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Riporto per intero un articolo tratto da WWW.CARVICOBLOG.BLOGSPOT.COM 

Nel corso di alcuni servizi di controllo del territorio finalizzati alla sicurezza ambientale, il personale del Corpo Forestale dello Stato di Sotto il Monte Giovanni XXIII ha denunciato cinque persone per violazione delle norme ambientali in materia di gestione rifiuti ed in materia edilizia. Sono state infatti scoperte, a Carvico e a Terno d’Isola, alcune illecite gestioni di smaltimento di rifiuti speciali.
In tutto, sono stati sequestrati circa tremila metri quadrati di terreno ed oltre mille metri cubi di rifiuti.
Nel territorio comunale di Carvìco, durante i lavori di realizzazione di una rotatoria sulla Strada Provinciale 166, in seguito all’eliminazione parziale di una siepe dell’altezza di oltre tre metri, è venuto alla luce uno spazio utlizzato per deposito di automezzi in disuso, di diversi metri cubi di eternit, di container contenenti rifiuti miscelati tra loro (compresi fluidi non ancora identificati), di serbatoi in plastica e di vasche in cemento ( anch’esse contenenti liquidi da identificare). L’area, della superficie di circa 2.500 metri quadrati, classificata “zona verde a vincolo paesistico”, è stata sequestrata ed è a disposizione della magistratura che sta indagando.
I due proprietari dell’area sono stati denunciati a piede libero.
Per quanto riguarda il territorio di Terno d’Isola, invece, è stato scoperto in un cantiere edile lo smaltimento illecito di circa mille metri cubi di rifiuti speciali (terre e rocce da scavo, macerie edilizie, scarti di plastica, fili elettrici, laterizi, scarti di tubi di cemento).
Anche quest’area è stata sottoposta a sequestro e le tre persone responsabili del cantiere sono state denunciate per per violazione alle norme ambientali e per difformità alle prescrizioni del permesso di costruire.”

E’ una notizia preoccupante, che ci fa capire che nessuno può disinteressarsi di questo pericoloso fenomeno. Da prima ha, per anni, interessato alcuni paesi dell’Africa. Sembra certo ormai che Ilaria Alpi e Miran Hrovatin nel 1994 siano stati uccisi a causa delle loro ricerche e per le scoperte fatte su traffici di questo tipo in Somalia. Poi il traffico si è spostato in sud Italia (Campania e Calabria sopratutto), poi i criminali hanno affondato navi stracolme di veleni in fondo al mare  e ora si scoprono queste discariche abusive anche al nord, anche in bergamasca, anche qui da noi. Ringraziamo la Forestale per il prezioso lavoro, ma non ripieghiamoci solo sulla nostra quotidianità, non pensiamo che tanto a noi questo problema non può riguardare. E’ una illusione. Restiamo all’erta, invece, guardiamoci intorno, se abbiamo dei dubbi segnaliamo a chi di dovere. Salvaguardiamo il nostro ambiente e la nostra salute. E’ un nostro dovere e un nostro diritto.

2 Risposte a “Discariche abusive e pericolose fuori casa nostra”

  1. Mauro scrive:

    Allucinante… e pensare che il tutto si trova a poche centinaia di metri da casa mia! C’è poco da stare allegri…

  2. Angela Reggiani scrive:

    Nelle immediate vicinanze ci sono campi coltivati…….

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