L’Italia è sempre più triste, povera e sola.
Scritto da: amministratore in diritti umani, Eventi, Politica nazionale, Servizi socialiTags: integrazione, manifestazione, scuola pubblica
Da l’Unità:
“Questa di oggi a Roma non è solo una manifestazione contro il razzismo e l’omofobia, è soprattutto una manifestazione di persone che sono stufe di essere tristi nell’Italia disillusa che ci vogliono propinare in Tv e nei talk show urlanti. L’Italia non è il luna park dei reality, l’Italia è una realtà plurale che sogna e ama. L’idea di un’Italia preistorica, fobica, che non fa ricerca, che aggredisce persone per il colore della pelle o la religione, che non investe sulla cultura, che fa marcire i suoi monumenti storici (vedi Pompei), che taglia la scuola, che taglia i salari, che arricchisce solo i più ricchi, che ingrassa la mafia, a noi non piace. La polemica sui bambini figli di migranti nelle scuole è un segno nefasto dei nostri tempi tristi. Bambini stranieri? Ma se molti sono nati in Italia, di quali stranieri stiamo parlando? E a quelli davvero venuti da fuori come fai ad insegnare la lingua se hanno tagliato tutti i fondi per l’italiano? Invece di potenziare la scuola, di dare una mano agli insegnanti che devono fronteggiare sfide sempre nuove, di istituire corsi di formazione, si fa la propaganda antistraniero perché è più facile aizzare la gente attanagliata dalla crisi e dai problemi. Questo governo taglia le nostre vite, ci toglie ossigeno e ci fa respirare l’anidride carbonica dell’odio che non ci porterà tanto lontano. L’Italia plurale, di italiani, migranti, figli di migranti è una sfida che il nostro paese deve vincere per essere nel futuro alla pari, competitivo ed europeo. Dobbiamo creare un paese che investe sulla conoscenza reciproca, che crea servizi, che affronta le problematiche non con fatalismo ma con professionalità. La convivenza nonè facile. Nonè facile in una coppia che si ama, come non lo è in una città, in un paese. Ma chi soffia sul razzismo vuole solo vederci tristi, poveri e soli.”
Liberamente tratto da un articolo di Igiaba Sciego da l’”Unità” del 17 ottobre 2009
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ottobre 27th, 2009 alle 10:51 pm
Sempre più tristi perché , non é sempre e soltanto per quanto ho letto sopra, che condivido almeno in parte, anche se ho letto velocemente il contenuto .Credo che la tristezza sia dovuta alla
solitudine, diventata la vera compagnia della nostra vita.
Un tempo c’erano i genitori che ci ascoltavano e sempre pronti a dare con la loro testimonianza fiducia nel futuro ,perché, loro ,venivano da situazioni di povertà e sacrifici , non a tutti comprensibili.Poi siamo cresciuti e ci siamo fatti anche noi un’idea di cosa volessero veramente dire ,parlando di sacrifici , di futuro di speranza. Oggi tutto viene meno anche e soprattiutto per l’idea di successo che viene data, dei percorsi da fare per raggiungerli, talvolta lontani dalle nostre attese di vita consapevoli che talvolta la condivisione o meno di idee può portare a destini molto diversi e anche con poca speranza di riuscire a modificare lo stato di cose raggiounto, in qualunque caso.
Ci si illude che la compagnia sia la Tv ,ma non é altro che una scatola con una parete di vetro con un po’ di elettronica dentro che non affronta seriamente ma in modo omologato i problemi delle persone. A volte , ma é sempre più raro ,si sentono delle persone di buon senso ma é sempre più raro.
Ogni tanto l’orizzonte sembra schiarirsi perche arriva una notizia ,riaccende la speranza .
Per me la speranza sono i figli , e, in senso più ampio ,i giovani che vanno difesi educati, sostenuti,che hanno concluso il ciclo degli studi universitari con risultati meravigliosi e ora ….. si deve aspettare.
Debbono aspettare. Loro insieme a tutti i laureati che hanno concluso il loro ciclo di studi, in pari da sempre con gli esami, in pari con i tempi ,debbono aspettare. Cosa debbono aspettare ? Che si rendano conto che forse il mondo non é come finora hanno conosciuto, in Italia e meglio all’estero.
Saluti a tutti.
Che brutta serata.
ottobre 28th, 2009 alle 1:16 am
Mio padre, una volta, ebbe a dire che ogni fase storica ha i suoi problemi, ma che la natura umana è sempre riuscita alla fine a sormontare i problemi e a proseguire verso il suo futuro. “Non si è mai smesso di fare figli, neppure quando sembrava che tutto volgesse al peggio”. Lo ha detto lui, che ha vissuto, a vent’anni, la guerra e la resistenza. Quando mi sento sfiduciata, penso alla sua positività, e cerco di non abbandonare la speranza nella natura umana. La paura che abbiamo è per il futuro dei nostri figli. Il mondo di oggi non è facile, ma i giovani sono molto più attrezzati di noi ad affrontarlo, ci sono cresciuti dentro, a questo tipo di mondo. Che del resto abbiamo forgiato noi. I problemi di oggi li ha causati e li causa in parte la nostra generazione, e c’è la possibilità che la nuova generazione non persegua i nostri errori. E che riesca perfino a correggerli. L’Italia oggi si sta isolando dal resto d’Europa che invece mantiene una certa vitalità, ma non può continuare a lungo questo stato di cose. Spero che i giovani abbiano la molla psicologica per farle fare il salto giusto. Per noi comunque, secondo me, la medicina è l’azione. Far niente ci fa male. Agire ci fa sentire, in qualche modo, attori del nostro futuro. Una associazione, del volontariato, la politica (a chi piace). Ci aiuta a pensare che insieme ad altri si possa provare a variare lo stato di cose, e soprattutto si sta con persone a noi affini, e magari scopriamo che il buon senso non è poi così raro. Neppure in tempi come questi. Un caro saluto a Pier Luigi e a tutti quanti.
ottobre 28th, 2009 alle 10:43 am
Non posso far altro che concordare con le conclusioni di Angela, ma in questo periodo mi sento un po’ più pessimista di suo padre. Modificherei la frase iniziale in …
… ogni fase storica ha i suoi problemi, ma nonostante la natura umana si è sempre riusciti alla fine a sormontare i problemi e a proseguire verso il futuro.
Con questo voglio significare che i caratteri negativi fondamentali dell’uomo (egoismo, disonestà, …) si sono sempre contrapposti ai caratteri positivi (istinto di conservazione) generando quella che viene spesso chiamata “lotta tra il bene e il male”. In questa lotta vince sempre l’egoismo e la disonestà (in tutte le epoche storiche è successo) fino a che non si tocca il fondo. A quel punto le strade sono due: l’autodistruzione o la rinascita.
Nonostante il mio pessimismo, devo constatare che l’umanità ha sorpassato crisi ben più gravi della presente (una su tutte la crisi dei missili nucleari puntati sul nemico) … ma il mio dubbio rimane: abbiamo ora toccato il fondo e quindi l’umanità potrebbe decidere di risollevarsi? Oppure possiamo scendere più in basso???