Scrivici a unitipersottoilmonte@yahoo.it

Dicono tutti che l’opposizione non fa opposizione. Purtroppo in genere hanno anche poco spazio per dire quello che si propone su vari argomenti. Penso quindi sia giusto far conoscere, nel mio piccolo, ciò che l’opposizione in generale ( o anche la sinistra non parlamentare se c’è chi me le manda) propone per la scuola pubblica italiana.  Queste sono le posizioni del Partito Democratico sulla scuola, appunto. In occasione del ritorno dell’Onda, in momenti così difficili per molti lavoratori della scuola, oltre che per gli studenti, mi sembra giusto iniziare con questo argomento. Chi vuole può mandarmi le proposte di altri partiti dell’opposizione dentro e fuori il Parlamento, e verranno pubblicati su questo blog.

QUESTE LE PROPOSTE DEL PD PER UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITA’, PIU’ AUTONOMA E RADICATA NEL TERRITORIO:

• una scuola che valorizzi il merito e non lasci indietro nessuno, capace di educare al rispetto e alla responsabilità e di rendere effettivo il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito per tutti e per ciascuno, e il raggiungimento di un diploma o di una qualifica professionale almeno triennale, come garanzia minima della realizzazione dei diritti di cittadinanza e di accesso ai «gradi più alti degli studi»;

• una scuola più sicura e qualificata per allievi, insegnanti, dirigenti e personale ATA, con adeguate risorse finanziarie e di personale, con la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e con interventi per la sicurezza, la funzionalità e il decoro delle strutture scolastiche;

• rafforzare e realizzare il patto educativo tra scuola, famiglie e studenti;

• un piano straordinario, sostenuto da risorse aggiuntive, finalizzato all’abolizione dei tagli introdotti dall’art.64 della legge n. 133/2008 e all’immissione in ruolo per docenti e addetti ATA così come previsto dal piano realizzato dal governo Prodi;

• un’indennità di disoccupazione per due anni ai precari a cui non sarà rinnovato il contratto;

• gli eventuali accordi regionali per il precariato devono mantenere criteri d’intervento e di applicazione unitaria e, pertanto, chiediamo che uno schema di convenzione sia discusso con la massima urgenza al tavolo di confronto della Conferenza Unificata Stato/Regioni; questi accordi devono comunque prevedere interventi e garanzie per tutto il personale precario della scuola, sia docente sia personale ATA;

• assegnare un numero certo e stabile di insegnanti e di personale ATA (organico funzionale) alle scuole sulla base di criteri oggettivi, in modo da garantire continuità didattica e autonomia, per realizzare un piano dell’offerta formativa (POF) di qualità, nel rispetto delle norme nazionali;

• assegnare risorse adeguate alle scuole, per il loro funzionamento e per l’offerta formativa;

• attuare un piano straordinario nazionale per la messa a norma degli edifici scolastici, per il risparmio energetico, per la realizzazione di laboratori e attrezzature didattiche, anche con la riduzione dei vincoli del patto di stabilità, che blocca gli investimenti degli enti locali, e lo snellimento delle procedure amministrative;

• abolire le disposizioni relative al maestro unico, all’orario di 24 ore settimanali e ripristinare le compresenze degli insegnanti nella scuola elementare;

• garantire per gli studenti il diritto allo studio ed al successo scolastico, finanziando, d’intesa con le Regioni e gli Enti Locali, un piano nazionale straordinario per assicurare borse di studio, libri gratuiti per i dieci anni della scuola dell’obbligo, mense e trasporti, garantire il successo scolastico dei bambini disabili e svantaggiati e la piena integrazione dei bambini immigrati e contrastare la dispersione e l’abbandono scolastico;

• realizzare un piano straordinario di aggiornamento in servizio dei docenti, partendo dalla scuola media e dal biennio dell’obbligo, con priorità per la matematica, le discipline scientifiche e linguistiche;

• attivare un sistema di valutazione delle scuole e dei docenti, gestito da una «autorità esterna», riguardante docenti e dirigenti scolastici e relativo al funzionamento delle scuole e ai risultati di apprendimento conseguiti dai ragazzi, in termini di crescita relativa, al fine di individuare e diffondere le migliori esperienze e di incentivarle e di sostenere le situazioni di svantaggio;

• avviare, d’intesa con le regioni sperimentazioni in varie province, come già stabilito dalla legge finanziaria per il 2008 del Governo Prodi, per migliorare l’efficacia e l’efficienza della spesa per l’istruzione, lasciando le risorse risparmiate ai territori e alle scuole che le hanno realizzate, premiando cosi le realtà più virtuose;

• realizzare una proposta di riforma partecipata della scuola superiore, che valorizzi i saperi tecnici e scientifici, porti a sistema il meglio delle sperimentazioni realizzate nelle scuole superiori e mantenga l’unitarietà del sistema, inclusi gli istituti professionali di Stato, garantendo, inoltre, e rendendo effettivo, secondo la normativa approvata dal Governo Prodi, l’obbligo di istruzione a 16 anni;

• riconoscere l’apprendimento per tutta la vita come diritto di ogni cittadino, potenziando, a tal fine, il raccordo scuola-università, i centri territoriali per l’educazione degli adulti, la formazione professionale e le università degli adulti e della terza età.

• stanziare più risorse per sostenere la ricerca/azione delle istituzioni scolastiche autonome al fine di sviluppare reti di scuole che sperimentino nuove metodologie didattiche e che consentano di condividere e moltiplicare le buone pratiche ed i percorsi virtuosi intrapresi da ogni singola Istituzione.

 http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/86051/la_mannaia_del_governo_sulla_scuola_pubblica

Scrivi un Commento