancio ed evitare una situazione di dissesto, in quanto nel caso in cui l’ente locale non sia in grado di coprire le spese correnti aventi carattere permanete con risorse ordinarie, l’unica via percorribile è la dichiarazione di sussistenza di una situazione di squilibrio“.
  • DUP per il prossimo triennio 2019-2021, condizionato anche dal fatto che comunque l’amministrazione decade tra meno di un anno. In ogni caso un DUP “piatto” senza slanci e prospettive, come abbiamo fatto presente in Consiglio.

Ci siamo astenuti su tutti i punti.

Ma perché questi argomenti? Perché la legge impone agli enti locali, entro il 31 luglio di ogni anno, di:

  • Procedere alla verifica degli equilibri di bilancio e all’assestamento generale del bilancio in corso; in sostanza si tratta di verificare, durante la gestione e in occasione delle successive variazioni di bilancio:
    • il mantenimento degli equilibri in termini di competenza e di cassa tramite una verifica dell’andamento delle entrate e delle spese come previste nel bilancio preventivo onde verificare se lo stesso, per la parte corrente, per la parte capitale oltre che per la gestione residui, risulti in linea con gli stanziamenti previsti e che, pertanto, non si profilino possibili situazioni di squilibrio.
    • verifica generale di tutte le voci di entrata e spesa al fine di assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio. L’assestamento consente di porre in essere le manovre correttive eventualmente necessarie.
  • Approvare la programmazione per il triennio successivo.

L’ultimo punto trattato ha riguardato il rinnovo delle convenzione per le scuole dell’infanzia del capoluogo e della Botta. Rinnovate solo per un anno, per lasciare “mano libera” alla prossima amministrazione.

Nota dolente per gli utenti, la riduzione del contributo comunale alla retta di iscrizione, che passa per la scuola del capoluogo da 50 a 45 euro al mese per alunno iscritto residente e per la scuola della Botta da 40 a 35 euro al mese per alunno iscritto residente. Se a questo si somma l’aumento delle rette di iscrizione, le famiglie interessate si troveranno a dover sborsare parecchi soldi in più.

Nota di forma: esiste una commissione di cui fanno parte anche rappresentanti delle minoranze, che è stata coinvolta solo in parte nella stesura/valutazione delle convenzioni, in particolare sotto l’aspetto economico (che sostanzialmente è quello variato rispetto alle convenzioni precedenti). Le scelte finali non sono state adeguatamente messe in discussione e l’abbiamo fatto presente.  Non sarebbe cambiato nulla, ma sulle modalità di coinvolgimento e di ascolto delle opinioni ci sarebbe da ridire.

Alla fine abbiamo votato a favore, consapevoli della necessità di avere nel nostro paese scuole per l’infanzia e dell’impegno economico, comunque significativo, messo in campo dall’amministrazione comunale: sono più o meno 70.000 euro, tenuto conto che al contributo alla retta di iscrizione per gli alunni residenti vanno aggiunti circa 11.500 euro per la scuola del capoluogo (mutuo a carico del Comune per il rifacimento tetto) e 2.600 per la scuola della Botta (contributo fisso per le spese di gestione).

 

 

 

 

 

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