Una bella sforbiciata! Il Parco del Monte Canto e del Bedesco deve continuare a vivere!
Scritto da: amministratore in Ambiente e territorio, Associazionismo, Consiglio Comunale, Economia, Edilizia e urbanistica, EventiTags: Borgo del Monte Canto, Ersaf, Parco Locale Monte Canto e Bedesco

Dopo che negli anni 90 i comuni interessati hanno posto le basi per la sua nascita, il Parco Locale sorge nei primi anni 2000 con una convenzione tra 10 comuni: Sotto il Monte, Carvico, Villa d’Adda, Calusco, Solza, Chignolo, Terno, Mapello, Ambivere e Pontida. La costituzione del Parco è stata da subito ben accolta dalla Provincia e dalla Regione con l’approvazione del progetto del Parco Locale Collinare. Esso costituisce un corridoio ecologico tra il Parco dell’Adda, quello del Brembo ed il Parco dei Colli di Bergamo e ha l’obiettivo di avviare un percorso di tutela, valorizzazione e riqualificazione di flora, fauna ed attività sia agricole che turistiche.
In altre parole, laddove un singolo comune non ha risorse ed energie per agire da solo, unendosi agli altri, può presentare progetti e ottenere finanziamenti e realizzazioni di opere da parte dell’ente forestale regionale (ERSAF).
Non stiamo parlando di briciole. La Regione aveva garantito sino a 4 milioni di euro di investimento, anticipandone 300.000 per la filiera del legno. I comuni però, dopo la metà di questo decennio, cambiate diverse amministrazioni, hanno smesso di credere nel progetto inizialmente condiviso, non hanno più progettato nulla e ovviamente la Regione ha sospeso i contributi. Si tratta di un’ inerzia imperdonabile. Le cose da fare sarebbero tante, in primis il taglio e rinnovamento dei boschi (anche per prevenire smottamenti e incendi), giudicati dagli esperti in condizioni disperate. Spesso il proprietario non è in grado di provvedervi direttamente, ma ha bisogno di aiuti, economici e professionali: la Regione aspetta solo richieste coordinate dal Parco per intervenire.
Il colmo è che in questi ultimi tempi si sentono gli stessi amministratori che hanno fatto poco o nulla per far funzionare il Parco, sostenere che il parco stesso non serve, che è un carrozzone: alcuni hanno dichiarato che intendono uscire dalla convenzione. A Maggio l’amministrazione di Sotto il Monte ha deciso di togliere circa metà del suo territorio (quello piano o semicollinare) dal Parco, senza nemmeno parlarne con i comuni vicini. Così viene a cadere la continuità territoriale del Parco. Abbiamo organizzato questa assemblea per illustrare le potenzialità del progetto “Parco Monte Canto e Bedesco” e quanto si può ancora fare.
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giugno 18th, 2010 alle 6:21 pm
purtroppo non ho potuto assistere al”assenblea e non sò di cosa si è deciso su iniziative da intraprendere per opporsi ad una decisone che definire ” stupida” è gentile.Pensavo che Sindaco e Giunta fossero persone consapevoli ma questa decisione mi rende consapevole che nel comune ,chi realmente decide è la ” cricca ” dei costruttori…
giugno 19th, 2010 alle 8:13 pm
Concordo con te @alex, a Sotto Il Monte, chissà come mai, nella Giunta del comune c’è sempre qualche assessore che è un “parente diretto” (leggi figli) dei costruttori edili locali o delle famiglie con possedimenti terrieri e guarda caso, quando questi parenti sono in Giunta, il piano urbanistico del paese è sempre a loro vantaggio (leggi: terreni agricoli che diventano magicamente edificabili prima del tempo, nuovi permessi di edificazione laddove prima non era possibile ecc). Che strane tutte queste coincidenze che si possono riscontrare sempre e costantemente negli ultimi 30 anni di gestione del comune
a me non sembrano poi tanto delle coincidenze, ed è abbastanza noto fra il popolino sottomontese il “magheggio” degli assessori del Comune (la famosa “cricca dei costruttori”).
Tornando invece al problema esposto nell’articolo, faccio presente che il Parco del Bedesco è “parco” solo sulla carta, ma all’atto pratico è un immenso immondezzaio a cielo aperto (soprattutto la parte che collima con Mapello) perché era la ex discarica di Sotto Il monte usata 20/30 anni fa (chiaramente era abusiva); ora sopra c’è cresciuto un fitto bosco, ma se provate ad andare a farci una passeggiata, scoprirete che ad ogni passo che fate inciampate in spazzatura di ogni genere (soprattutto edile, ma che strana coincidenza!) sotterrata da anni di accumuli di fango, terriccio e “selvaggio sottobosco”. La spazzatura è ferma lì da sicuramente 20 anni ed oltre e si estende per oltre 2 km², quindi nel caso non aveste idee per dei progetti di rilancio da sottoporre alla Regione forse potreste iniziare a pensare ad un piano di bonifica per tale zona. Sono sicuro al 100% che anche il comune di Mapello è al corrente della pessima situazione ambientale di quell’area perché in passato (per tutto l’arco temporale degli anni ’90 e primi del 2000) in quella zona era costantemente presente, con la sua Panda colore giallo, l’assessore all’ambiente del comune di Mapello (con cui ho parlato più volte e che mi confermò i suoi numerosi falliti tentavini di cercare di bonificare l’area cercando il sostegno, sempre negato, del comune di Sotto Il Monte).
Se volete altre idee per il rilancio del Parco del Monte Canto ne ho parecchie, in primis bisognerebbe ripristinare (se possibile) le falde acquifere sotterranee distrutte nel 2004 dall’Italcementi (e se possibile farla ripristinare all’Italcementi stessa invece di prendere soldi dalle tasche dei contribuenti) e che senza di esse tutta la parte alta del Monte e la parte esposta a sud è quasi completamente priva di sottobosco e di fauna; questo si traduce in un suolo molto secco e friabile, ma cosa più importante è un’area a forte rischio di incendio (durante il periodo più caldo dell’anno le aree con alberi morti e secci che coprono quasi la metà della parete sud del Monte si vedono ad occhio nudo anche dai paesi limitrofi, basta alzare la testa per accorgersene) nei periodi di siccità (e i cambiamenti climatici globali non ci stanno aiutando) e a rischio di frane durante il periodo delle piogge autunalli/primaverili (chi come me va quasi tutti i giorni a correre o in bici sul Canto sa che ci sono quasi quotidianamente piccoli smottamenti sparsi per tutta la parete sud).
Sorvolo e stendo un velo pietoso sul fatto che la fauna nel Monte Canto non esiste più
(grazie Italcementi!), soprattutto le lepri e le volpi che prima del 2004 erano molto abbondanti; in compenso, visto che tutto l’ecosistema del parco è stato alterato (distrutto forse è il termine più appropriato) a causa della scarisità di acqua, gli insetti abbondano come non mai per l’assenza totale dei rispettivi predatori naturali (ovviamente morti di fame e sete), con la conseguenza che nei periodi più caldi dell’anno vieni letteralmente assalito da sciami molto aggressivi di insetti (non vi svelerò il perché gli insetti sono così aggressivi, lascio a voi scoprire l’ennesima “porcata” fatta ai danni del parco ad opera della giunta comunale).
E’ inutile ricordarvi che negli anni ’80/’90, nei rigagnoli di acqua provenienti dal Monte, erano presenti i rarissimi Austropotamobius Pallipes Italicus o più semplicemente “gamberi di fiume”, segno indiscusso dell’assenza di inquinamento e del grande valore ecologico dell’area verde del Monte Canto; oggi questi gamberi non ci sono più perché non esistono più i piccoli corsi d’acqua naturali che si sono formati in secoli di normale erosione e sempre di questo dobbiamo ringraziare l’Italcementi! Qualora non lo sapeste, l’Austropotamobius Pallipes Italicus è una specie in via di estinzione e protetta a livello Comunitario, quindi se oggi fosse ancora presente sul Monte Canto, potremmo ricevere enormi finanziamenti gratuiti e fondi EU a pioggia solo per la salvaguardia di tale specie (come è stato fatto per il Parco Del Curone a Merate e a cui Sotto Il Monte dovrebbe ispirarsi). Ovviamente la Giunta del Comune cosa ha preferito fare? salvaguardare la fauna rara del Monte Canto o dare il benestare per i lavori di ristrutturazione degli impianti dell’Italcementi? (Italcemente, che guarda caso, produce calcestrucci con cui poi vengono costruite case!)
Con questi scenari e con la “cricca” sempre infiltrata nella Giunta non puoi promuovere il turismo nel Parco del Monte Canto, ne tanto meno salvaguardarlo o rilanciarlo veramente come Parco; è invece più sensato trasformare tutto il Parco in area fabbricabile per zone residenziali di lusso. Ora vi è più chiaro il motivo per cui la “cricca” vuole smantellare il “carrozzone” del Parco del Monte Canto e non si è mai fatto un cazzo di concreto in passato per salvaguardarlo?
Sicuro del fatto che nessun altro sottomontese avrà il fegato di confrontarsi con le affermazioni che ho appena esposto, vi auguro buon fine settimana.
Massimo