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Nel consiglio comunale del 11 marzo scorso, all’ordine del giorno era presente una mozione del Gruppo di minoranza LEGA NORD/LEGA LOMBARDA, con il titolo “Mantenimento crocefisso nelle aule scolastiche”. Tutto il consiglio era chiamato ad esprimersi in merito a questa mozione. Nella stessa seduta consiliare però anche il Sindaco ha voluto proporre una sua mozione, con l’intento di una più larga condivisione del documento. I consiglieri del nostro Gruppo – Ferraris e Micheletti – non hanno aderito alle due mozioni, motivando così il proprio voto:

Lo confessiamo: fino alla fine avevamo sperato di non trovarci nella situazione – anche nel nostro paese, a Sotto il Monte Giovanni XXIII – di dover decidere la nostra posizione in merito ad una mozione “CROCIFISSO” che il partito politico Lega Nord/Lega Lombarda stava via via disseminando sul territorio. Eccoci qua invece a dichiarare la nostra posizione contraria ad aderire a questa mozione. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: il nostro Gruppo non è contrario né al crocifisso né alla sua presenza negli edifici pubblici e nelle scuole. Semplicemente non accettiamo questi modi di fare politica. Stiamo infatti parlando, a nostro avviso, di una modalità di fare politica abbastanza povera e di corto respiro, finalizzata al solo obiettivo di generare il consenso nei cittadini; consenso fine a sé stesso, ma da spendere poi nelle sedi del potere. Riteniamo infatti che la scelta del partito Lega Nord/Lega Lombarda abbia soprattutto la valenza di far tornare a parlare di sé, di risvegliare l’attenzione e di dare nuova linfa alle proprie battaglie politiche. Abbiamo apprezzato la volontà di mitigare la richiesta da parte del Sindaco e condividiamo in alcuni passaggi le riflessioni in esso contenute, nella parte in premessa. Ma è la parte finale che ci ha un po’ delusi. Non ci piace infatti il termine “identità” accostato al crocifisso: questo riguarda la sfera personale di donne e uomini, del credere religioso o del non credere; un consiglio comunale non è chiamato ad esprimere opinioni in merito, soprattutto quando, come in questo caso, le responsabilità e le competenze risiedono altrove. E tanti altri sono gli elementi che insieme hanno fatto la nostra storia civile: simboli, fatti ed eventi, personaggi, pensieri, scritti, … e in primis la nostra Costituzione. Abbiamo qualche timore quando si parla di “identità” accostandola alle icone religiose: la storia ci insegna che quando queste icone sono diventate vessilli da agitare contro qualcuno, l’uomo è stato sconfitto da guerra, violenza e morte. Quando i simboli religiosi sono divenuti “chiusura” e “appartenenza”, indossati da presunti “sostenitori della fede” contro altri popoli o culture, l’uomo ha trafitto infedeli; bruciato milioni di vite nei campi di concentramento; macchiato etnie con gli stupri di massa.

Per leggere la mozione originaria della LEGA clicca qui: Mozione LEGA.

Per leggere la proposta del Sindaco clicca qui: Mozione SINDACO

2 Risposte a “Il Crocefisso e la Lega Nord”

  1. Matteo scrive:

    Posso solo dire che il vostro voto contrario era un atto giusto e dovuto. Ovviamente vi attirerete critiche e perderete voti, ma avete fatto della buona politica e spero che prima o poi qualcuno se ne renda conto. Forse bisognerà attendere anni o decenni, forse bisognera attendere che l’Italia diventi un paese multirazziale (processo inevitabile), forse non saremo noi a raccogliere i frutti da questi piccoli semi, ma almeno il primo passo è stato fatto. E’ nata una posizione ufficiale contro questa politica ipocrita della Lega, dove si brandisce il crocefisso come arma e non si rispetta nessuno dei precetti fondamentali dell’etica cristiana.

    La proposta del sindaco e della maggioranza è sicuramente meglio motivata e almeno non pecca di ipocrisia, però è giusto anche in questo caso il voto contrario: sono argomenti assolutamente personali ed è giusto che rimangano tali, senza essere messi alla mercè della piazza politica.

  2. Massimo scrive:

    La laicità dello Stato è stata riconosciuta dalla Corte Costituzionale tanto tempo fa (art. 4 della sentenza n.203 della Corte Costituzionale del ’89 [1] [2]) vietando espressamente alla religione cattolica lo status di religiose ufficiale nazionale, quindi mi aspetto che tutte le istituzioni pubbliche (soprattutto le scuole) siano laiche e che non facciano distinzioni (razzismo) per chi non è cattolico. Non è una questione politica o di porsi contro false propagande della Lega, ma è un obbligo che le autorirà competenti di un paese devono obbligatoriamente ADEMPIERE come stabilito dalla Corte Costituzionale, 20 anni fa, al fine di GARANTIRE al libero cittadino servizi pubblici laici!

    Giusto per mettere i punti sulle “i”, negli anni ’80, alla scuola elementare di Sotto Il Monte, come alunno laico e non cristiano, ero OBBLIGATO a genuflettermi davanti al crocefisso esposto in classe, a recitare la “preghierina mattutina” prima dell’appello, mi è stato insegnato il “creazionismo” anziché la teoria dell’evoluzione e ciligina sulla torta, alle medie inferiori (parlo sempre di Sotto Il Monte) l’ora di scienze fu sostituita con lo studio dell’omeopatia e dei “fiori di bach” (che sono delle truffe e non hanno nessuna valenza scientifica); sorvolo sul fatto che venivo discriminato dai miei compagni di classe perché non ero cristiano come tutti gli altri, non tanto perché “i bambini piccoli possono essere molto cattivi”, ma perché il razzismo venima istigato e profuso a volontà proprio dagli stessi insegnanti, i quali facevano di tutto per farmi sentire in colpa o ad umiliarmi pubblicamente solo perché non credevo all’ “amico immaginario”.

    Come ho già detto in precedenza, non è quindi una questione politica, ma una forma di rispetto verso il prossimo (ironia delle ironie, questo concetto pare proprio non venir colto dai cristiani, nonostante sia la base della loro religione), al fine di evitare le brutte esperienze che il sottoscritto ha dovuto sopportare nelle scuole pubbliche di Sotto Il Monte. Credetemi, non è stato un bel vivere.

    [1] http://www.giurcost.org/decisioni/1989/0203s-89.html
    [2] http://www.uaar.it/laicita/crocifissi/

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