Vi segnaliamo questa notizia, riportata dall’Eco di Bergamo di martedì 22 marzo scorso (==> VEDI QUI L’ARTICOLO), che riguarda quanto deciso nell’assemblea della Comunità Isola Bergamasca (CIB):

  • Sicurezza: è stata deliberata la riattivazione della rete radio che permette ai comuni del territorio, in caso di emergenza, di mantenere i collegamenti attraverso il ripetitore di proprietà della CIB; la centrale operativa sarà collocata presso il nucleo dei Vigili del fuoco di Madone. Inoltre è allo studio la possibilità di utilizzare tale rete radio anche per interconnettere le varie unità di polizia locale presenti sul territorio, implementando un “progetto sicurezza”, che prevede anche: vigilanza nei comuni durante le ore notturne, messa in rete dei varchi telesorvegliati; in ipotesi anche la possibilità per privati cittadini di avvalersi dei servizi di controllo (anche per brevi periodi) a costi contenuti.
  • Ambiente: qualche mese fa’ la CIB si è aggiudicata fondi di un bando provinciale per avviare un osservatorio ambientale con la partecipazione di ARPA e ATS  (ex ASL); dovrà attuare un monitoraggio di aria, acqua e suolo del territorio dell’Isola bergamasca e garantire un’informazione trasparente a tutti [Ndr. Ciò si lega non solo al “problema” Italcementi, ma anche a tutta quella parte del territorio che dal punto di vista ambientale è forse ancora più compromessa: vedi ad esempio area di Filago – Madone].
  • Lavoro:  l’idea è quella di realizzare una “rete” composta da vari referenti istituzionali (provincia, azienda consortile, promoisola, confindustria, sindacati, università, scuole); obiettivi: coordinare domanda e offerta di lavoro (giovani, persone in età avanzata che hanno perso il lavoro) e promuovere modelli di sviluppo sostenibili, anche attraverso il recupero del patrimonio industriale dismesso.

Per ora tante buone intenzioni, ma per attivare e soprattutto gestire nel tempo tutte le cose previste, oltre una volontà politica che sia decisa e soprattutto unanime e duratura, occorrono finanziamenti: da dove verranno? Staremo a vedere.

 

 

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