Tavola Condivisa CollettivaIl 6 gennaio scorso molte famiglie di Sotto il Monte hanno invitato a pranzo i ragazzi ospitati al PIME e in tempo di Pasqua i ragazzi hanno ricambiato ospitando a pranzo le famiglie presso il PIME.
Domenica 3 aprile è stata davvero una giornata bella e particolare. Bella perché si respirava un’autentica aria di compartecipazione, e particolare perché eravamo in tanti a volerla respirare. Era sicuramente un’aria nuova, piena di speranze, ognuno le sue, ma tutte un po’ più belle e più possibili del solito. L’incontro tra culture così diverse non può che generare, se vissuto con rispetto e disponibilità, un’atmosfera luminosa, bella da vivere. Ognuno ha voluto preparare un piatto, e dato che le provenienze erano diverse, lo erano anche i vari cibi, i tanti dolci, ma l’incontro per il pranzo era ovviamente solo un pretesto per dire a tutto il paese di Sotto il Monte e non solo, che l’accoglienza può e deve essere reciproca, non a senso unico. I circa 70 giovani che al momento il PIME ospita rappresentano ben 10 nazioni diverse, cercano un futuro per se stessi e le loro famiglie, chiedono di essere accolti e aiutati ad avere delle possibilità. Noi qui abbiamo sicuramente i nostri problemi, ma se riusciamo a desiderare di essere accolti da questi ragazzi in modo da riuscire a penetrare i loro silenzi, arginare le loro apprensioni, se riusciamo a far parte almeno un po’ dei loro pensieri, sicuramente ci sentiremo anche noi un po’ più a casa qui dove siamo nati, e un po’ più parte del resto del mondo che loro hanno portato fin qui. La fine del pranzo ha coinciso con l’inizio di una preghiera interreligiosa, che ha in qualche modo suggellato questi pensieri, li ha portati più nel profondo, li ha resi parte dell’anima di ognuno. Tante lingue per credi diversi, espressi in letture spesso a noi sconosciute, hanno riempito lo spazio tra noi raccolti in cerchio, lasciando emergere la stessa ispirazione di pace e fratellanza fra le genti comune in tutte le preghiere di ogni religione. Un abbraccio finale collettivo ha cementato questa sensazione, e nessuno si è negato ad un bacio, un sorriso, una stretta di mano.

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