1° Marzo 2010: una data da non dimenticare!
Scritto da: amministratore in diritti umani, Eventi, Politica nazionale, Servizi socialiTags: discriminazioni
“Non volete immigrat
i tra i piedi? Benissimo: provare per credere. Che cosa accadrebbe se i 4 milioni di immigrati presenti in Italia incrociassero le braccia per un giorno? Cosa succederebbe se migliaia di infermieri, pizzaioli, muratori semplici e specializzati, saldatori, mulettisti, badanti, baby sitter, cassiere, capireparto, artisti, mediatori culturali ed educatori, addetti alle pulizie negli uffici, custodi e concierge, camerieri, operatori turistici, centralinisti, magazzinieri, operatori informatici, insegnanti, medici, politici, opinionisti, giornalisti…si fermassero tutti insieme? E cosa succederebbe se insieme a loro si fermassero studenti medi e universitari, casalinghe, liberi professionisti dell’edilizia, dei trasporti privati, dei settori dei servizi? E se a questi si aggiungessero anche i loro colleghi italiani, impiegati negli stessi settori, partecipi delle stesse attività, accomunati dal senso di squilibrio e disuguaglianza che colpisce tutti? Probabilmente ci sarebbero centinaia e centinaia di bambini e anziani improvvisamente senza assistenza, ma anche ettari ed ettari di terreni abbandonati e molti altri disagi. Basterebbero dunque poche ore di sciopero generale dal lavoro e dai consumi per affermarsi come lavoratori e come persone. E per costringere tutti a riflettere sulle vere emergenze del nostro Paese (la corruzione, la precarietà, lo spreco, l’assenza di politiche sociali…).”
Maggiori informazioni possono essere trovate su: http://primomarzo2010.blogspot.com/
Da parte mia, una citazione di Aldous Huxley (1894-1963), per non calare la guardia: “Ogni volta che ha dovuto scegliere tra l’uomo ragionevole e il pazzo, il mondo ha sempre seguito il pazzo senza esitare. Perché il pazzo lusinga quello che è fondamentale nell’uomo, le passioni e gli istinti; la filosofia non si rivolge che a ciò che è superficiale e superfluo: la ragione.”
Mille, e mille e ancora molteplici auguri quindi a tutti noi: che il 2010 ci porti una società sana, e felice di esserlo.
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