Quest’anno dal 27 maggio e fino a 23 giugno è il mese del digiuno (ramadan) per i musulmani. Il loro digiuno è assoluto: niente cibo e bevande (nemmeno acqua) dall’alba al tramonto (analogo, anche se meno “severo”, è il precetto del digiuno per i cattolici nel periodo quaresimale).

Avvicinandosi la fine del ramadan e in occasione della prossima “giornata mondiale del rifugiato” (20 giugno 2017), ieri sera (sabato 17 giugno) è stato organizzato un incontro di condivisione (riflessione, preghiera e cena) presso il PIME con i richiedenti asilo ospitati nel nostro paese; non tutti sono musulmani: ci sono anche cristiani (uno di loro ha voluto esplicitare la sua fede con un canto).

Una bellissima serata in cui migranti da vari paesi dell’Africa qui ospitati (Costa d’Avorio, Ghana, Guinea,  Mali, Nigeria,  Senegal, ecc.) e cittadini di Sotto il Monte (e non solo) si sono ritrovati per un momento di riflessione condivisa (“Digiuno, viaggio interiore”), accompagnato da una cena magistralmente preparata dalla “Associazione Toubkal di Marocchini residenti in Italia”.

Chi ha “diffidenza, paura o altro” verso questi ragazzi (quelli ospitati a Sotto il Monte sono una settantina, di età tra 20 e 30 anni) avrebbe solo dovuto non diciamo partecipare, ma almeno affacciarsi e guardare quello che succedeva: avrebbe visto una  grande varietà di umanità, facce sorridenti e tanta voglia di vivere.

Tanto per avere un’idea, ecco un’annotazione di carattere religioso sulle persone che raggiungono il nostro paese:

  • In Costa d’Avorio circa metà della popolazione è costituita da musulmani, mentre l’altra metà sono di religione cristiana (cattolici, evangelici, ecc) o di altre religioni o atei; quelli che lasciano il loro paese sono soprattutto i musulmani.
  • In Nigeria la distribuzione della popolazione è simile (circa metà cristiani e l’altra metà musulmani), ma molti di quelli che lasciano il loro paese sono cristiani.
  • In Ghana ci sono soprattutto cristiani (circa il 70% della popolazione); i musulmani sono circa il 18%; sono soprattutto questi ultimi che lasciano il loro paese e che arrivano da noi.
  • In Senegal più del 90% della popolazione è di religione musulmana e musulmani sono quelli che arrivano da noi.

 

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