Ecco la risposta dell’amministrazione (-> vedi) alla nostra interrogazione del 15 novembre 2011 (n. 3/2011 -> vedi) sull’indispensabile ristrutturazione/ampliamento della scuola primaria.

Il tono è ben diverso da quello della risposta alla nostra precedente interrogazione del febbraio 2011 sul medesimo argomento (-> vedi).

Quel che conta, però, è il contenuto: se non leggiamo male, pensiamo di capire che l’intervento, già programmato nel 2008 e poi più volte rimandato, non si farà neanche nel 2012!

Colpa, certo, dell’attuale crisi economica, veramente grave e dei pesanti tagli imposti ai comuni.

Ma anche, forse soprattutto, colpa delle scelte scriteriate della nostra Amministrazione, che per realizzare il palazzo polifunzionale ha dovuto ricorrere ad un pesante indebitamanto. Noi, e non solo noi, avevamo osteggiato quell’intervento, certamente meno prioritario di quello per la scuola, ma “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”!  Così oggi ne paghiamo le conseguenze – e continueremo, forse, a pagarle per molto tempo!

4 Risposte a “Risposta all’interrogazione sulla scuola primaria”

  1. Paolo scrive:

    I cambiamenti di scenario che rendono oggi più problematica la realizzazione delle nuove aule scolastiche fanno risaltare ancora di più quanto sia stata sciagurata la decisione presa anni fa dall’amministrazione Bolognini di violentare l’elenco delle priorità d’investimento del comune preferendo la costruzione non così indispensabile della nuova sala civica all’investimento –questo sì indispensabile- nelle nuove aule scolastiche.
    Ritengo che il tono conciliante rilevabile nella comunicazione di Bolognini sia dovuto soprattutto al fatto che dopo anni che ci battiamo per l’investimento nella scuola siamo invece arrivati allo stallo di oggi, compresa l’eventualità che l’investimento venga rimandato.
    I motivi che diversi anni fa ci avevano indotto ad eleggere l’investimento a favore della scuola come prioritario rispetto ad ogni altro importante investimento prevedibile per la nostra comunità consistevano in:
    1) il trend del previsto sviluppo demografico della popolazione scolastica di Sotto il M. dimostrava già allora chiaramente l’indispensabilità e l’urgenza di un investimento radicale sul plesso scolastico.
    2) L’investimento nella nuova sala civica allora accarezzato e messo in progettazione dall’Amministrazione Civica non era così necessario come quello della scuola e avrebbe portato il bilancio dell’Amm/ne ad un sovraccarico dell’indebitamento (e di rate annuali di rimborso) nel momento in cui si fosse avviato il successivo indebitamento per la scuola
    3) Ogni Ente –specie se pubblico come appunto i Comuni- deve realizzare una prudente politica di bilancio tale da non superare certi pericolosi parametri di indebitamento e di rapporto (sostenibilità) tra Entrate correnti e rate di ammortamento dei mutui pena la bancarotta o l’essere costretti a cementificare sempre più territorio per coprire con l’incasso di “oneri di urbanizzazione” le rate dei mutui

    L’aver indebitamente privilegiato l’investimento nella nuova sala civica rispetto all’investimento nella nostra edilizia scolastica e non aver colto allora questa opportunità quando ancora il bilancio lo consentiva ci fa capire quanto sia stata sciagurata quella scelta quando –oggi- lo scenario economico-finanziario generale e’ cambiato e capiamo pure quanto il non aver scelto una politica di indebitamento prudente oggi inibisca certi nostri investimenti nonostante la loro indispensabilità (l’edificio scolastico appunto).

    Paolo

  2. Gp scrive:

    Alcune considerazioni sulla risposta del sindaco alla interrogazione sulla ristrutturazione della scuola elementare presentata da “Uniti per Sotto il Monte”

    Anzitutto due parole sul tono della risposta. E’ scomparsa l’arroganza e la protervia di quella su analogo problema pervenutaci questa primavera. Secondo me è stato utile quanto è stato detto in Consiglio Comunale: si sono resi conto di aver esagerato. Hanno capito che quelli che più hanno da perdere ad alzare i toni sono proprio loro: ancor più oggi che, candidamente, ammettono un probabile ennesimo rinvio dell’opera, quando dopo tanti anni, sembrava si fosse giunti all’inizio del lavori.
    Se il tono è conciliante, quasi a cercare comprensione e complicità nell’opposizione, i contenuti sono i soliti. La prima pagina a dire che è sempre colpa degli altri (dei vari governi che si sono alternati a Roma), mai colpa loro; la seconda a spiegare che operativamente sono pronti, ma hanno frenato. Illustrano in modo completo le due alternative del mutuo e del leasing, dicendosi favorevoli alla seconda, solo se il costo/beneficio penderà da quella parte. Una risposta “politicamente corretta e prudente”.
    Riassumo: i 2.500.000 euro per la scuola non ci sono, si sarebbe ricorsi all’indebitamento, ma la recente legge di stabilità non consente nuovi debiti oltre a quelle già contratti.
    Partiamo dalla legge di stabilità 2012: non ho avuto modo di leggerla bene, mi ripropongo di farlo, perché è indispensabile capirla bene, capirne le possibili vie d’uscita. In via di principio sono d’accordo al porre dei limiti rispetto alle entrate correnti (diciamo il PIL del comune) per le rate annue degli interessi, ma mi sembra esagerato passare dal 8% del 2012 al 4% del 2014, vista la lunga durata media dei mutui. Se questa legge ci fosse stata prima! Ci da ragione su quanto abbiamo sempre sostenuto sugli “indebitamenti per il superfluo quando ci mancava il necessario”.
    Sembra che ci abbiano fatto un assist per un goal troppo facile. Noi non dobbiamo limitarci a dire “avevamo ragione”, ma assumerci anche la parte di chi vuole comunque, ad ogni costo, realizzare la scuola: entrare cioè nei dettagli necessari per arrivare al risultato. Se poi, come probabile, gli altri non si lasceranno coinvolgere, avremo un ulteriore argomento.
    Quando dico entrare nel merito, mi riferisco a cose concrete, del tipo: se nel 2012 non si rifanno le scuole elementari, bisogna necessariamente che quest’estate si rifacciano almeno i servizi igienici: soluzioni da rendere chiare alla cittadinanza.
    Dopo ovviamente avere detto, forte e chiaro, che “avevamo ragione noi” !

  3. Idee in Movimento » La ristrutturazione della scuola e i vincoli sull’indebitamento dei comuni scrive:

    […] nostra interrogazione del 16 nov 2011 sulla ristrutturazione della scuola primaria (VEDI), il Sindaco ha messo in evidenza gli ostacoli che la vigente legislazione frappone alla […]

  4. Idee in Movimento » 26 settembre 2012: Consiglio Comunale scrive:

    […] due interrogazioni del novembre 2011: il Sindaco aveva risposto per iscritto nel dicembre 2011 ( scuola => vedi;  apertura strada pl Agazzi => vedi), ma la discussione nella sede ufficiale, il Consiglio […]

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