Speriamo non vi siate dimenticati della vicenda Italcementi.

L’autorizzazione richiesta dalla allora proprietà (aumentare la quantità di rifiuti da bruciare al posto del combustibile convenzionale) giace ancora inevasa in Provincia. Ma intanto l’azienda continua a produrre e immettere nell’ambiente i suoi fumi, mentre le richieste fatte da più parti di una seria indagine epidemiologica sulle ricadute delle emissioni dello stabilimento non hanno, ad ora, sortito alcun effetto noto.  Ecco cosa scrivono i comitati che dall’inizio hanno contrastato le richieste di Italcementi.

Da tre anni ormai i cittadini chiedono agli enti pubblici una indagine sanitaria sul territorio soggetto alle ricadute del cementificio Italcementi di Calusco d’Adda.

QUANTO E COSA E’ CAMBIATO DA ALLORA?

Era maggio 2015 quando tantissimi cittadini, aderendo alle iniziative dei comitati “La Nostra Aria” e “Rete Rifiuti Zero”, iniziano a chiedere con forza una indagine sanitaria sul territorio interessato dai fumi di ricaduta dell’impianto Italcementi di Calusco d’Adda, per verificare l’impatto sanitario delle emissioni del camino sui residenti.

  Da allora si sono susseguite moltissime vicende:

–    10.000 firme depositate in Provincia di Bergamo per richiedere l’indagine sanitaria e di negare il permesso di introduzione dei rifiuti nel cementificio.

–    Numerose assemblee pubbliche con specialisti, medici e tecnici, sempre molto partecipate.

–    Manifestazioni popolari nel paese di Calusco d’Adda, sede della cementeria.

–    Incontri personalizzati dei comitati con TUTTI i sindaci dell’area interessata dalle ricadute del cementificio, allo scopo di sollecitare una loro attivazione nei confronti di una indagine sanitaria.

–    Tavoli di approfondimento, organizzati dai comitati, con gli amministratori locali e la presenza di epidemiologi che potessero illustrare dei progetti pratici da realizzare.

–    Raccolte firme comunali per spingere gli amministratori locali ad agire fornendo loro un ulteriore strumento.

–    Raccolta firme di medici di base e specialisti che hanno immediatamente aderito alle richieste dei comitati.

 A CHE PUNTO SIAMO ORA?

Dopo tanto impegno di cittadini e comitati, dopo molte vaghe promesse degli amministratori, ASSOLUTAMENTE NULLA E’ CAMBIATO!

Infatti, dopo 19 mesi dalla richiesta da parte della Provincia di Bergamo ad Italcementi di effettuare un’analisi epidemiologica, dopo le nostre richieste di aggiornamenti con tanto di solleciti, abbiamo ricevuto solo delle misere risposte. Due righe in cui la Provincia, Ats Bergamo ed Ats Brianza indicano la loro mancanza di informazioni rispetto allo stato dell’analisi. In queste due righe, a noi pare di intravedere un disinteresse nei confronti della pratica e, di conseguenza, nella tutela della salute dei cittadini.

Purtroppo, in perfetta contrapposizione con l’immobilità dei nostri amministratori, sempre più segnali provenienti dal mondo scientifico evidenziano la pericolosità che questi impianti di incenerimento di rifiuti rappresentano per il territorio!

Informazioni preoccupanti ci pervengono da altre realtà simili alla nostra: a Monselice (Veneto) le amministrazioni comunali stanno vagliando la possibilita’ di spostare due scuole pubbliche, in quanto nel terreno circostante (limitrofo ad un cementificio) si riscontra un livello di inquinamento non compatibile con la presenza e l’attività dei bambini!!

A Cagnano Amiterno (Abruzzo), i sindaci hanno inviato una diffida alla Regione affinché venga sospesa l’autorizzazione all’utilizzo di CSS nel cementificio locale.

 Anche di fronte a queste evidenze, cosa fanno da noi gli enti locali?!?

NIENTE! Restano pacificamente in attesa che l’indagine sanitaria, delegata all’azienda (controllato = controllore, anche se dietro la “supervisione ed approvazione” di Ats), sia pronta.

Tutto questo è inammissibile!

 E non dimentichiamo i 600.000,00 euro che sono stati incassati dai comuni vari in quanto Italcementi ha disatteso l’accordo stipulato con degli amministratori del territorio! Una minuscola quota basterebbe per far svolgere una seria ed indipendente analisi epidemiologica.

 Per questo ci mobiliteremo ancora con i cittadini che continuano a richiedere un approfondimento sanitario, serio ed indipendente, sull’effetto di questi grandi impianti classificati come industrie insalubri di classe 1 e paradossalmente localizzati in mezzo ad aree densamente popolate!

 Per chi vuole saperne di più, trovare approfondimenti e vedere tutti i documenti di corrispondenza con la Provincia di Bergamo ed Ats: ==> http://comitatolna.blogspot.it/

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