Un Consiglio comunale durato quasi tre ore, che ha visto come momento “clou” il piano di diritto allo studio (PDS). Per l’occasione erano stati invitati a presenziare gli alunni di due quinte della scuola primaria, che stanno portando avanti il progetto cittadinanza. Presenti una ventina o più di ragazzi/e e altrettanti adulti, interessati alle iniziative assunte dall’Amministrazione comunale per le scuole.

(Saremo lunghi e forse anche noiosi … abbiate pazienza …)

L’argomento era stato inserito all’ultimo punto dell’OdG del Consiglio; evidentemente per una dimenticanza non era riportato nel primo avviso di convocazione. Avevano rimediato il giorno dopo, ma inevitabilmente avevano dovuto aggiungerlo agli altri punti già indicati.

Vista la presenza dei ragazzi, però, è stato spostato all’inizio (dopo l’approvazione dei verbali della precedente riunione). Non c’è stata alcuna obiezione a tale spostamento, ma come gruppo consiliare abbiamo chiesto (e ottenuto) di anticipare anche la risposta alla nostra interrogazione sui lavori della scuola primaria (in ogni caso trasparenza avrebbe voluto che fosse comunicato il fatto che vi erano questi invitati).

Ricordiamo che il diritto allo studio è garantito dalla legge regionale 20/03/1980, n. 31, che dà attuazione a quanto stabilito dal DPR 616/77, dove si prevede che sono attribuite ai comuni le funzioni amministrative relative alla materia “assistenza scolastica”, secondo le modalità previste dalla legge regionale. Tali funzioni riguardano:

  • strutture, servizi e attività destinate a facilitare l’assolvimento dell’obbligo scolastico, mediante erogazioni e provvidenze in denaro o mediante servizi individuali o collettivi a favore degli alunni di istituzioni scolastiche pubbliche o private
  • misure per favorire la prosecuzione degli studi per studenti capaci e meritevoli, ancorché privi di mezzi
  • interventi di assistenza medico-psichica; assistenza ai minorati psico-fisici
  • erogazione gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole elementari.

Il PDS per l’anno scolastico 2017-18 ricalca quello dello scorso anno, anche se le cifre in gioco sono sensibilmente minori: circa 250.000,00 euro quest’anno contro i quasi 332.000,00 euro dello scorso anno ; chi è interessato ===> CLICCANDO QUI trova gli stanziamenti previsti dal PDS confrontati con quelli dello scorso anno.

Dopo la votazione del PDS, approvato all’unanimità, si è passati alla lettura della nostra interrogazione sui lavori della scuola primaria e relativa risposta. In aggiunta, forse anche vista la presenza di genitori ed alunni della scuola, l’assessore Bolognini ha dato qualche minima informazione in più rispetto alle sintetiche e deludenti risposte-non risposte (in quanto non dicevano niente sul perché del fermo lavori) all’interrogazione.

In sostanza:

  • Nel corso della realizzazione delle strutture in cemento armato sono previsti dei collaudi; queste strutture devono avere certe caratteristiche anche ai fini del rispetto della normativa antisismica.
  • Durante i collaudi sono emerse discrepanze tra quanto previsto nel progetto e quanto realizzato per quanto riguarda i materiali utilizzati.
  • La scorsa settimana è stata fatta la quarta campagna di analisi, i cui dati saranno disponibili entro la prossima settimana. Solo dopo questi risultati sarà possibile avere dati certi, decidere come operare e dare informazioni precise.
  • Sarà fatta anche un’assemblea con i cittadini (sarebbe ora!).
  • Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, vi è stato, sempre la scorsa settimana, un incontro con la “task-force” regionale che si occupa di questi problemi, da cui è scaturita la proposta di richiedere al competente ministero statale una ulteriore proroga di 12 mesi per la realizzazione dell’opera (ulteriore ai 12 mesi già previsti dal decreto cd “decreto mille proroghe”).

Ultima annotazione: l’assessore Bolognini ha stigmatizzato il fatto che nel nostro blog abbiamo scritto che la risposta che aveva dato era  “omertosa” (tra virgolette, così abbiamo scritto). Abbiamo usato quel termine per indicare che si trattava di una non risposta, che taceva sulle cause del fermo lavori. Intendevamo per “omertà” non dire quello che si sa. Se la cosa ha dato fastidio, rettifichiamo. Laddove avete letto che la risposta era “potremmo dire “omertosa” cancellate e leggete che la risposta era “risposta-non risposta, perché nulla dice sui motivi del fermo lavori” … la sostanza non cambia.

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