Parco dimezzato, contributi azzerati
Scritto da: amministratore in Ambiente e territorio, Attività in corso, Consiglio Comunale, Economia, Edilizia e urbanistica, lavoro
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Il consiglio comunale di Sotto il Monte ha votato, giovedì 20 maggio, il taglio di metà perimetro del Parco del Monte Canto e del Bedesco. (In giallo, nella cartina, la parte di territorio tolto dal Parco). Facilmente questo è solo il primo passo verso l’azzeramento totale del Parco Locale del Monte Canto e del Bedesco. E con esso se ne andranno tutte le possibilità di mettere in pratica i necessari progetti di salvaguardia che erano stati inizialmente previsti, e attuati solo in minima parte. Perchè con il Parco se ne andranno definitivamente anche i contributi che Regione Lombardia e Provincia di Bergamo avevano e hanno ancora intenzione di erogare, se ci fossero ancora progetti condivisi. Tutta la spesa per la salvaguardia dei boschi, soprattutto, peserà sul Comune (quindi su tutti noi abitanti di Sotto il Monte) e sui privati proprietari dei boschi. Per capire meglio, un po’ di storia.
Dopo che negli anni 90 i comuni interessati hanno posto le basi per la sua nascita, il Parco Locale è sorto nei primi anni 2000 con una convenzione tra i 10 comuni interessati: Sotto il Monte, Carvico, Villa d’Adda, Calusco, Solza, Chignolo, Terno, Mapello, Ambivere e Pontida. La costituzione del Parco è stata subito aiutata dalla Provincia di Bergamo e dalla Regione Lombardia in quanto costituisce un corridoio ecologico tra il parco dell’Adda, quello del Brembo ed il Parco dei Colli di Bergamo, con l’obiettivo di avviare un percorso di tutela, valorizzazione e riqualificazione di flora, fauna ed attività sia agricole che turistiche.
In altre parole, laddove un singolo comune non ha risorse ed energie per agire da solo, unendosi agli altri e presentando progetti dei lavori da sostenere, si ottengono finanziamenti e operatività competente dall’ente forestale regionale (ERSAF).
Non stiamo parlando di briciole, la Regione aveva garantito sino a 4 milioni di euro di investimento, anticipandone 300.000 per la filiera del legno. I nostri comuni però, per motivi che non serve approfondire in questa sede onde evitare il ripetersi dei soliti screzi, dopo la metà di questo decennio, cambiate diverse amministrazioni, hanno smesso di credere come prima nella funzione del Parco, non hanno più progettato nulla e ovviamente la Regione ha sospeso i contributi. Si tratta di una ignavia imperdonabile: in questi anni di tagli ai bilanci dei Comuni, bisogna percorrere ogni strada per reperire risorse!
E le cose da fare sono tante, in primis il taglio e rinnovamento dei boschi (anche per prevenire smottamenti), giudicati da tutti gli esperti in condizioni disperate: spesso il proprietario non è in grado di provvedervi direttamente, ha bisogno di aiuti, economici e professionali: la Regione Lombardia aspetta solo richieste coordinate dal Parco per intervenire.
Il colmo è che in questi ultimi tempi si sentono gli stessi amministratori che han fatto poco o nulla per far funzionare il Parco, sostenere che il parco stesso non serve, è un carrozzone: alcuni hanno dichiarato che intendono uscire dalla convenzione. A Maggio la maggioranza di Sotto il Monte ha deliberato di togliere circa metà del suo territorio (quello piano o semicollinare) dal Parco, senza nemmeno parlarne con i comuni vicini e causando un grave taglio alla continuità territoriale. Abbiamo organizzato questa assemblea, non per fare sterile polemica, ma al solo scopo di illustrare a tutti i cittadini le potenzialità del progetto “Parco monte Canto e Bedesco” e quanto si può ancora fare.
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