In questi mesi è partita una campagna per raccogliere le firme intorno ad una proposta di legge di iniziativa popolare da sottoporre al parlamento per legiferare sulle problematiche relative all’immigrazione.

Chi sostiene questa campagna? I promotori sono, tra gli altri, i radicali italiani, la casa della carità, le ACLI, l’ARCI.

Venerdì 26 maggio si è svolta a Bergamo un’assemblea in cui sono state esposte le motivazioni di questa iniziativa da parte di Giorgio Gori (sindaco di Bergamo), don Virginio Colmegna (casa della carità) e Riccardo Magi (segretario dei radicali italiani).

Anche partendo da punti di vista e motivazioni diverse tutti si sono trovati d’accordo sulle valutazioni di fondo:

  1. Il fenomeno dell’immigrazione è un dato di fatto che non si può esorcizzare o bloccare, né con le parole, né con le leggi: la cd. Legge Bossi-Fini (quella attualmente in vigore) era nata con l’obiettivo, puramente ideologico, di eliminare il fenomeno, col risultato che invece continua in modo incontrollato (il colmo è che la più grande sanatoria, in termini numerici, relativa agli immigrati “irregolari” è stata fatta proprio con questa legge, quando ministro dell’interno era nientemeno che Maroni!).
  2. L’attuale sistema di accoglienza non funziona, perché non fa che aggiungere irregolari ad irregolari, generando insicurezza, degrado e criminalità.
  3. Si tratta di un’operazione di legalità, non di un abbraccio buonista; una solidarietà attiva e intelligente il cui asse è il lavoro e l’obiettivo un’accoglienza regolata.
  4. Per fare quanto detto, la proposta crea gli strumenti per l’incontro tra i migranti economici (circa l’80% degli ingressi oggi destinati alla clandestinità non essendo rifugiati) e la domanda di lavoro inevasa del nostro paese (160 mila unità, secondo le valutazioni di Confindustria), accanto alla previsione di regolarizzazione per comprovata integrazione.

Ecco un po’ di documenti:

==> TESTO della proposta di legge

==> SPIEGAZIONE degli articoli

==> SINTESI della proposta

QUI ==> il link alla pagina della campagna (per chi ha facebook)

Avremo modo di approfondire la cosa e cercheremo di organizzare una raccolta di firma anche nel nostro Comune.

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