p1110171Vi mostriamo alcune foto prese qualche settimana fa percorrendo i sentieri del versante del monte Canto dalla parte del nostro paese.p1110167

Piante sradicate, tronchi spezzati … Le foto non rendono a sufficienza la situazione: meglio fare un giro per rendersi conto di persona di quanto sta accadendo.p1110168

Tutto ciò dopo le piogge “torrenziali” e i forti venti degli scorsi mesi. Ma cosa succederebbe alla nostra collina se, anche una sola volta, si verificasse un evento simile, anche di molto inferiore, a quello che in queste ore ha interessato Haiti, la Florida e altri stati degli USA?p1110169

 

 

 

 

 

Un plauso a chi si è prodigato per liberare e mettere in sicurezza i sentieri, ma c’è qualcuno che sta pensando di intervenire o lasciamo che piano piano la nostra collina diventi un ammasso di piante sradicate e abbattute?p1110170

2 Risposte a “Com’è “fragile” la nostra collina”

  1. Anonimo scrive:

    Se qualcuno avesse speso i soldi disponibili per sistemare sentieri e strade per l’accesso alla collina anzichè realizzare la centrale termica a Calusco, forse questo non sarebbe accaduto…

  2. Giampietro Ferraris scrive:

    E’ evidente che la costruzione della centrale a biomassa costruita a Calusco (che doveva essere la prima di una serie di centrali destinate agli edifici pubblici dei paesi attorno al canto) serviva proprio per bruciare a km.zero la legna degli alberi vecchi da tagliare alle pendici del Canto. Era quindi funzionale al rinnovo del bosco e di conseguenza ad una sua migliore resistenza ad eventi franosi ed atymosferici. Purtroppo tutto ciò non si è completato, anche per la non volontà di diverse amministrazioni locali che hanno sempre visto il PLIS come fumo negli occhi. Raccogliamo quello che abbiamo seminato.
    Giampietro Ferraris

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